Papa e Gmg: “Una chiamata alla missione tra le ferite della Chiesa”. Parla Tubani (Acs)

Alla vigilia della veglia di Tor Vergata intervista sul Giubileo dei giovani a Massimiliano Tubani, direttore della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre-Italia

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Massimiliano Tubani è il direttore di ACS Italia (@ Andrea Di Biagio via Imagoeconomica)

“Il Papa e i giovani: una chiamata alla missione tra le ferite della Chiesa”, dice a In Terris della Gmg 2005 Massimiliano Tubani, direttore di Acs Italia, sezione italiana della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre, nella quale ha maturato quasi un decennio di esperienza, anche nel ruolo di coordinatore. Laureato in Scienze politiche alla Sapienza di Roma, prima di entrare nella fondazione ha lavorato in ambito istituzionale al ministero degli Interni, in un’associazione imprenditoriale aderente a Confindustria e in diverse altre organizzazioni. “Le sfide che abbiamo di fronte sono più insidiose rispetto al recente passato- spiega Tubani-. La persecuzione palese e manifesta sembra scomparsa dai titoli dei mass media, questo non significa tuttavia che il fenomeno persecutorio sia felicemente venuto meno: ha semplicemente cambiato pelle”. E aggiunge: “È come un’idra con diverse teste che si rigenerano continuamente, anche se con connotati diversi. Acs Italia lavora per far giungere la carità dei benefattori ai cristiani perseguitati, discriminati o poveri, con numerosi progetti e iniziative. Forse non riusciamo ad abbattere l’idra, ma di certo ostacoliamo la sua virulenza e daremo conforto a molte delle sue vittime”.

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@Vatican media

Intervista sulla Gmg

Roma celebra il Giubileo dei giovani, e sabato si terranno la Veglia e la Messa con Leone XIV. Quale significati individua nell’appuntamento giubilare più affollato?
“Ragazzi di ogni lingua e cultura entreranno in contatto fra loro e con il Pontefice missionario. Cosa dire di questo grande e festoso evento se lo si esamina dalla prospettiva di chi, come Aiuto alla Chiesa che Soffre, si occupa delle membra più sofferenti della Chiesa, delle comunità oppresse da persecuzione e discriminazione? Parto da una premessa. Sono convinto che le dinamiche ostili alla fede cattolica siano diffuse ad ogni latitudine, non solo dove esse sono più facilmente identificabili. Ciò che le differenzia sono le modalità con le quali la manifestazione pubblica della fede viene avversata. In Occidente l’opposizione è prevalentemente di tipo culturale, politico, giuridico”.
Può farci un esempio?
“Le tecniche sono sofisticate, articolate, avanzate. In molte aree extra-occidentali l’ostilità può essere rozzamente brutale, soprattutto quando le forze in campo sono gruppi armati, ma può essere altrettanto sofisticata quando viene messa in atto da uno Stato. In ogni caso, gli effetti sui fedeli, o sui potenziali fedeli, sono negativi, con un impatto che può essere minimo o devastante. I giovani sono ordinariamente portatori di una visione del mondo, oppure ne sono alla ricerca. Non sempre, ma in molti casi sono desiderosi di aderire a una proposta di vita forte e coinvolgente”.

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@Ansa

A cosa si riferisce nello specifico?
“Un sacerdote nigeriano, testimone dell’ascesa di Boko Haram nella sua martoriata nazione, mi ha raccontato che molti ragazzi apparentemente ‘normali’ anni fa decisero di abbandonare tante sicurezze per entrare a far parte di questo gruppo armato, all’interno del quale avevano trovato qualcosa che altrove non riuscivano a individuare. Questi giovani avevano imboccato una strada drammaticamente errata, tuttavia la loro scelta evidenziava l’innata necessità di aderire a una proposta di vita forte e coinvolgente. Questa pulsione naturale, se non trova un oggetto giusto e ordinato, rischia di condurre ad esiti deleteri. Le dinamiche persecutorie o discriminatorie rappresentano appunto un ostacolo che tenta di far deviare verso oggetti né giusti, né ordinati. Oggi, nel 2025, regnante Leone XIV, i cattolici di tutti il mondo hanno una nuova opportunità”.

Giovani protagonisti nella Chiesa (foto: Conferenza Episcopale Italiana)

Quale?
“Quella di imboccare la strada giusta, hanno una nuova opportunità di abbracciare una visione del mondo ordinata ed esaltante. I giovani occidentali hanno ordinariamente maggiori sicurezze finanziarie rispetto ai loro coetanei di molte nazioni economicamente meno sviluppate, ma sono tentati dalla tiepidezza e allettati da varie, stratificate ideologie contrarie alla fede. D’altro canto, i giovani extra-occidentali sperimentano spesso maggiori ostacoli finanziari, ma soffrono meno le conseguenze delle dinamiche che hanno accompagnato negli ultimi 500 anni le comunità cattoliche occidentali. Questi due giovani polmoni della Chiesa devono respirare insieme, ed è provvidenziale che sia un Papa missionario a ricevere queste comunità a Roma. Leone XIV sarà certamente in grado di prospettare loro quella esaltante visione del mondo di cui ogni ragazzo, ogni giovane avverte il desiderio”.

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Foto: Aiuto alla chiesa che Soffre Italia

In questo Giubileo dei giovani, Roma diventa nuovamente crocevia di speranza e di missione…
“Sì. È un’occasione preziosa per ricordare che la fede non è mai un fatto privato, ma una chiamata universale alla comunione e alla testimonianza. Aiuto alla Chiesa che Soffre invita i giovani a lasciarsi coinvolgere non solo dall’entusiasmo dell’incontro con il Papa, ma anche dal grido silenzioso di tanti loro coetanei che, in molte parti del mondo, testimoniano la fede tra mille ostacoli. Che questo Giubileo sia per tutti un invito a riscoprire la bellezza della Chiesa che evangelizza, anche tra le spine della persecuzione e della discriminazione”.

 

 

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