Ex operaio della Stir fermato con bottiglie di benzina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:03

Allarme in Contrada Stazione di Ponte, a Casalduni (Benevento) dove un uomo è stato fermato con bottiglie piene di benzina. Il sospetto piromane si trovava nell'area del Sito di Stoccaggio di Rifiuti (Stir) dove nella notte tra il 19 ed il 20 ottobre era già scoppiato un incendio. Il fermato è operaio della società che gestisce il sito di stoccaggio che non percepisce lo stipendio da circa tre mesi. Sono stati i carabinieri del comando provinciale ad individuarlo nel corso di controlli messi in atto proprio in seguito allo scorso incendio. Come riporta Ansa, l'uomo stava camminando al buio quando è stato sorpreso dai militari ed ha mostrato subito segni di insofferenza. Nello zaino aveva tre bottiglie di plastica con all'interno quattro litri di benzina; un masso in pietra dal peso di circa un chilo e mezzo; una corda di nylon lunga circa quindici metri; del nastro da cantiere di colore bianco e rosso. L'uomo, con precedenti, non è stato in grado di giustificare il possesso del materiale ed è stato accompagnato in caserma per ulteriori accertamenti. 

Incendi dolosi?

Lo scorso 19 orrobre era bruciato uno dei capannoni dell'impianto di trattamento dei rifiuti dello Stir di Casalduni; nello specifico, lo stesso che fu interessato da un altro incendio (forse doloso) nell'agosto dello scorso anno. “L'incendio ha interessato la stessa struttura già colpita pochi mesi fa: dunque, registro con amarezza il fatto che quando si tenta di dare corso al programma di riavvio delle attività dell'impianto dopo il disastro dell'agosto 2018 si verifica sempre qualcosa di grave che lo impedisce o almeno lo ritarda. D'altra parte, le cronache di tutto il Paese sono piene di eventi analoghi e, peraltro, solo pochi giorni fa altre fiamme hanno interessato un impianto Stir del Casertano: è un problema dunque che riguarda tutto il popolo italiano e non solo quello sannita”. Così aveva commentato su Il Mattino il presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria. “È forte, comunque, la mia preoccupazione – continuava Di Maria – anche per il livello di sicurezza dell'intera struttura perché questo incide molto sulla capacità e i livelli gestionali e, ovviamente, anche per l'incolumità degli addetti della Samte che vi svolgono il proprio lavoro. Ho chiesto alla struttura tecnica dell'azienda partecipata una relazione sull'accaduto, che comunque è una conseguenza sia del dramma dell'agosto 2018 sia della pregressa gestione”.

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