Grillo: “Fare il medico è diventato atto d'eroismo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:37

Medici nel mirino. Nuovo episodio di violenza che vede nei camici bianchi le vittime di scellerati. È accaduto ad Acireale (CT), dove nel reparto di ortopedia dell'ospedale un medico in servizio è stato aggredito da un paziente, che lo ha colpito alla testa con un oggetto. I carabinieri hanno avviato le indagini. “È un fatto gravissimo che si aggiunge al novero degli episodi di violenza ai danni di operatori del servizio sanitario – ha commentato il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale (Asp) Catania, Giuseppe Giammanco -, non ci sono ragioni o spiegazioni plausibili per simili atti che condanniamo in modo fermo. Mi sono accertato delle condizioni di salute del collega al quale esprimiamo tutta la nostra vicinanza. Ringrazio i carabinieri per il pronto intervento che ha evitato conseguenze peggiori”.

Grillo: “Vedremo come affrontare l'emergenza”

Intervenuta anche Giulia Grillo, ministro della Salute. “Sono molto scossa, ho appena saputo di un'altra aggressione ai danni di un medico, colpito alla testa da un paziente all'ospedale di Acireale. Fare il medico è ormai diventato un atto di eroismo, soprattutto nei pronto soccorso“. Il ministro, che per altro è catanese, ha dunque aggiunto: “Questa situazione sta diventando veramente pesante. Vediamo come possiamo affrontarla in modo concreto“.

1.200 casi all'anno

Nell'aprile scorso, a seguito di un altro episodio, la Fiaso (Federazione di Asl e ospedali) aveva diffuso una nota con i numeri delle violenze ai camici bianchi: i casi denunciati all'Inail sono stati 1.200 nel corso dell'ultimo anno, ma un'indagine del Nursind ha contato 2mila casi solo tra i sanitari non medici, molti dei quali non seguiti da denuncia. “Le aggressioni negli ospedali e negli ambulatori pubblici – afferma Francesco Ripa di Meana, presidente Fiaso – sono ormai una vera emergenza che richiede risposte d'emergenza, prima di tutto con l'inasprimento delle pene per chi si scaglia contro gli operatori delle nostre aziende sanitarie”.

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