GIOVEDÌ 13 OTTOBRE 2016, 10:57, IN TERRIS

Bufera in Germania: siriano sospettato di terrorismo si suicida in carcere

Albakar era riuscito a sfuggire all'arresto e, dopo due giorni di fuga, è stato bloccato da tre rifugiati siriani ai quali si era rivolto per chiedere aiuto, che però lo hanno consegnato alle forze dell'ordine

AUTORE OSPITE
Bufera in Germania: siriano sospettato di terrorismo si suicida in carcere
Bufera in Germania: siriano sospettato di terrorismo si suicida in carcere
Il 22enne siriano, Jaber Albakar, accusato di voler compiere un attentato terroristico in un aeroporto in Germania, si è tolto la vita in carcere. L'uomo, è intatti stato trovato impiccato nella sua cella nel carcere di Lipsia. Citando fonti appartenenti ad "ambienti della Giustizia", il Der Spiegel ha comunicato che il siriano aveva iniziato uno sciopero della fame ed era "tenuto sotto costante osservazione a causa di acuto rischio di suicidio".

E mentre in tutta la Germania si accendono le polemiche per il suicidio del presunto terrorista, l'avvocato di Albakar, Alexander Huebner, ha definito la morte del suo assistito "uno scandalo del sistema giudiziario".

Jaber Albakar era stato arrestato nella giornata di lunedì, dopo una caccia all'uomo durata due giorni. Secondo gli investigatori il siriano avrebbe avuto legami con il sedicente Stato Islamico e sarebbe stato in procinto di compiere un attentato in uno degli aeroporti della Germania. Nella giornata di sabato, le forze dell'ordine avevano perquisito l'appartamento del 22enne, scoprendo esplosivi e apparecchiature per la produzione di ordigni.

Albakar era comunque riuscito a sfuggire all'arresto e, dopo due giorni di fuga, è stato bloccato da tre rifugiati siriani ai quali si era rivolto per chiedere aiuto, che però lo hanno consegnato alle forze dell'ordine. Il presunto attentatore era arrivato in Germania come rifugiato nel 2015. Secondo quanto riportato dall'emittente tedesca Mdr, successivamente aveva fatto ritorno nella città siriana di Idlib e al suo rientro avrebbe iniziato a mostrare segni di radicalizzazione. Il ministro dell'Interno Thomas de Maiziere, nella giornata di ieri, ha confermato che il siriano era stato indagato nel 2015, ma a suo carico non era stato trovato nessun elemento.
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