Due casi di colera: “Situazione del tutto sotto controllo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:11

Situazione sotto controllo per i due casi di colera registrati ieri all'ospedale Cotugno di Napoli. Si tratta di un piccolo paziente di 2 anni, trasferito dall'ospedale pediatrico Santobono, e della madre. Fino a mercoledì mattina il bambino era rimasto nel reparto di Rianimazione, poi è stato trasferito in reparto. I due pazienti – che risiedono a Sant'Arpino in provincia di Caserta – sono originari del Bangladesh ed erano tornati di recente nel loro Paese d'origine per un soggiorno con i parenti per poi rientrare in Italia.

Madre e figlio sono in condizioni stazionarie e “la situazione è del tutto sotto controllo”, ha assicurato Antonio Giordano, commissario straordinario dell'Azienda ospedaliera dei Colli. “Immediatamente – spiega Giordano su Adn Kronos – è stata allertata la Asl competente e sono state attivate tutte le procedure previste dai protocolli. I contatti familiari del caso indice sono stati già individuati e sono attualmente sotto stretta osservazione sanitaria”.

Il colera

l colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae e provoca diarrea dovuta all'infezione dell'intestino: la trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, mentre il contagio diretto si verifica per trasmissione oro-fecale ed è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. 

Per tale motivo i casi di colera in Italia sono tutti di importazione da paesi poveri e “sono estremamente rari – spiega all'AdnKronos Salute Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Iss.- Possono esserci anni in cui non ne registriamo nessuno, anni in cui se ne registrano due o tre. Ma sono possibili, perché le persone oggi viaggiano molto e questa malattia, a trasmissione oro-fecale, è presente in diversi Paesi”. Non ci sono grossi pericoli, però. “Se le persone contagiate vengono isolate subito, reidratate e trattate, l'infezione non fa grossi danni. E, in ogni caso, non c'è pericolo di contagio su ampia scala”. Per quanto riguarda il caso di Napoli, “tutte le persone venute a contatto con i pazienti saranno tenute sotto osservazione”, conclude Rezza.

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