In 108 soccorsi e riportati in Libia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:07

Abbiamo appreso che uno dei gommoni segnalati oggi dalla Guardia Costiera italiana, con 108 persone a bordo nel Mediterraneo, è stato soccorso dalla Nave Asso Ventotto, battente bandiera italiana, che si sta dirigendo verso Tripoli”. Ad affermarlo, in una nota, è il deputato di Liberi e uguali Nicola Fratoianni, il quale ha diffuso la notizia cogliendo l'occasione per lanciare una critica all'attuale esecutivo: “Non sappiamo ancora se questa operazione avviene su indicazione della Guardia Costiera italiana, ma se così fosse si tratterebbe di un precedente gravissimo, un vero e proprio respingimento collettivo di cui l'Italia e il comandante della nave risponderanno davanti a un tribunale. Il diritto internazionale prevede che le persone salvate in mare debbano essere portate in un porto sicuro e quelli libici, nonostante la mistificazione della realtà da parte del governo italiano, non possono essere considerati tali”.

L'episodio

Sull'episodio, tuttavia, al momento non arrivano conferme. Secondo quanto riportato da alcune fonti, pare che la nave 'Asso Ventotto', che agisce come supporto a una piattaforma petrolifera, abbia soccorso più di un centinaio di persone in mare, partiti dalle coste libiche. Al contrario delle ultime vicende che hanno visto aprirsi una sorta di contenzioso tra le navi cariche di migranti e il governo italiano, restio all'apertura dei propri porti, stavolta sembrerebbe che la nave abbia fatto marcia indietro su indicazioni precise di coordinarsi con la Guardia Costiera libica, facendo dunque rotta per Tripoli dove avrebbe successivamente fatto sbarcare il suo carico umano. Così fosse, l'Italia si ritroverebbe ad aver violato la legislazione internazionale che garantisce il diritto d'asilo e che, come stabilito dalla Convenzione di Ginevra, non riconosce la Libia come un porto sicuro per sbarcare i migranti soccorsi.

La denuncia del caso è arrivata anche dall'ong Open Arms, con la quale nei giorni scorsi era nata un'accesa polemica. E a parlare del caso è stato proprio il fondatore, Oscar Camps, in un post su Twitter, nel quale ribadisce le ipotesi avanzate da Fratoianni.

 #show_tweet#

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.