Mafia, droga e corse clandestine di cavalli, 33 misure cautelari tra Messina e Catania

L’operazione - denominata Cesare - ha consentito di disarticolare la famiglia mafiosa messinese denominata “clan Galli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:50

Droga e corse clandestine di cavalli: erano questi i maggiori introiti del clan Galli di Messina scoperti nel corso dell’operazione Cesare.

Operazione Cesare

Stamattina, i carabinieri del Comando Provinciale messinese hanno dato esecuzione ad ordinanze applicative di misure cautelari personali e reali, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Messina, nei confronti di 33 persone ritenute responsabili – a vario titolo – dei reati di associazione di tipo mafioso, corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine su competizioni sportive non autorizzate, maltrattamento di animali, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti.

Il clan Galli

L’operazione – denominata Cesare – ha consentito di disarticolare un gruppo criminale facente capo alla famiglia mafiosa messinese denominata “clan Galli”, e di individuare una rete di distribuzione di sostanze stupefacenti operante in vari quartieri della città dello Stretto.

Febbre da cavallo

L’indagine ha documentato il controllo che il gruppo mafioso esercitava sul proficuo business delle scommesse illecite sulle corse clandestine di cavalli, effettuate nel messinese in orario notturno su strade urbane ed extraurbane, illecitamente chiuse al traffico veicolare da gruppi di giovani a bordo di scooter e motocicli, appositamente reclutati per consentire il passaggio indisturbato dei calesse trainati dai cavalli in gara.

Inoltre, scrivono gli inquirenti, il sodalizio mafioso messinese si rapportava al “clan Santapaola” di Catania per regolare i rapporti e le controversie riguardanti le gare clandestine tra scuderie messinesi e catanesi, effettuate nei territori di confine tra le due province.

Veterinario

Tra gli indagati anche un veterinario compiacente che si prestava a somministrare farmaci agli animali al fine di incrementarne le prestazioni. Effettuati anche sequestri patrimoniali di beni riconducibili al gruppo criminale.

Il precedente

Lo scorso 4 marzo, sempre a Messina, i carabinieri avevano arrestato 19 persone – sempre vicine al clan Galli – accusate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e spaccio, detenzione e porto illegale di armi.

Il gruppo criminale messinese si riforniva dalla cosca della ‘ndrangheta “Morabito-Bruzzaniti-Palamara“, di Africo Nuovo (in provincia di Reggio Calabria), che assicurava la consegna di carichi di cocaina e marijuana, che poi venivano distribuite a Messina. L’operazione aveva così accertato i rapporti in affari tra la mafia siciliana e la vicina ‘ndrangheta calabrese. A dividerle, infatti, solo uno stretto corridoio di mare.

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