SABATO 13 LUGLIO 2019, 002:08, IN TERRIS


IL CASO

Imane Fadil, torna l'ipotesi di decesso per cause naturali

Attesa a giorni la relazione ufficiale sull'autopsia. La modella, testimone chiave del Ruby ter, è deceduta a Milano quattro mesi fa

DM
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Imane Fadil
Imane Fadil
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a risposta ufficiale si avrà solo all'inizio della prossima settimana, quando i medici legali depositeranno la relazione ufficiale sull'esame autoptico. Al momento, però, si profilano nuovi scenari sul giallo della morte di Imane Fadil, testimone chiave del processo Ruby ter e deceduta alcuni mesi fa per circostanze ancora non del tutto chiarite. La giovane era ricoverata presso l'Humanitas di Rozzano, dov'è infine spirata dopo lunghi giorni di agonia in preda a forti dolori. L'indagine autoptica era stata predisopsta proprio in virtù dei misteriori sintomi accusati dalla testimone che, da principio, avevano fatto sospettare un avvelenamento. Un'ipotesi che, però, potrebbe trovare confutazione proprio dall'autopsia, facendo risalire quella di morte sopraggiunta per cause naturali. Al momento si tratta di indiscrezioni, visto che per saperne di più occorreranno gli esiti ufficiali.


I passaggi

Già dai giorni scorsi, tuttavia, avevano iniziato a circolare delle notizie attorno all'esame dei medici legali, fra le quali si faceva sempre più largo il ritorno dell'ipotesi legate a circostanze non dovute a intervento umano come causa del decesso, come invece era stato inizialmente sospettato, tanto da indurre la Procura ad aprire un'inchiesta per omicidio volontario. Negli stessi giorni, il pool medico guidato da Cristina Cattaneo aveva fatto sapere, al fine di smorzare le indiscrezioni, che il lavoro dei medici legali era ancora in corso per chiarire alcuni punti controversi, i quali verranno definitivamente svelati non appena la relazione ufficiale verrà depositata. Al pool operativo, negli ultimi tempi si era aggiunto anche il professor Francesco Scaglione, incaricato di indagare sulle elevate percentuali di metalli riscontrate nel sangue di Imane (la morte per avvelenamento da metalli pesanti era una delle ipotesi vagliate). Gli esami che avevano preceduto l'autopsia, avevano escluso la presenza di radioattività negli organi della giovane, i quali erano stati però riscontrati nel sangue. Le ipotesi formulate inizialmente restano quindi ancora in piedi ma, almeno stando a quanto filtrato, inizierebbe a farsi largo quella legata al decesso per cause naturali.

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