La lotta contro il fuoco che devasta il monte Morrone

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:30

L’incendio sul Monte Morrone che ormai da dieci giorni sta devastando il Parco nazionale della Majella, in Abruzzo, non è stato ancora domato e desta grande preoccupazione. Questa mattina nella sede del Centro operativo comunale (Coc) di Sulmona, alla presenza del prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, e del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, si è tenuto un nuovo vertice per fare il punto sulla situazione. L’emergenza è totale nella Valle Peligna dopo la propagazione dei nuovi incendi nei territori dei Comuni di Prezza e Cocullo. I Vigili del fuoco e la polizia locale da questa notte sono in azione a Prezza, così come i Canadair che hanno ripreso a operare da questa mattina.

Salvate alcune abitazioni

“È stato eseguito un ottimo lavoro soprattutto sul versante San Giovanni evitando che il fuoco arrivasse sulla strada ed alle abitazioni adiacenti” ha detto il sindaco di Prezza, Marianna Scoccia. È stato anche trovato un innesco non acceso. Alle 6 è partita la squadra di 20 volontari del COC di Prezza. Il sindaco ed il capo squadra dei Vigili del Fuoco hanno già perlustrato l’intera area. “Siamo in attesa di altre squadre di Vigili del Fuoco e di personale dell’esercito – conclude il sindaco – e la situazione non è facile”.

In azione militari e mezzi aerei

Il sindaco di Sulmona, Anna Maria Casini, che sabato aveva minacciato di restituire la fascia tricolore, ieri sera aveva annunciato che erano in arrivo altri 15 militari per portare a 65 il numero degli uomini dell’Esercito impegnati sul territorio contro le fiamme (oltre 100 le persone impiegate in totale), mentre due Canadair provenienti dalla Francia hanno affiancato un elicottero Erickson già in azione sull’incendio, in grado di scaricare 10.000 litri d’acqua alla volta sulle fiamme, e quello dei vigili del fuoco. L’immenso rogo finora ha divorato oltre 1000 ettari di bosco. Tra i soccorritori anche i “super alpini” del Nono Reggimento dell’Aquila che sono riusciti a recuperare le auto di alcuni volontari che sabato sera erano riusciti a scendere a valle dopo essere rimasti intrappolati tra le fiamme. Ora c’è il divieto assoluto per i civili di avvicinarsi al fronte dell’incendio perché è troppo pericoloso.

I rischi per la salute

Intanto i sanitari lanciano l’allarme per le possibili conseguenze sulla salute dell’enorme incendio. A Sulmona la situazione è preoccupante per la presenza nell’aria di benzene e polveri sottili e così medici di famiglia e pediatri segnalano l’aumento di problemi respiratori e di patologie connesse. A tutto questo si aggiunge la perdita di un patrimonio ambientale di grandissimo pregio per un disastro di proporzioni inimmaginabili dietro il quale c’è, senza dubbio, la mano incosciente dell’uomo.

Polemiche sui ritardi

L’incendio ha infiammato anche la politica, con scambi di accuse sulla gestione dell’emergenza e sui ritardi negli interventi. Dopo le minacce di dimissioni del sindaco di Sulmona, Paola Pelino, vicepresidente dei senatori di Forza Italia ha messo sotto accusato le “evidenti lacune di amministrazioni locali che hanno dimostrato totale insipienza e drammatica incapacità di gestire un’emergenza così grave”. Dal canto suo Loredana De Petris, capogruppo di Si e presidente del Gruppo Misto al Senato, nell’annunciare un esposto al Tribunale di Sulmona afferma che “questa catastrofe ambientale dipende soprattutto da ritardi inspiegabili e intralci burocratici che, sommati all’irresponsabile scioglimento del corpo forestale, hanno impedito di domare tempestivamente le fiamme. Senza l’intervento spontaneo dei volontari, il bilancio sarebbe anche più devastante”.

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