Riportare la vita nascente al centro della società

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Il 27 Marzo si svolgerà on line la prima edizione del Festival della Vita nascente. Un’iniziativa che “profuma” di neonati, di famiglia e di bellezza. A organizzarla sono oltre trenta associazioni laiche o legate al mondo cattolico, che chiedono di promuovere l’accoglienza di nuove vite.

L’evento nasce da una proposta della Comunità Papa Giovanni XXIII. L’obiettivo di questa iniziativa è quello di istituzionalizzare anche in Italia una giornata nazionale civile della vita nascente. Come avviene in diversi altri Paesi del mondo.

L’ispirazione per questo evento arriva da lontano: fu infatti il fondatore della “Papa Giovanni”, don Oreste Benzi, a richiedere – già nel 2000 – alle istituzioni di promuovere una giornata con questi contenuti: promozione della natalità, accoglienza della vita, visione positiva della maternità.

Don Oreste Benzi alla Festa del Ringraziamento di qualche anno fa

Ce lo racconta Andrea Mazzi (Comunità Papa Giovanni XXIII), coordinatore del progetto del Festival della Vita Nascente.

“Il Festival nasce da due percorsi paralleli. Come associazione era da tempo che desideravamo promuovere un’iniziativa nazionale in rete con le altre realtà sensibili alla valorizzazione della maternità e della paternità. In parallelo a Modena c’era già da alcuni anni un’iniziativa locale: una fiaccolata ecumenica per la vita nascente, un momento di attenzione e valorizzazione della vita corredato da una serie di testimonianze sulla bellezza dell’accoglienza della vita, ma anche dei problemi collegati ad essa.
A ottobre 2019 il nostro responsabile generale Paolo Ramonda ha mandato un invito alle altre associazioni per sviluppare un’iniziativa nazionale a cui hanno risposto in diversi. Si è formato un gruppo di realtà che ha scelto di andare avanti in rete. Non c’è un leader, siamo sullo stesso piano. Nel cammino fatto insieme abbiamo scelto di promuovere un evento che è stato individuato come un Festival. Volevamo un’iniziativa che fosse condivisa dal maggior numero di associazioni”.

Le Associazioni che aderiscono al Manifesto per la Vita Nascente

Eravate tutti concordi nell’obiettivo?

“Da subito si è individuato che questa iniziativa avesse un obiettivo condiviso. Una richiesta che facciamo assieme, che è quella di avere una giornata civile della vita nascente, in cui si porti l’attenzione di tutti su temi della natalità, della maggiore attenzione verso la genitorialità e verso la vita nascente. Oggi la denatalità è un problema molto grave, ci stiamo giocando il nostro futuro. Per rilanciarla occorro anche stimoli a livello culturale, per valorizzarla, ed una giornata è un segnale importante in questa direzione. Ci preme che la giornata ricorra il 25 marzo, perché già a livello internazionale in altri Stati è così. Vogliamo inserirci in un questo movimento internazionale per ottenere un’attenzione condivisa. Il Festival infatti si svolge attorno a quella data”.

In che modalità si svolgerà la manifestazione?

“Crediamo nella rinascita del nostro Paese. E siamo convinti che passerà attraverso l’investimento sulla vita nascente. Per questo, anche se ora le condizioni non lo permettono, in futuro faremo un evento vero e proprio, in presenza. Per quest’anno sarà online.
Volevamo organizzarlo sempre a Modena, unendo due aspetti: uno più culturale-politico in cui ci si scambiano informazioni, conoscenze e testimonianze su questi temi e si porta avanti questa istanza di istituzionalizzazione; un altro aspetto più ludico e artistico, con eventi e iniziative come mostre di quadri, attività di clown, giochi per bimbi.

Non potendo al momento fare questo, il Festival della Vita nascente di quest’anno sarà un’azione di sensibilizzazione online. Abbiamo aperto una pagina web e profili social Facebook e Instagram con contenuti e testimonianze. Il 27 marzo, nel pomeriggio ci sarà un talk show online sul canale YouTube della Comunità e sulle pagine Facebook delle associazioni promotrici, in cui varie persone ci parleranno del problema natalità e di quanto sia importante rilanciarla; parleranno del valore dell’accoglienza della vita in situazioni più difficili e impegnative, di come sia bello e faccia bene. Ci saranno esperti della vita prenatale per conoscere quello che avviene nel grembo materno. A livello istituzionale ci sarà un video del ministro delle infrastrutture Giovannini, che è un esperto in queste tematiche, e un intervento del presidente dell’Istat Blangiardo.

A questo link è disponibile il Manifesto della Vita Nascente.

Ci sarà poi una parte politica: per istituire la Giornata serve infatti una legge del Parlamento. Con il Centro Studi Livatino abbiamo elaborato una proposta di legge molto semplice. Ci sono in corso contatti con parlamentari di tutti gli schieramenti affinché la condividano e mi risulta che alcuni l’abbiamo già presentata, quindi qualche prima risposta l’abbiamo avuta ed è molto incoraggiante”.

CdM
Il Parlamento

Cosa pensate che si otterrà con il Festival della Vita Nascente?
“Vogliamo dare un segnale che non va contro qualcuno, ma vuole segnalare la presenza di un valore. Tante cose convergono insieme: il nostro fondatore don Benzi già 20 anni fa aveva lanciato l’idea di istituire la Giornata del Nascituro. All’epoca non fu raccolta, ma ora crediamo sia arrivato il momento opportuno. I problemi oggi sono molto più sotto gli occhi di tutti. Oggi la maternità è ridotta a un fatto privato, ma questo evento ci vuole ricordare che la maternità è un valore per tutta l’umanità”.

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