“L’intelligenza artificiale può essere uno strumento utilissimo, ma è uno strumento: è al servizio della persona e non la persona al servizio dell’intelligenza artificiale”. È un vero e proprio monito sul futuro della tecnologia e del lavoro quello lanciato dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ai microfoni di Interris.it. Rispondendo a una domanda sull’importanza di riscoprire il valore dell’essere umano alla luce del magistero papale, il vicepremier ha tracciato una linea netta sui confini etici della modernità: “Bisognerà trovare anche nuove competenze nel mondo del lavoro, ma per far sì che l’intelligenza artificiale serva a migliorare le condizioni di vita dell’uomo, non a diventare il padrone dell’uomo”.
La centralità della persona e il richiamo al Papa
Tajani ha poi richiamato esplicitamente l’ultima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica humanitas, sottolineando come la visione antropologica cattolica rimanga il fulcro della società: “Sappiamo che al centro di tutto c’è l’uomo, quindi la centralità della persona è fondamentale nel nostro Paese e nel mondo. L’umanesimo cristiano è la visione più a dimensione di persona”.
Il Festival dell'”Umano Tutto Intero”
Tajani è poi intervenuto nel panel dedicato ai percorsi di pace all’interno del 3° Festival dell'”Umano Tutto Intero“, l’evento promosso dal Network “Ditelo sui Tetti” presso il Pio Sodalizio dei Piceni a Roma. Dal palco della manifestazione, Tajani ha ribadito l’importanza delle radici identitarie e valoriali dell’Europa, legandole indissolubilmente ai grandi temi della geopolitica attuale: “Famiglia e umanesimo cristiano sono i capisaldi delle comunità più vicine a noi. Non dimentichiamolo mai quando parliamo di uomo, pace e valori”.
L’impegno per la pace e il multilateralismo
Il passaggio finale del suo intervento è stato dedicato alle tensioni internazionali e al ruolo delle istituzioni sovranazionali nel garantire la sicurezza globale. Nonostante le resistenze di molti attori globali, la via diplomatica resta per l’Italia l’unica percorribile: “Anche se non tutti gli uomini vogliono la pace – ha concluso il Ministro degli Esteri – noi non possiamo assolutamente rinunciare al contesto multilaterale”.

