Riflessione sull’ecologia dell’uomo: creato, natura, ambiente

L'11 settembre il cardinale Pietro Parolin apre in Vaticano il seminario internazionale della Pontificia Accademia di Teologia

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Il Card. Parolin riceve in dono il rosario con i colori della Città del Vaticano realizzato dalle ragazze accolte nella "Casa tra le Nuvole di Papa Francesco"

Nel Magistero pontificio l’ecologia umana si riferisce a un’ecologia integrale che collega il benessere umano al degrado ambientale. Nella convinzione che non si possa sanare l’uno senza l’altro. Questo approccio, esposto da papa Francesco nell’Enciclica Laudato sì’, richiama la necessità di una “conversione ecologica“. Per curare la “casa comune” e promuovere uno stile di vita sostenibile, integrando aspetti sociali, economici e culturali. L’11 settembre il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin apre in Vaticano il seminario internazionale della Pontificia Accademia di Teologia. L’evento è in programma giovedì 11 e venerdì 12 settembre nella Casina Pio IV in Vaticano. Organizzato dal Consiglio di Alti Studi della Pontificia Accademia di Teologia (PATH), l’appuntamento si articolerà in quattro panel tematici e vedrà la partecipazione di personalità ecclesiali, imprenditoriali, sociali e culturali provenienti da tutto il mondo.

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Foto di Ravi Pinisetti su Unsplash

Ecologia umana

“Stiamo assistendo in tutto il pianeta ad un incessante sovrapporsi di accadimenti sociali, economici e tecnologici che ci impongono una riflessione sul presente e sul futuro, di tutto quello che ci circonda. A questo obbligo non sfugge nemmeno la Chiesa che si chiede, e chiede agli uomini di buona volontà, quali siano le strade da seguire per tutelare e riaffermare il bene comune e la convivenza all’insegna della pace e del benessere” spiega il presidente della Pontificia Accademia di Teologia monsignor Antonio Staglianò. Nel corso delle due giornate – che avranno come punto di riferimento il Messaggio di Papa Leone per la X Giornata Mondiale di preghiera per la cura del Creato 2025, il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, l’enciclica Redemptor hominis di Papa Giovanni Paolo II, la riflessione sull’ecologia dell’uomo di Papa Benedetto XVI, l’enciclica Laudato si’ e l’esortazione apostolica Laudate Deum di Papa Francesco – i relatori si soffermeranno sulle sfide per l’uomo di oggi e sulla necessità di lavorare insieme per un rinnovato sviluppo umano integrale.

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Foto di Aziz Acharki su Unsplash

Sessioni di studio

Le sessioni di studio si concluderanno con la celebrazione eucaristica presieduta dal monsignor Staglianò nella Basilica di San Pietro alle ore 17.30 di venerdì 12 settembre e con l’udienza papale in programma sabato 13 settembre alle ore 11 in Vaticano. Il programma dettagliato dell’evento è disponibile sul sito www.theologia.va.
Il seminario internazionale “Creato, natura, ambiente per un mondo di pace” è realizzato grazie al contributo di alcune aziende. La Pontificia Accademia di Teologia, con il sostegno di importanti realtà imprenditoriali, promuove in Italia e nel mondo le sue attività secondo gli orientamenti contenuti nei nuovi statuti approvati nel 2023 attraverso il Motu Proprio Ad Theologiam Promovendam. Due anni fa papa Francesco aggiornò gli Statuti della Pontificia Accademia di Teologia chiamandola ad “una coraggiosa rivoluzione culturale” per essere profetica e dialogante alla luce della Rivelazione. A una Chiesa sinodale, missionaria e “in uscita” non può che corrispondere una teologia ‘in uscita’”. Che possa “interpretare profeticamente il presente”. Scorgendo “nuovi itinerari per il futuro, alla luce della Rivelazione”.

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Prospettiva

In questa prospettiva Francesco, con la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio Ad theologiam promovendam, datata 1° novembre 2023, ha deciso di aggiornare gli statuti della Pontificia Accademia di Teologia. Istituita canonicamente da Clemente XI il 23 aprile 1718, col breve Inscrutabili. Al fine “di porre la teologia a servizio della Chiesa e del mondo”, l’Accademia si è evoluta negli anni come “gruppo di studiosi chiamati a indagare e approfondire temi teologici di particolare rilevanza”. Per Jorge Mario Bergoglio era il tempo di revisionare le norme che regolano le sue attività “per renderle più adatte alla missione che il nostro tempo impone alla teologia”. Aprendosi al mondo e all’uomo, “con le sue problematiche, le sue ferite, le sue sfide, le sue potenzialità”, la riflessione teologica deve fare spazio “a un ripensamento epistemologico e metodologico, e perciò è chiamata a “una coraggiosa rivoluzione culturale”. Ci vuole “una teologia fondamentalmente contestuale – scrive il Papa – capace di leggere e interpretare il Vangelo nelle condizioni in cui gli uomini e le donne quotidianamente vivono, nei diversi ambienti geografici, sociali e culturali”.

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Foto di Tim Wildsmith su Unsplash

Ecologia del dialogo

La teologia deve “svilupparsi in una cultura del dialogo e dell’incontro tra diverse tradizioni e diversi saperi, tra diverse confessioni cristiane e diverse religioni”, specifica la Lettera Apostolica, deve confrontarsi “apertamente con tutti, credenti e non credenti”. “È l’approccio della transdisciplinarità”, precisava Francesco, che va pensata – chiarisce la Costituzione Apostolica Veritatis gaudium – “come collocazione e fermentazione di tutti i saperi entro lo spazio di Luce e di Vita offerto dalla Sapienza che promana dalla Rivelazione di Dio”. Per questo motivo la teologia deve “avvalersi di categorie nuove elaborate da altri saperi, per penetrare e comunicare le verità della fede e trasmettere l’insegnamento di Gesù nei linguaggi odierni, con originalità e consapevolezza critica”.

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Foto di Pedro Ivo Pereira Vieira Pedin da Pixabay

Ripensare il pensiero

C’è poi da considerare il contributo che la teologia può dare “all’attuale dibattito di “ripensare il pensiero”, mostrando di essere un vero sapere critico in quanto sapere sapienziale”, un sapere che non deve essere “astratto e ideologico, ma spirituale – rimarcava Francesco – elaborato in ginocchio, gravido di adorazione e di preghiera; un sapere trascendente e, al contempo, attento alla voce dei popoli”. È una “teologia popolare”, riferisce Vatican news, quella che il Papa chiede, “rivolta misericordiosamente alle piaghe aperte dell’umanità e del creato e dentro le pieghe della storia umana, alla quale profetizza la speranza di un compimento ultimo”. In pratica, per Francesco, la teologia, nel suo insieme, deve assumere un “timbro pastorale”, e dunque la riflessione teologica deve partire “dai diversi contesti e dalle concrete situazioni in cui i popoli sono inseriti” ponendosi “al servizio della evangelizzazione”. Si tratta di una nuova missione, afferma il presidente della Pontificia Accademia di Teologia, monsignor Antonio Staglianò, “quella di promuovere, in ogni ambito del sapere, il confronto e il dialogo al fine di raggiungere e coinvolgere tutto il popolo di Dio nella ricerca teologica, affinché la vita del popolo diventi vita teologale.”

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