Cittadini in strada di notte contro i pusher

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:52

Semplici cittadini in “guerra” contro gli spacciatori. E' quanto accaduto ieri notte a Genova, dove i commercianti e i residenti di vico Mele hanno occupato pacificamente i vicoli del centro storico genovese per costringere i pusher che abitualmente frequentano la zona ad allontanarsi. Alcuni cittadini hanno anche simbolicamente lavato il selciato con acqua e sapone. La manifestazione, che – come riporta Ansa – si è tenuta ieri sera dopo le 23, è la prima di molte altre che i residenti hanno deciso di organizzare per denunciare il degrado in cui versano i vicoli e le strade secondarie del capologo ligure.

L'iniziativa è nata dopo che nei giorni scorsi un cittadino italiano, al termine di una discussione con uno spacciatore, era stato aggredito e ferito da quest'ultimo con una bottigliata. Grazie alla manifestazione, sono stati anche intensificati i controlli da parte dei carabinieri della caserma della Maddalena.

Maggior sicurezza

Ma ai residenti questo non basta che hanno invece criticato l'assessore comunale alla Sicurezza, Stefano Garassino: “Ci aveva promesso una maggiore presenza delle forze di polizia e invece qui sono aumentati solo gli spacciatori”, hanno commentato. 

E infatti ci sono” risponde Garassino su Liguria24it: “Le forze dell’ordine ci sono, ma il problema è a monte”. L’esponente della giunta Bucci, il quale a sua volta, nei giorni scorsi, si era appellato alla questura e al Viminale per chiedere più poliziotti nei “caruggi”, oggi cambia registro. “Le forze dell’ordine ci sono – spiega – sia la polizia sia la nostra locale, proprio ieri il nucleo vivibilità ha trascorso diverse ore in vico Mele ma la questione è che se gli spacciatori vengono presi e poi dopo pochi giorni escono di galera anche gli sforzi degli agenti sono vanificati”. Secondo Garassino: “I pusher che tornano in circolazione dopo essere stati arrestati tornano a riprendersi la zona dove erano attivi, è questo crea un doppio problema di gestione dell’ordine pubblico”.

 

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