Villa Madama ha ospitato l’evento “Don Oreste Benzi: Costruttore di Ponti per la Giustizia Globale e la Solidarietà“, un’occasione significativa e importante per commemorare il centenario della nascita del fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, figura emblematica della Chiesa cattolica italiana del XX secolo. L’incontro è stato condotto e moderato da Antonio Preziosi, direttore del Tg2 della Rai.
Tajani: “Abbiamo bisogno di esempi positivi”
La giornata si è aperta con i saluti dell’ on. Antonio Tajani, Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha sottolineato l’importanza dell’eredità di Don Benzi anche a livello diplomatico e sociale.
“L’opera di don Oreste ha superato i confini nazionali – ha sottolineato il Ministro Tajani – e noi oggi abbiamo bisogno di esempi positivi per i nostri giovani e ne abbiamo tanti sull’esempio dello stesso don Benzi che ancora oggi sta facendo tanto per il mondo grazie al lavoro dei volontari dell’Associazione Papa Giovanni XXIII”
Due progetti dedicati a don Benzi
“Abbiamo deciso di ricordare Don Benzi – ha aggiunto ancora Tajani – partendo dal suo amore per gli altri e dal suo essere vicino ai più fragili.
Sono lieto di annunciare che intitoleremo a Don Oreste due progetti della Cooperazione italiana allo sviluppo, che la Comunità realizza attraverso “Condivisione tra i Popoli”.
Lo faremo in due regioni per noi strategiche come l’Ucraina, con un progetto di aiuto umanitario e i Balcani, in particolare l’Albania, per il sostegno medico-psichiatrico ai giovani.
Don Benzi ha sempre creduto nella forza della collaborazione tra istituzioni pubbliche e organizzazioni della società civile.
Lo penso da sempre anch’io! Nell’intero mio percorso politico, anche in Europa, il gioco di squadra ha un ruolo centrale.
Don Oreste Benzi ci ha lasciato una traccia da seguire: quella della giustizia che si fa servizio, della carità che si fa azione.
È nostro dovere raccogliere questo insegnamento, farne motore di speranza e costruire insieme un futuro di solidarietà e di dignità per tutti!
Gli interventi e le testimonianze
Sono seguiti gli interventi di S.E. Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, e di Matteo Fadda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, che hanno ripercorso l’impegno e la visione del fondatore.
Gli interventi hanno permesso di ripercorrere la visione e l’operato di Don Oreste Benzi che anche oggi continua a ispirare e guidare un vasto movimento di solidarietà e giustizia sociale a livello globale.
Una solidarietà che è stata confermata dalle tante testimonianze condivise e dirette sull’azione della Comunità Papa Giovanni XXIII, oggi presente in oltre sessanta Paesi nel mondo. Sono state quindi presentate esperienze concrete come quelle delle case famiglia, dell’inclusione delle persone con disabilità e del recupero dalle dipendenze. Questi momenti hanno offerto un prezioso spazio di confronto sull’impegno congiunto tra attori pubblici e società civile nella promozione della pace, della mediazione e della sicurezza umana, temi centrali nella missione di Don Benzi.
Nella prima sessione di testimonianze, “Costruttori di solidarietà“, Isel Parra e Valeria Miele hanno condiviso la loro esperienza di accoglienza nella casa famiglia “Nonno Oreste” a Rimini, di cui sono responsabili, che accoglie bambini con disabilità, persone senza dimora, migranti e vittime di tratta.
Luca Russo, Responsabile Casa Famiglia e autore di numerosi testi sulla disabilità, ha parlato invece della visione di Don Benzi sulle persone con disabilità come “angeli crocifissi” e dell’importanza di riconoscere la loro sacralità e bellezza.
Bartolomeo Barberis, Responsabile Casa CEC – Forlì, ha poi descritto la tossicodipendenza come una “malattia d’amore” e l’approccio della comunità al recupero, che si concentra sull’aiutare gli individui a comprendere il loro valore intrinseco.
Nella seconda sessione, “Costruttori di pace“, Stefania Moramarco, Nutrizionista e coordinatrice centri nutrizionali – Progetto Rainbow, ha presentato il progetto Rainbow in Zambia, Kenya e Tanzania, che fornisce supporto nutrizionale, assistenza medica e microcredito a bambini e famiglie vulnerabili.
Marina Valenti e Stefania hanno discusso l’impegno della comunità nella lotta contro la tratta di esseri umani, attraverso la prevenzione, l’assistenza diretta e la collaborazione con le forze dell’ordine. Stefania ha condiviso la sua toccante storia personale di sopravvivenza alla tratta.
Fabiola Bianchi, Animatrice Servizio Missione e Pace – APG23, ha evidenziato le iniziative di pace della comunità, inclusa “Operazione Colomba” nelle zone di conflitto, e la promozione del dialogo, della riconciliazione e dei diritti umani.

L’attenzione verso gli ultimi della società
Il Cardinale Parolin ha evidenziato l’attualità dei suoi insegnamenti. In un’epoca dominata da notizie di guerra e violenza, le sue parole e il suo esempio rappresentano uno spaccato di bene e solidarietà di cui abbiamo urgente bisogno. È fondamentale riconoscere e valorizzare queste testimonianze positive per contrastare il pessimismo dilagante e ispirare azioni concrete. “Don Oreste – ha detto a Interris.it il segretario di Stato Vaticano – non ha fatto altro che mettere in pratica il Vangelo. Questa profonda spiritualità, questo profondo legame con il Signore diventava attenzione nei confronti dei più poveri, dei più vulnerabili, degli ultimi della società. Ed è questa la proposta del Vangelo. Quello che è bello è che ci sono persone che continuano nel mondo a vivere queste due dimensioni e che l’insegnamento del Vangelo continua ad essere attuale nel nostro mondo. E di questo rendiamo grazie a Dio”.

Un dono speciale
L’Associazione Papa Giovanni XXIII ha regalato al ministro Tajani uno strumento musicale fatto con il legno dei barconi dei migranti. E’ stato assemblato dai ragazzi con disabilità, giovani con problemi con la giustizia, che hanno raccolto quei legni che hanno trasportato vite e storie, grazie alla cooperativa Rò La Formichina, che opera nel catanese ed impiega persone socialmente svantaggiate”, ha detto il Presidente della Comunità Papà Giovanni XXIII Matteo Fadda. Il cardinale Parolin ha ricevuto invece un pastorale fatto con lo stesso legno.

Don Oreste, il miglior influencer della Chiesa
Don Aldo Buonaiuto ha voluto condividere il suo personale ricordo: “Un’autentica scuola di vita. Non conosceva la tiepidezza e non si è mai piegato alla mediocrità o all’opportunismo. La sua vocazione camminava sulla spiritualità cristocentrica e il suo impegno sociale era a favore degli esclusi e degli invisibili. Tanto da essere definito, dopo la sua morte un contempl-attivo. Un uomo, don Oreste, follemente innamorato della Parola di Dio e dell’Eucaristia. Oggi sarebbe il miglior influencer della Chiesa”.
Un costruttore di Ponti per il futuro
Matteo Fadda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha conclusione dell’evento ha ripercorso il cammino svolto da don Benzi e i frutti che oggi sono raccolti in Italia e nel mondo. “Don Oreste Benzi è stato un tessitore di una rete per una nuova società – ha detto – quella del gratuito. Condividere la vita con i poveri permette di sviluppare una relazione d’amore che è capace di trasformare tutta la società. La Comunità Papa Giovanni XXIII non è un’organizzazione – continua Fadda – ma una famiglia aperta agli ultimi e una casa dove poterli accogliere. L’ultima missione l’abbiamo aperta due anni fa in Ucraina con Operazione Colomba per vivere al fianco delle vittime della guerra”.

