“Appendiamo Gandolfini”: striscione choc delle antifasciste

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:40

Sono contro quella che definiscono “violenza di genere”, ma sembrano tutt'altro che contrarie ad utilizzare toni estremamente violenti nei confronti di chi non la pensa come loro. Si tratta delle “transfrocie antifasciste”, così si sono firmate le autrici di una scritta su un lenzuolo affissa ieri a Firenze per attaccare il neurochirurgo bresciano Massimo Gandolfini, presidente del Family Day, che si trovava nel capoluogo toscano per partecipare a una conferenza dal titolo “Ripartiamo dalla famiglia e dalla vita”. La scritta viola e nera sul telo bianco arreca “Contro la violenza di genere e confini, abbattiamo il patriarcato, appendiamo Gandolfini”.

Donzelli e Pillon: “Non ci intimidiscono”

L'episodio ha suscitato sdegno. Per il deputato di FdI Giovanni Donzelli, “i centri sociali dovrebbero essere tutti rasi al suolo. Adesso sono arrivati anche a minacciare di morte chi si macchia dell'orribile crimine di battersi per i valori della famiglia e della vita. A Gandolfini la mia solidarietà e quella di Fratelli d'Italia“. L'onorevole si dice “orgoglioso” di aver partecipato alla conferenza, “nonostante la reazione isterica e non proprio pacifica dei centri sociali appena mi hanno visto arrivare”, afferma Donzelli. Che promette: “Non ci faremo intimidire nella difesa dei valori naturali, né sicuramente si farà intimorire Gandolfini”. Solidale con il neurochirurgo anche Simone Pillon, senatore della Lega ed esponente di spicco del Family Day. Per l'esponente del Carroccio “queste non sono critiche politiche, ma intimidazioni e minacce di morte per una persona che da sempre si batte per difendere la famiglia e la vita. Questi gesti sono inaccettabili e non trovano alcuna giustificazione: se pensano di intimidirci, si sbagliano di grosso”.

La condanna del Congresso Mondiale delle Famiglie

L'eco dell'episodio è giunto anche tra gli organizzatori del prossimo Congresso Mondiale delle Famiglie, previsto a Verona dal 29 al 31 marzo. “Il vergognoso striscione che esorta ad appendere Gandolfini è il miglior esempio di quanta inciviltà, violenza ideologica e intolleranza culturale si celi dietro a certe pseudo battaglie per i diritti civili”. Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidenti di Pro Vita e Generazione Famiglia oltre che, rispettivamente, presidente e vice presidente del prossimo Congresso Mondiale delle Famiglie, esprimono così la propria solidarietà al leader del Family Day Massimo Gandolfini, condannando senza se e senza ma “i centri sociali e le femministe che ieri hanno legittimato l'odio e l'omicidio contro chi non la pensa come loro”. “Il Congresso Mondiale delle Famiglie per la prima volta in Italia dal 29 al 31 marzo – hanno aggiunto – assume oggi un valore ancora più importante, si giocherà a Verona il diritto delle persone e delle famiglie di poter esprimere la propria opinione in un clima di rispetto e di responsabilità civile”. Per Brandi e Coghe “la Marcia per la città di Verona domenica 31 marzo, rappresenterà il cammino delle Famiglie accanto ai propri figli, una testimonianza di bellezza e amore, condivisione e pace. E, gioco forza, le istituzioni che pensano di evitare un appuntamento ‘scomodo’, di fatto diventeranno complici di questo ricatto e di queste minacce indegne”. Concludono gli organizzatori del WCF Verona XIII: “Un appello, infine, al mondo politico e culturale perché risponda chiaramente a questo clima d’odio”.

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