Dal 17 gennaio il Cile è nella morsa delle fiamme che continuano a devastare il sud del Paese. Sono 28 i roghi ancora attivi e il governo ha confermato l’allerta rossa in cinque regioni: O’Higgins, Maule, Ñuble, Bío Bío e La Araucanía. Il presidente cileno Boric visita le aree più colpite.
Gli incendi in Cile
Sono ancora 28 gli incendi boschivi che, dallo scorso 17 gennaio, continuano a devastare il sud del Cile, dove oggi è stata confermata l’allerta rossa in cinque regioni: O’Higgins, Maule, Ñuble, Bío Bío e La Araucanía. Lo ha comunicato la Corporación Nacional Forestal (Conaf), mentre il presidente Gabriel Boric è arrivato nella regione del Bío Bío per una nuova visita nelle aree più colpite e per partecipare a riunioni di coordinamento con le autorità locali. Lo riferiscono i principali media cileni. Il bilancio provvisorio è di almeno 20 morti, 764 abitazioni distrutte e oltre 6.700 sfollati: numeri destinati ad aumentare con il proseguire delle operazioni di ricerca di eventuali dispersi.
La situazione più critica
Le situazioni più critiche si registrano nel Bío Bío, dove alcuni roghi hanno già devastato oltre 27mila ettari, e in Araucanía, con 13 incendi tuttora in corso, secondo quanto riporta Infobae. Le autorità stanno inoltre indagando su possibili origini dolose: i Carabinieri del Cile hanno segnalato il ritrovamento di contenitori con liquidi acceleranti e l’arresto di un sospetto piromane.
Fonte Ansa

