Inquinamento: sequestrati due impianti del petrolchimico di Siracusa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:40

La Procura della Repubblica di Siracusa ha posto sotto sequestro preventivo due impianti del petrolchimico di Siracusa, quelli della Esso e della Isab. La magistratura ipotizza un inquinamento ambientale. Un comunicato della Procura chiarisce che il decreto è stato emesso dal Gip su richiesta del pool di tre Pm coordinati dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano, dopo che una perizia ha riscontrato un “significativo contributo al peggioramento della qualità dell’aria dovuto alle emissioni” degli stabilimenti.

L’inchiesta

L’indagine, iniziata due anni fa circa, si è avvalsa di una consulenza tecnica collegiale redatta da esperti di livello nazionale ed è consistita in molteplici audizioni e acquisizioni di dati e documenti. Il sequestro è stato eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria del Nictas e dell’aliquota della Polizia della sezione di p.g. presso la Procura. La magistratura si è attivata dopo una serie di esposti e denunce di privati di cittadini, movimenti ambientalisti ed enti territoriali del circondario che lamentavano la cattiva qualità dell’aria per colpa delle emissioni del petrolchimico. Le segnalazioni hanno trovato riscontro con particolare riguardo alle sostanze “non normate” odorigene provenienti dagli stabilimenti Esso, Isab Nord e Isab Sud. In sede di esecuzione del decreto è stata prevista la restituzione dei beni subordinandola all’imposizione di talune prescrizioni volte a consentire l’adeguamento degli impianti alle norme tecniche vigenti. Alle due società è stato dato il termine di quindici giorni per decidere se aderire alle prescrizioni. In particolare, oltre a ridurre le emissioni provenienti dall’impianto “con la copertura delle vasche costituenti l’impianto di trattamento acque”, dovrà essere presentato un progetto che non dovrà eccedere i 12 mesi, con garanzia fideiussoria.

Le reazioni

“Una prima risposta che si riesce a dare alla popolazione in questa materia molto complessa – ha commentato il capo della Procura, Giordano, dopo il provvedimento di sequestro – Una risposta della Procura alle innumerevoli istanze che sono arrivate dal territorio sin da quando io mi sono insediato nel settembre 2013. Abbiamo lavorato tantissimo, abbiamo trovato degli esperti di livello nazionale con i quali abbiamo concertato le prescrizioni che poi abbiamo emanato”. Soddisfatto il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo: “Sono contento che la magistratura abbia rivolto la sua attenzione su quanto accade nella zona industriale e sui ripetuti casi di molestie olfattive di questi anni” ha affermato il primo cittadino che alcuni mesi fa aveva anche presentato un esposto contro l’inquinamento del petrolchimico. “Il sequestro preventivo conferma la bontà del lavoro svolto dall’amministrazione comunale al tavolo Aia del ministero dell’Ambiente, perché le prescrizioni imposte alle aziende per la restituzione degli impianti siano uguali a quelle che siamo riusciti a introdurre nel corso delle riunioni in sede Aia”. “Ci siamo sempre comportati in aderenza alle autorizzazioni che ci sono state rilasciate – ha invece affermato Claudio Geraci, responsabile risorse umane e relazioni esterne dell’Isab – Il provvedimento ci è stato notificato poche ore fa e stiamo ancora cercando di capire gli elementi che ci vengono contestati e da dove scaturiscono”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.