L’Ue si avvicina al tasso di occupazione fissato nel Piano d’azione. Nel 2024 infatti è stato raggiunto il massimo storico del 75,8%, poco più di due punti percentuali sotto l’obiettivo 78%. Quasi la metà delle regioni europee è già oltre quella soglia, mentre tra i fanalini di coda ce ne sono tre italiane, Sicilia, Campania e Calabria. Lo riporta Eurostat.
Massimo storico
Nel 2024, il tasso di occupazione dell’Ue ha raggiunto il massimo storico del 75,8%, a 2,2 punti dall’obiettivo del 78% fissato dal Piano d’azione per il Pilastro europeo dei diritti sociali per il 2030.
Ai primi posti
Ad avere già un tasso di occupazione pari o superiore al 78% è il 46,5% di tutte le regioni dell’Ue, cioè 113 su 243 regioni. In questa situazione sono la Repubblica Ceca, la Danimarca, 35 regioni su 38 della Germania, l’Irlanda, i Paesi Bassi, gran parte della Slovacchia, la Svezia, Estonia, Cipro e Malta. Alcune ragioni hanno superato il tasso dell’85% nel 2024: l’arcipelago delle Åland in Finlandia (86,4%) la regione della capitale polacca (86,2%) la regione della capitale slovacca (85,4%), la regione della capitale ungherese (85,3%), Utrecht nei Paesi Bassi (85,3%) e la regione della capitale ceca (85,1%).
Fanalini di coda
Al contrario della graduatoria, le regioni con tassi di occupazione relativamente bassi erano rurali, scarsamente popolate o regioni periferiche dell’Ue. I più bassi tassi a livello europeo si sono registrati in Calabria (48,5%) e Campania (49,4%), in Sicilia (50,7%), nella Regione di Bruxelles Capitale (64,1%). Infatti, caratterizzate da bassi tassi di occupazione sono anche alcuni ex centri industriali che non si sono riqualificati economicamente, come tutta la fascia territoriale tra il nord-est della Francia fino alla Regione Vallone (Belgio).
Fonte Agensir

