Arrestati 12 capi ultrà della Juventus

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:20

Blitz della Polizia nella curva della Juventus: arrestati i capi e i principali referenti dei gruppi ultrà bianconeri nell'ambito di un'indagine coordinata dalla procura di Torino, che ha portato all'emissione da parte del gip di 12 misure cautelari. L’inchiesta è partita un anno fa quando la Juventus ha denunciato il ricatto cui era sottoposta dai suoi ultrà. Era la fine del campionato 2017/2018 e la società aveva interrotto alcuni privilegi concessi ai gruppi ultrà scatenando la reazione delle tifoserie  che hanno cercato di ripristinare la loro posizione di forza nei confronti della Juventus. 

Il blitz

L'operazione condotta dalla Digos e dal gruppo criminalità organizzata della procura, denominata “Last banner”, è scattata stamattina all'albe ed è il risultato di una lunga indagine che ha fatto finire in manette una dozzina tra i capi dei Drughi, dei “Viking”, del “Nucleo 1985”, del “Tradizione-Antichi valori” e “Quelli… di via Filadelfia”: l'accusa è che ci fosse un accordo tra gli ultrà per mantenere il “controllo militare” della curva bianconer. Secondo la pm Chiara Maina e il procuratore aggiunto Patrizia Caputo, i capi di questi gruppi avevano costituito un'associazione a delinquere che ricattava esponenti della Juventus per cercare di continuare ad avere biglietti agevolati per le partite all'Allianz Stadium e gestire così il bagarinaggio. Tra gli arrestati il capo assoluto dei Drughi, Dino Mocciola, già finito in carcere all'inizio degli anni Novanta per aver ucciso durante una rapina un carabiniere e – scrive Repubblica – considerato uno dei responsabili delle infiltrazioni della 'ndrangheta in curva, il suo braccio destro Salvatore Cava, il leader dei Tradizione Umberto Toia e Beppe Franzo, volto storico e presidente dell'associazione “Quelli di via Filadelfia”. Altre 8 persone sono state arrestate. Le accuse nei confronti degli ultras sono, a vario titolo, associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata. In corso anche decine di perquisizioni in diverse città italiane.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.