Siria, un Paese stretto tra crisi umanitaria e ripresa

La situazione umanitaria della popolazione siriana spiegata a Interris.it dal dott. Davide Prata, capo missione di COOPI in Siria

Siria (@ COOPI - Cooperazione Internazionale)

La Siria sta attraversando una delle crisi umanitarie più gravi e prolungate del nostro tempo. Dopo oltre un decennio di conflitto, il 70% della popolazione necessita di assistenza umanitaria, con donne, bambini e persone con disabilità tra i più colpiti. Le condizioni di vita restano estremamente precarie, tra sfollamenti, insicurezza alimentare e mancanza di servizi essenziali. Nonostante ciò, emergono segnali di resilienza e volontà di ricostruzione, che richiedono un impegno costante della comunità internazionale. Interris.it, in merito alla situazione umanitaria del Paese e all’azione umanitaria messa in campo da COOPI – Cooperazione Internazionale, ha intervistato il dott. Davide Prata, capo missione di COOPI in Siria.

Damasco
Siria (@ Mahmoud Sulaiman su Unsplash)

L’intervista

Come si sta configurando la situazione umanitaria in Siria?

“La Siria si trova in una fase estremamente complessa, attraversando un periodo politico molto difficile. Da un lato ci sono bisogni umanitari enormi, dall’altro una timida prospettiva di sviluppo a lungo termine. Secondo i dati dell’OCHA, circa il 70% della popolazione ha bisogno di assistenza umanitaria. Questo lo constatiamo ogni giorno attraverso il lavoro che COOPI svolge sul campo, in città come Daraa, Damasco, Aleppo e Raqqa. Le persone più vulnerabili, donne, bambini e persone con disabilità, sono quelle che risentono maggiormente della crisi. La situazione umanitaria resta quindi molto critica, come lo è stata per oltre un decennio di conflitto. Tuttavia, dalla fine del 2024, con la caduta del regime di Assad, si percepisce un sentimento diffuso di speranza e di volontà di cambiamento. Nonostante i bisogni restino urgenti in tutti i settori, WASH, protezione, educazione ed early recovery, esiste oggi anche una forte volontà del popolo siriano di rialzarsi e ricostruire”.

Come si realizza l’azione umanitaria di COOPI sul campo?

“COOPI è presente in Siria dal 2016 e opera in tre settori principali: protezione, educazione e resilienza/sviluppo rurale. La protezione è il nostro ambito prioritario: lavoriamo con bambini, donne e persone con disabilità, intervenendo in contesti estremamente fragili. Il secondo ambito è l’educazione. Operiamo sia all’interno delle scuole, con la riabilitazione delle strutture scolastiche (rifacimento di edifici, servizi igienici, arredi), sia all’esterno, con attività mirate. Forniamo supporto agli insegnanti, classi di recupero per bambini, distribuiamo kit scolastici (zaini, penne, quaderni) e offriamo formazione agli educatori. Il terzo settore è quello che definiamo livelihood e early recovery: qui lavoriamo con diverse fasce della popolazione attraverso corsi di formazione professionale (per esempio carpentiere, meccanico, parrucchiere), offrendo opportunità concrete a giovani e adulti vulnerabili. Inoltre, supportiamo le microimprese, come piccoli negozi, officine, imprese di sartoria artigianale, parrucchiere/barbiere, fornendo strumenti e sostegno per avviare o rilanciare attività economiche”.

Quali sono i vostri desideri per il futuro riguardo allo sviluppo delle vostre attività? In che modo chi lo desidera può supportare la vostra opera?

“Nel prossimo futuro, COOPI continuerà a operare su due fronti: da una parte l’emergenza, con il supporto alle popolazioni sfollate, come stiamo facendo attualmente a Daraa, nel sud del Paese, e dall’altra lo sviluppo a lungo termine. Lavoreremo per rafforzare i meccanismi che possono restituire speranza alla popolazione siriana. Un esempio è il lavoro sull’accesso all’energia: oggi la corrente elettrica è disponibile solo per sei ore al giorno, creando enormi disagi. COOPI interviene con soluzioni come pannelli solari e trasformatori, sia per l’uso domestico che per il settore agricolo. Il nostro impegno per lo sviluppo sostenibile della Siria continuerà con determinazione. Chi desidera sostenere il nostro lavoro può farlo direttamente attraverso il sito di COOPI, dove sono descritte tutte le attività e le possibili modalità di donazione”.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: