Adesca ragazza su Fb per lavoro e la stupra: arrestato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:16

Secondo caso di violenza su una donna a Milano, questa volta complice l'uso dei social network. Un romeno di 39 anni è stato arrestato dai carabinieri per aver segregato, picchiato e violentato una ragazza italiana che aveva adescato su Facebook e attirato a Milano con la scusa di darle un lavoro come badante. I militari di Corsico (come riporta Ansa) lo hanno fermato ieri a Pero (comune milanese) ma la vicenda – e relativa denuncia – è di alcune settimane fa.

L'uomo avrebbe contattato la vittima fingendosi una donna in cerca di una badante e facendola venire a Milano con la promessa di un lavoro sicuro. Una volta giunta nel capoluogo lombardo, la vittima è stata portata a casa dell'indiziato con la scusa di farle conoscere la “datrice di lavoro”. Ma, una volta entrati nell'abitazione, la brutta sorpresa: non c'era nessuna anziana ad attenderla. L'uomo l'ha prima aggredita e poi violentata. La donna, una volta libera, ha denunciato l'aggressione. Oggi l'arresto.

Tassista abusivo

E' il secondo caso di violenza carnale a Milano in pochi giorni. Tra Lunedì e martedì notte scorsi, i carabinieri della Compagnia di Corsico, altro comune milanese, hanno fermato un cittadino marocchino, taxista abusivo, indiziato di delitto per violenza sessuale, rapina e sequestro di persona ai danni di una ragazza, sua connazionale.

L’episodio risale alla sera del 20 settembre scorso, quando una marocchina 32 anni ha conosciuto il taxista fuori da un locale notturno in zona Corvetto. Lui le ha proposto di riaccompagnarla a casa, ma, una volta soli, l’ha minacciata con un coltello e l’ha portata a casa sua a Corsico dove l’ha chiusa in una stanza dopo averle rubato il cellulare, le ha usato violenza ed è andato via. La ragazza è riuscita a liberarsi scappando dalla finestra e denunciando l'accaduto ai carabinieri che hanno fermato lo stupratore poco dopo.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.