Guardia giurata spara a tredicenne

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:39

Tragedia sfiorata a Milano, nella zona nord-ovest del capoluogo lombardo. Nella tarda serata di ieri una guardia giurata, Angelo Di Matteo 45 anni di origini napoletane, avrebbe sparato sparato al figlio 13enne della sua compagna. Perché il ragazzo, ferito ad un braccio, avrebbe preso le difese della madre durante una lite fra i due. L'uomo adesso è accusato di tentato duplice omicidio e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. 

La ricostruzione della vicenda

Il fatto sarebbe avvenuto in via Marco Aurelio, dove secondo le prime indiscrezioni, la guardia giurata e la convivente abitano da qualche mese. L'uomo sarebbe rientrato a casa sotto l'effetto di alcol, fra i due sarebbe scoppiata una lite fuori dall'abitazione, lungo la strada. A questo punto sarebbe intervenuto il figlio della donna, 41enne di origine albanese, che avrebbe preso le difese della madre. L'uomo si sarebbe rifiutato di smettere di bere e posare l'arma, così una volta entrato in casa insieme all'adolescente gli avrebbe puntato la pistola contro. Il ragazzo, secondo gli inquirenti, avrebbe cercato disarmarlo. Durante questo tentativo sarebbe partito un colpo. Il proiettile ha centrato l’omero del figliastro, fratturandoglielo. La situazione è precipitata quando il giovane si è accasciato a terra, perdendo molto sangue. Due passanti, che avevano già sentito la coppia litigare, hanno chiamato i soccorsi. Quando i carabinieri sono arrivati il vigilante era ancora nella zona. La guardia giurata ha tentato di non farsi arrestare puntando la pistola contro i militari, ma è stato disarmato e ammanettato.

Il precedente

Episodio analogo qualche anno fa a Roma, per la precisione nel settembre 2014, quando una guardia giurata spara per errore all'ex compagna. Il proiettile sarebbe partito alla sua pistola dopo aver appoggiato la fondina con l'arma su un tavolo. Il fatto è avvenuto in un appartamento di via San Biagio Platani, la casa dei genitori della ragazza, che sarebbero stati presenti al momento della tragedia. 

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