La Spagna sospende
l'estradizione in Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:40

NL'Audiencia Nacional spagnola è orientata a sospendere la consegna all'Italia di Robert Feher (alias Igor il “russo”), arrestato nelle scorse ore dalla guardia civil iberica. Igor non potrà essere trasferito nel nostro Paese, scrive l'agenzia Efe, “fino al processo o fino all'esecuzione della pena” per gli omicidi commessi in Spagna. 

L'arresto

La cattura del latitante serbo, accusato di aver ucciso il barista Davide Fabbri di Budrio (Bologna) e la guardia ecologica volontaria Valerio Verri di Portomaggiore (Ferrara), l'1 e l'8 aprile, è avvenuta dopo che, nelle scorse, il killer si era reso responsabile di una nuova sparatoria nella quale erano morte tre persone, andata in scena nella zona di El Ventorrillo, compresa tra le città di Terruel in Andorra e Albalete del Arzobispo. Il fermo del supercriminale slavo, di fatto un fantasma negli ultimi mesi, è costato perciò altre tre vite umane, a conferma della sua pericolosità: nel corso del conflitto a fuoco sono rimasti uccisi gli agenti Víctor Romero Pérez, di 30 anni, e Víctor Jesús Caballero Espinosa, di 38. La terza persona uccisa è un civile, José Luis Iranzo, il titolare del ranch nel quale i due agenti cercavano il fuggiasco. Al momento della cattura, secondo quanto riferito dalle Forze dell'ordine spagnole, Feher era abbigliato con indumenti militari e aveva con sé le armi sottratte ai poliziotti uccisi.

Caccia e conferma

La Procura della Repubblica di Bologna, coordinando i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Bologna e Ferrara, aveva da tempo un'attività di indagine con rogatorie in Spagna, avendo trovato riscontri sulla presenza del ricercato, di origine serba. Altre indagini sono state fatte proprio in Serbia, in Austria e Francia, con trasferte degli investigatori, di concerto anche con le autorità di polizia spagnola. La conferma che la persona arrestata era proprio il ricercato serbo è arrivata dalla comparazione delle impronte digitali in possesso della polizia scientifica italiana con quelle immesse dalla guardia civil iberica nella banca dati europea Afis. Il riscontro ha dato esito largamente positivo.

I familiari delle vittime

Maria Sirica, vedova del barista Davide Fabbri, prima vittima del criminale, ha commentato brevemente la cattura di Igor augurandosi che “sconti la pena dovuta e che possa essere finalmente fatta giustizia. Anche se questo non potrà mai cambiare il mio dramma”. I familiari di Valerio Verri, invece, dopo aver rivolto i propri pensieri alle persone uccise dal killer, hanno precisato di voler rivolgere la propria attenzione “verso coloro che hanno mandato nostro padre allo sbaraglio a fare un'attività di perlustrazione pericolosissima, disarmato e in una zona dove ben si sapeva che Igor vi si nascondeva”.

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