Salute mentale, attenti al caldo: come proteggere chi è vulnerabile

Il gran caldo non “crea” disturbi mentali, ma abbassa la capacità di regolare le emozioni, soprattutto nei bambini e nelle persone anziane

A sinistra: Foto di Immo Wegmann su Unsplash A destra: la dott.ssa Adelia Lucattini. Foto gentilmente concessa

“Il caldo intenso agisce sia sul corpo che sulla psiche. Le temperature elevate, soprattutto se associate a umidità, insonnia e spossatezza, diminuiscono la capacità di tollerare attese, rumori, conflitti e frustrazioni poiché si abbassa la soglia di autocontenimento emotivo. La persona può sentirsi più irritabile, ansiosa, insofferente, meno lucida, più impulsiva”. Il gran caldo ha diversi effetti sulla salute mentale e sul benessere psicologico ed emotivo sia degli adulti che più vulnerabili, come bambini e anziani, spiega a Interris.it la psichiatra a psicanalista ordinaria della Società psicoanalitica italiana (Spi) Adelia Lucattini.

L’intervista

Ci dice perché, dottoressa?

“Il caldo può essere pensato come uno stimolo esterno eccessivo che invade il corpo e riduce la possibilità di regolare le emozioni. Il corpo surriscaldato diventa un corpo meno abitabile: si dorme peggio, ci si sente più esposti, più vulnerabili, meno padroni di sé. Il caldo non ‘crea’ disturbi mentali, ma può funzionare da fattore precipitante o aggravante, soprattutto in chi è già fragile, depresso, ansioso, solo, insonne o affaticato”.

Quali possono essere gli effetti delle temperature elevate sul benessere psicologico ed emotivo dei più piccoli?

“Gli effetti sono particolarmente evidenti perché i bambini hanno difficoltà di termoregolazione e non possiedono ancora strumenti maturi per descrivere ciò che sentono. Il caldo può tradursi in agitazione, irritabilità, pianto, difficoltà ad addormentarsi, perdita di appetito, stanchezza e maggiore bisogno di vicinanza all’adulto. Non si tratta di ‘capricci’ ma di una forma di disagio corporeo ed emotivo. Nei bambini piccoli il rapporto tra corpo e psiche è molto diretto, se il corpo è a disagio anche il mondo interno diventa instabile. Da un punto di vista psicoanalitico, possiamo dire che il caldo riduce la possibilità di autoregolazione e aumenta il bisogno di una funzione di contenimento da parte dell’adulto”.

Come proteggerli?

“Prima di tutto con misure molto concrete, dall’idratazione frequente alla protezione della testa e della pelle, dal mantenere orari regolari per il sonno a abiti leggeri e pasti semplici. Ma c’è anche una protezione emotiva. Il bambino va aiutato a capire che cosa gli sta accadendo, chiedendogli come sta e spiegando che cosa è il caldo. Dare parole al disagio significa trasformare una sensazione corporea confusa in un’esperienza pensabile. È importante non colpevolizzare il bambino per la sua irritabilità, ma offrirgli contenimento, pause, ombra, acqua, silenzio, ritualità”.

Un’altra categoria vulnerabile sono le persone anziane…

“Sono più esposte perché il corpo perde progressivamente efficienza nella termoregolazione, sentono meno la sete e sono meno autonomi negli spostamenti, e spesso sono presenti patologie croniche e terapie farmacologiche. Sul piano psicologico il caldo può aumentare confusione, ansia, insonnia, irritabilità, apatia, senso di debolezza e perdita di controllo. E negli anziani fragili può favorire anche stati confusionali, peggioramento di quadri depressivi o ansiosi e accentuazione della paura di uscire”.

In ultimo, ma non per importanza: che impatto può avere il grande caldo sulla salute mentale di chi è alle prese con lavoro, commissione, gestione della casa e cura dei famigliari?

“Il grande caldo rende tutto più faticoso: lavorare, concentrarsi, occuparsi della casa, prendersi cura dei figli o dei genitori anziani. Quando il corpo è affaticato e il sonno disturbato, la mente perde il suo equilibrio abituale, aumenta la reattività, diminuisce la pazienza, si è inclini a sentirsi sopraffatti. Nei caregiver, nei genitori, in chi ha responsabilità multiple, questo può tradursi in un vissuto di intrappolamento non sopportabile. È importante riconoscere i segnali prima che lo sfinimento porti un crollo emotivo. La salute mentale, durante le ondate di calore, si protegge abbassando le pretese di efficienza, in certi giorni bisogna autorizzarsi a fare meno, a rallentare e soprattutto a chiedere aiuto”.

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