“Ogni persona è unica e irripetibile ed ha una dignità infinita“. Le parole del Servo di Dio don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, sono un richiamo un richiamo profondo alla responsabilità collettiva di riconoscere e tutelare il valore di ogni essere umano, senza eccezioni né compromessi. E proprio la dignità umana è stato il tema centrale dell’incontro che si è svolto a Fabriano, nell’Oratorio Carlo Acutis della Parrocchia di San Nicolò dal titolo “Sulla dignità non si tratta“.

Il convegno
Moderato dal vaticanista de La Stampa, Giacomo Galeazzi, l’incontro è stato organizzato da don Aldo Buonaiuto, parroco della Collegiata San Nicolò di Fabriano, sacerdote da anni impegnato nella lotta contro la tratta di esseri umani, fondatore dell’Associazione Pace In Terra Ets. Hanno partecipato il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Ancona, il dott. Roberto Rossi; i genitori di San Carlo Acutis, Antonia Salzano e Andrea Acutis. Presenti in sala il sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo; il Consigliere regionale delle Marche, Chiara Biondi, in rappresentanza del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.

A destra: il Consigliere regionale delle Marche, Chiara Biondi
Il saluto di Mons. Massara
“In occasione della giornata internazionale del migrante, benedico tutti gli ospiti della comunità che stanno realizzando il loro sogno e porgo il mio deferente saluto al Procuratore Generale della Corte di Appello delle Marche e a tutte le autorità civili e militari e ad Antonia e Andrea Acutis che benedico e ringrazio – ha dichiarato mons. Francesco Massara, arcivescovo della diocesi di Fabriano-Matelica -. Sono in piena comunione e sintonia con le opere sociali e di carità di don Aldo Buonaiuto, perché non c’è pace senza giustizia e non c’è condivisione senza fraternità“.

Le parole del sindaco Daniela Ghergo
“I diritti della persona non dipendono dal luogo di nascita o dai confini, ma sono universali e inalienabili – ha dichiarato il sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo -. La dignità umana è il cuore di questo incontro e non è negoziabile Siamo onorati di avere con noi Antonio e Andrea Acutis: San Carlo Acutis rappresenta un modello contemporaneo di responsabilità – ha proseguito -. Ringrazio inoltre le realtà presenti, Associazione Pace in Terra, progetto Amini, Redenta e Senso del Pane, che offrono alternative concrete allo sfruttamento e trasformano fragilità in percorsi di autonomia e dignità. La lotta alla tratta non è solo repressione, ma costruzione di opportunità. Il nostro compito come istituzioni è riconoscere, sostenere e creare alleanze con chi opera ogni giorno in questo ambito”.
Procuratore Rossi: la vera forza dell’inclusione sta nell’esempio
“L’inclusione è una questione complessa perché sfida un istinto profondo in tutti noi: la tendenza a diffidare di chi è diverso o estraneo alla nostra comunità. Questo istinto può portare al respingimento e alla paura del diverso. Per superarlo non bastano parole o discorsi: servono azioni concrete e virtuose – ha dichiarato il Procuratore Roberto Rossi -. La vera forza dell’inclusione sta nell’esempio. Non è predicando che si cambiano le mentalità, ma mostrando concretamente cosa significa praticarla. Persone che, nonostante esperienze terribili, riescono a ritrovare sorriso, solidarietà e condivisione, ci insegnano che l’inclusione non è teoria, ma pratica efficace e trasformativa. Il loro esempio trascina, ispira e indica la strada a chi li osserva: ci mostra che è possibile agire virtuosamente e ottenere risultati straordinari. In questo senso, l’inclusione diventa non solo un valore, ma anche una forza che produce amore, coesione e speranza. Dobbiamo essere grati a chi, con le proprie azioni e il proprio esempio, ci guida e ci insegna cosa significa davvero includere.

Antonia Salzano e Andrea Acutis
“Riconoscere un figlio speciale non significa aspettarsi miracoli: la canonizzazione serve a proporre un esempio. È fondamentale capire il valore dell’esempio e della virtù, perché qui si sperimenta la gratuità – ha detto Andrea Acutis nel corso dell’incontro “Sulla dignità non si tratta” -. La società ci educa all’idea che le persone agiscono solo per interesse, ma la gratuità esiste: è il fare del bene senza ricevere nulla in cambio. La gioia della vita nasce dalla gratuità. Qui, i collaboratori dedicano il loro tempo senza compenso, mostrando che l’amore esiste come virtù, non come sentimento passeggero. L’amore è volontà, impegno quotidiano per il bene degli altri”.

Il bene, a volte, non fa molto rumore, eppure è presente in abbondanza. Da questo concetto è iniziata la riflessione di Antonia Salzano, mamma di San Carlo Acutis, intervenuta all’incontro “Sulla dignità non si tratta” che si è tenuto nell’Oratorio della Parrocchia San Nicolò dedicato a suo figlio. “Aiutare i giovani significa costruire il futuro della nostra società e imparare a pensare al prossimo, superando l’individualismo. Carlo, ragazzo milanese, camminando per la città vedeva chi aveva bisogno. Fin da bambino, offriva aiuto concreto: proteggere i più piccoli, dare informazioni a chi arrivava dall’estero, indicare dove trovare cibo o vestiti. La sua famiglia divenne così una piccola Caritas domestica: il bene parte dalle famiglie, si estende alla società e diventa manifestazione di Dio nel mondo – ha aggiunto -. Carlo vedeva il volto di Dio in ogni persona, senza divisioni di nazionalità, cultura o condizione. Se riusciremo a fare lo stesso, finiranno le guerre e le divisioni. È importante praticare la gratuità, dare senza chiedere un contraccambio, e portare luce intorno a noi. La santità non è riservata a pochi, è per tutti: amare Dio significa amare il prossimo, indipendentemente dalla religione”.
I progetti di rinascita e riscatto della dignità
Nel corso dell’incontro, don Aldo Buonaiuto, ha voluto presentare i progetti di rinascita collegati alla Parrocchia e all’Associazione Pace in Terra, da lui fondata. Elisabetta Cammoranesi ha raccontato come ogni giorno, l’Oratorio Carlo Acutis ogni mattina apre le sue porte per accogliere quanti partecipano al corso di lingua italiana per stranieri, mentre il pomeriggio sono i più piccoli ad essere aiutati nello studio. “L’obiettivo non è solo l’apprendimento scolastico, ma anche l’educazione al rispetto e l’inclusione sociale”, ha spiegato Elisabetta.

In collegamento da Nairobi, in Kenya, Elisa Paradisi dell’ufficio progetti della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha raccontato il progetto Amini, che supporta donne vittime di violenza e ragazzini in situazioni di vulnerabilità. Il progetto punta a rafforzare la dignità e l’autonomia delle partecipanti, offrendo supporto psicologico, formazione e opportunità concrete per lasciare la vita di strada e costruire un futuro migliore, con il sostegno della Regione Marche.
Marina Valenti, membro della Comunità Papa Giovanni XXIII insignita, insieme a don Aldo, dal Presidente Sergio Mattarella dell’onorificienza di Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, ha spiegato i progetti del laboratorio di marmellate artigianale Redenta e il laboratorio delle ostie, nati grazie al sostegno della Fondazione Santo Versace. “Si tratta di un’occasione concreta di rinascita per le ragazze salvate dal mondo della tratta – ha affermato – Attraverso la produzione artigianale di marmellate e ostie, le ragazze apprendono competenze pratiche, trovano inclusione e sperimentano un percorso di crescita personale e sociale”.

Don Aldo Buonaiuto: insegnare ai bambini la strada dell’altruismo
“Dobbiamo insegnare ai bambini la strada dell’altruismo, dell’amore e della fiducia, e non quella dell’egoismo, dell’opportunismo e della diffidenza. Solo così potremo formare una società basata sull’amore gratuito. Anche all’interno della Chiesa, pur tra le diverse appartenenze, siamo tutti parte dell’unico Dio della vita e dell’amore. Dobbiamo continuare a dare l’esempio che è possibile camminare insieme, stimandoci al di là di religioni e culture: siamo una sola famiglia umana – ha detto don Aldo Buonaiuto nel suo discorso in chiusura dell’incontro “Sulla dignità non si tratta” -. Posso testimoniare l’impegno di Antonia e Andrea Acutis nel sostenere numerose realtà, tra cui l’Ospedale Bambin Gesù del Cairo, progetto guidato dalla Fondazione Bambino Gesù del Cairo Ets, di cui è presidente il già segretario particolare di Papa Francesco Mons. Yohannis Gaid”.
Ministro degli Esteri Antonio Tajani
Anche il Ministro degli Esteri ha desiderato inviare il suo saluto essendo stato invitato per l’affetto che lo lega a don Aldo e alla Comunità Papa Giovanni XXIII: “Il lavoro che porti avanti – ha scritto il vicepremier – con la Comunità Giovanni XXIII, attraverso progetti come la Scuola di italiano e ‘Il Senso del Pane’, rappresenta un esempio concreto di come si costruiscono percorsi di rinascita e di autentica dignità umana. Grazie al prezioso lavoro svolto dalla tua ‘famiglia’ abbiamo preso sempre più coscienza di questo triste fenomeno e riscontriamo un aumento di consapevolezza che la tratta non è solo per sfruttamento sessuale, ma anche per sfruttamento lavorativo, che coinvolge donne e uomini. Ma considerando che la maggior parte delle vittime identificate sono donne è fondamentale lavorare nella prevenzione, favorendo l’accesso ad un’educazione di qualità. Esattamente quello che stai facendo tu. Come pure sono importanti le politiche legate al lavoro, per un lavoro dignitoso e giustamente retribuito. Un ultimo passaggio importante: la presenza dei genitori di San Carlo Acutis, del Procuratore Generale della Corte di Appello delle Marche e delle autorità regionali testimonia l’importanza di questo incontro. Ti invio i miei più calorosi saluti, con l’augurio che l’evento sia un momento fruttuoso per tutta la comunità”.

Le testimonianze
Intense e commoventi tutte le testimonianze dei bambini e dei ragazzi che all’interno dell’Oratorio Carlo Acutis condividono il loro percorso di crescita così come le attestazioni di riconoscenza delle famiglie del borgo che hanno desiderato manifestare la loro gratitudine. Anche la visita del Procuratore Generale e del nuovo Maggiore dei Carabinieri presso la casa rifugio per le vittime di tratta e’ stata molto toccante e significativa. La serata si è conclusa con la consegna di regali in libri donati dalla casa editrice “Il Viandante Chiaredizione”.

Facciamo nostro il saluto di don Aldo
“Che Dio, il Dio della vita e della speranza, ci aiuti a volerci sempre più bene, e che anche gli adulti, spesso veri costruttori di muri, possano cambiare rotta e impegnarsi a camminare insieme per il bene della collettività. Possiamo lasciare un mondo migliore, credendoci, come hanno fatto i nostri antenati. Vi auguro un santo Natale”.

