Una conciliazione necessaria e vantaggiosa per l’economia e la società: quella tra famiglia e lavoro. Il ministero per le Pari Opportunità e Unioncamere cooperano per la “work-life balance“. Ovvero per l’insieme delle politiche attuate dalle imprese al fine di favorire il corretto equilibrio tra vita professionale e personale Le pratiche di conciliazione famiglia-lavoro sono il risultato dei recenti cambiamenti socio-demografici ed economici, che hanno profondamente modificato la società e il mercato del lavoro. Il numero delle donne e madri lavoratrici è aumentato negli ultimi anni. Così come il numero delle famiglie in cui lavorano entrambi i coniugi. Con la conseguente necessità di trovare soluzioni legate ad esempio alla cura della famiglia. Per questo occorre favorire la conciliazione famiglia-lavoro tanto in ottica femminile quanto maschile, tanto dell’ambito della maternità quanto della paternità. Etimologicamente, il termine “conciliazione” deriva da “concilium”, a sua volta formato da “cum calare” (ossia “chiamare insieme”). Secondo tale accezione conciliare significa mediare, individuare un punto di incontro tra posizioni-interessi contrastanti. La conciliazione vita-lavoro (o work-life balance) mira ad armonizzare le responsabilità professionali con la vita privata, evitando conflitti tra le due sfere. Con un particolare sul supporto alle famiglie e sulla centralità della persona. Ponendo l’accento sulla necessità di non far sentire sole le donne lavoratrici. Attraverso un sistema di tutele che permetta di essere madri e professioniste senza subire penalizzazioni.

Conciliazione necessaria
Ispirata dal pensiero di Marco Vigorelli, l’omonima fondazione promuove il valore della persona e delle sue relazioni nel contesto familiare e lavorativo. Viene così sostenuta la ricerca per innovare strategie organizzative e finanziarie che favoriscano il benessere aziendale e dei dipendenti nel contesto sociale. Approfondendo tematiche di governance con un focus su “corporate family responsibility” e work-life balance. Il Laboratorio di Corporate Family Responsibility (CFR Lab) è pensato per mettere in comunicazione le università con le imprese e finalizzato all’acquisizione di competenze e skills per lavorare su iniziative a sostegno del benessere dei collaboratori all’interno delle imprese. Da qui la collaborazione con l’Università Statale di Milano, dove il CFR Lab è disponibile per gli studenti dei Corso di Laurea in Scienze del lavoro dell’amministrazione (LAM) e Management delle organizzazioni e del lavoro (MOL). All’interno del CFR Lab, la fondazione coinvolge le imprese che si rendono disponibili all’analisi delle proprie best practices di conciliazione famiglia-lavoro e welfare aziendale per valutare la reale percezione dei collaboratori rispetto alle iniziative adottate. Vengono coinvolge anche le aziende che non hanno attive al momento politiche a supporto dei collaboratori, per definire gli strumenti in linea con il loro effettivo bisogno. I Quaderni della Fondazione Marco Vigorelli affrontano, con numeri monografici, i temi della Conciliazione Lavoro Famiglia e i diversi ambiti della Corporate Family Responsibility.

Work-life balance
Il concetto di conciliazione famiglia-lavoro si riferisce al tentativo concreto e progettuale (definito in appositi piani di welfare aziendale) di trovare un equilibrio tra vita familiare e vita lavorativa. Così da rendere quanto meno contrastante possibile la sfera privata e quella professionale. Le aziende possono mettere in atto politiche di work-life balance tramite iniziative quali. Ad esempio i congedi parentali, le soluzioni per la cura dei bambini e degli anziani, i benefit economici per il sostegno alla famiglia, la predisposizione di asili nido aziendali. Da un po’ di tempo a questa parte, alla nozione di equilibrio tra vita familiare e vita lavorativa si è affiancato anche il concetto di integrazione tra famiglia e lavoro, che potrebbe tuttavia non rispettare fino in fondo le singole identità dei due ambiti coinvolti. Per questo oggi si può iniziare a parlare di ri-conciliazione famiglia-lavoro, in una prospettiva che non ponga l’uno o l’atro termine in contrapposizione, ma che trasformi la dualità famiglia-lavoro in un dualismo, cioè in un’opportunità di dialogo. Ci sono due aspetti che caratterizzano questa questione e che vale la pena sottolineare. Il primo è un aspetto culturale, che pone l’Italia, rispetto agli altri paesi, in una posizione del tutto marginale: le politiche di conciliazione famiglia-lavoro, infatti, per diverso tempo sono state concepite come un “peso” per le organizzazioni, sia dal punto di vista economico che organizzativo e relegate soprattutto all’ambito della maternità.

Genitorialità
Il secondo è l’aspetto della scelta a favore della genitorialità. La genitorialità è l’insieme delle capacità, dei comportamenti e delle funzioni psicologiche che permettono a un adulto di prendersi cura dello sviluppo fisico, emotivo e sociale di un figlio. Più che il semplice atto biologico di procreare, è un processo di crescita personale e relazionale. La genitorialità è messa sempre di più in secondo piano rispetto ad una logica della prestazione e del risultato, che sposta sempre di più in là nel tempo la creazione di una famiglia. Attualmente il tema è al centro non solo delle strategie di welfare aziendale, ma, in fase di selezione, nelle richieste dei candidati che si propongono per l’ingresso in nuove organizzazioni. Perché rappresenta sempre di più una leva strategica di sviluppo personale e professionale. I casi di eccellenza, relativamente alle aziende che mettono in atto tali politiche, rappresentano delle Work Life Balance Best Practices. Fondamentali al riguardo sono le normative che incoraggiano le aziende ad adottare modelli organizzativi virtuosi per migliorare il benessere lavorativo e la gestione dei tempi di vita.

