Colpo di scena sul caso Cucchi: le reazioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:31

Un carabiniere “colpiva Cucchi con uno schiaffo violento in volto” e l'altro “gli dava un forte calcio con la punta del piede”. Il verbale dell'interrogatorio del 9 luglio 2018 di Francesco Tedesco, uno dei membri dell'Arma imputati per la morte del giovane romano, sembra imprimere una svolta al caso. Tedesco accusa due suoi colleghi, anche loro imputati come lui di omicidio preterintenzionale, di aver pestato il ragazzo. “Fu un'azione combinata, Cucchi prima iniziò a perdere l'equilibrio per il calcio di D'Alessandro poi ci fu la violenta spinta di Di Bernardo che gli fede perdere l'equilibrio provocandone una violenta caduta sul bacino. Anche la successiva botta alla testa fu violenta, ricordo di avere sentito il rumore“. Così Francesco Tedesco, accusando i colleghi, descrive le fasi del pestaggio di Cucchi nel verbale. “Spinsi Di Bernardo – aggiunge Tedesco – ma D'Alessandro colpì con un calcio in faccia Cucchi mentre questi era sdraiato a terra”. A nulla sarebbe valso il suo intervento. “Gli dissi 'basta, che c…fate, non vi permettete”, racconta davanti ai giudici.

Ilaria Cucchi: “Vogliamo le scuse dello Stato”

Immediata, dopo la notizia del verbale, la reazione della sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, che su Facebook scrive: “Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi“. E ancora: “Chi ha fatto carriera politica offendendoci si deve vergognare. Lo Stato deve chiederci scusa“. Intervistata da RaiNews24, Ilaria Cucchi ha quindi chiamato in causa Matteo Salvini: “Oggi mi aspetto le scuse del ministro dell'Interno. A Stefano e alla nostra famiglia per tutto quello che ha sofferto”.

Salvini: “Parenti di Cucchi benvenuti in Viminale”

Non è mancato l'intervento di Matteo Salvini, ministro dell'Interno, che afferma: “Caso Cucchi, sorella e parenti sono i benvenuti al Viminale. Eventuali reati o errori di pochissimi uomini in divisa devono essere puniti con la massima severità, ma questo non può mettere in discussione la professionalità e l'eroismo quotidiano di centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi delle forze dell'ordine”. Elisabetta Trenta, ministro della Difesa, afferma che “chi si è macchiato di questo reato pagherà, ve lo assicuro. Lo voglio io, lo vuole questo governo e lo vuole tutta l'Arma dei carabinieri, che merita rispetto”.

La polemica politica

“Contro la famiglia Cucchi, molta destra e qualche esponente impenitente delle forze dell'ordine in questi anni non hanno mai smesso di inveire per paura della verità. Tuttavia, giorno dopo giorno, c'è chi non mai smesso di lottare in nome della giustizia”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali. E dopo aver denunciato “9 anni di silenzi e depistaggi”, il leader di Si aggiunge: “A Ilaria, alla famiglia Cucchi, come sempre un abbraccio fraterno. Dalla parte della verità e della giustizia. Sempre”.

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