India: non ce l’ha fatta il bambino precipitato nel pozzo

Oltre 100 ore di lavoro, ma sono stati inutili gli sforzi per salvarlo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:44
pozzo

Dopo oltre 100 ore di lavoro ininterrotto, quando ieri i soccorritori lo hanno estratto, per il piccolo non c’era più nulla da fare. Si è conclusa. così, in tragedia la corsa contro il tempo per salvare il bambino di tre anni caduto in un pozzo a cielo aperto nel villaggio di Niwari, nell’India centrale. Il piccolo era stato trasferito presso l’ospedale più vicino, ma qui i medici lo hanno dichiarato morto.

Un incubo durato tre giorni

Il bambino era precipitato nel pozzo il 5 novembre, ed era rimasto bloccato a 18 metri di profondità. Il Governatore del Madhya Pradesh, Shivraj Singh Chouhan, che aveva inviato sul luogo oltre al National Disaster Response Force e allo State Disaster Response Force, i due corpi della Protezione Civile indiana, anche l’esercito, ha espresso in un tweet il suo profondo cordoglio e ha annunciato un risarcimento alla famiglia.

Un pozzo verticale per salvare il bambino

Lavorando giorno e notte, i soccorritori hanno scavato un pozzo verticale parallelo a quello in cui Prahlad era caduto. Poi, arrivati all’altezza di 18 metri, per raggiungerlo, hanno dragato raggiunto un’altra galleria orizzontale. I pozzi, che costellano gran parte dei villaggi rurali indiani, sono l’unico modo per ottenere l’acqua, in mancanza di un sistema di distribuzione idrico. Spesso però, sono a cielo aperto, senza protezione, e costituiscono così uno dei pericoli maggiori per i bambini. Ogni anno in India, infatti, si contano alcune decine di incidenti mortali di questo tipo.

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