Agenti uccisi a Trieste: Meran non risponde agli inquirenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:04

E'stato proclamato il lutto cittadino a Trieste, ancora sconvolta dall'uccisione di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, agenti di Polizia colpiti a bruciapelo dalla pistola impugnata da Alejandro Augusto Stephan Meran, che ha fatto fuoco in un tentativo di fuga dopo aver sottratto l'arma a uno degli agenti che lo stava scortando nei corridoi della Questura. L'uomo, un dominicano di 29 anni, in mattinata è stato raggiunto in ospedale dagli inquirenti, il magistrato di turno (che nel frattempo aveva già ascoltato suo fratello Carlysle) e il procuratore,    avvalendosi tuttavia della facoltà di non rispondere. Dalle 23 di ieri sera, Meran è in stato di fermo in quanto, stando alle informazioni raccolte, sussisterebbe secondo gli investigatori il pericolo di fuga e di reiterazione di reato. La conferma della richiesta di custodia cautelare in carcere, a ogni modo, avverrà solo dopo l'interrogatorio.

L'indagine

Nel frattempo, è stato disposto il sequestro delle fondine in dotazione ai due agenti, per capire se fossero o meno difettose al punto da consentire al 29enne di sottrarre agevolmente la pistola all'agente che lo scortava. Al momento non risulterebbero danni o altri difetti di funzionamento. La verifica era stata disposta dopo che il Sindacato autonomo di Polizia (Sap), aveva avanzato l'ipotesi che le custodie fossero inaffidabili: “Sarebbe stato un difetto nelle fondine in dotazione al personale della Polizia di Stato a costare la vita ai due agenti uccisi oggi a Trieste – aveva detto Stefano Paoloni, Segretario generale del sindacato -. Uno dei due agenti aveva già avuto problemi con la fondina rotante e gliene era stata data un’altra di vecchio tipo che non permette di bloccare l’arma al suo interno. All’altro collega che invece aveva la nuova fondina rotante è stata sfilata l’arma insieme al dispositivo di contenimento, poichè il supporto ha ceduto rompendosi”. Secondo quanto appurato finora dalla Questura, Pierluigi Rotta (al quale Meran avrebbe sfilato la pistola dalla fondina) è stato ucciso da due colpi di pistola, che lo hanno raggiunto al petto e all'addome, mentre Matteo Demengo ha ricevuto tre colpi, alla clavicola sinistra, al fianco sinistro e alla schiena. Rotta è stato colpito per primo e da distanza ravvicinata, mentre il suo collega è stato ucciso dopo essere sopraggiunto per intervenire.

Il cordoglio

Alejandro Meran non ha risposto agli inquirenti, mentre la sua famiglia si è dichiarata sconvolta da quanto accaduto: “Mi dispiace tanto, non so come chiedere perdono a queste famiglie – ha detto Betania sua madre Betania, citata dall'Ansa -. Prego Dio che dia loro pace e che un giorno possano perdonare. Mi dispiace per quello che ha fatto mio figlio cosa si può dire ad un padre che perde un figlio o a un figlio che perde il padre? Non c'e'nulla che si possa dire per confortare un dolore così”. Intanto, i cittadini giuliani hanno deposto fiori e dediche ai due poliziotti appena fuori dalla Questura, mentre ieri notte, ai piedi del Vittoriano, a Roma, numerose volanti della Polizia hanno acceso le sirene per ricordare i loro colleghi.

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