Riconoscere il valore di ogni vita: il magistero di Papa Francesco

Quella fra Papa Francesco e il Movimento per la vita è stata un'amicizia profonda e vera, resa salda dal comune obiettivo di contrastare la "cultura dello scarto"

Nell'immagine: a sinistra foto di Saverio De Giglio (Imagoeconomica), a destra la copertina de libro (per gentile concessione del Movimento per la Vita Italiano)

Papa Francesco è stato amico del Movimento per la Vita, lo ha sempre ricevuto con grande calore, simpatia e umanità. Celebre la battuta dell’11 aprile 2014, quando affacciandosi nella sala Clementina disse: «Quando sono entrato ho pensato di aver sbagliato porta, di essere entrato in un Kindergarten…mi scuso!». E poi, come dimenticare la tenerezza e l’allegria con cui, quando nella stessa occasione, si rivolse alle mamme presenti dicendo: «Per me quando i bambini piangono, quando i bambini si lamentano, quando gridano, è una musica bellissima. Ma alcuni bambini piangono di fame. Per favore dategli da mangiare qui tranquillamente!».

Ora che papa Francesco è entrato nella Vita Eterna, i ricordi affiorano con la forza del mistero immenso della vita dove tutto è dono, e le sue parole risuonano con una intensità più profonda e più vera.

Tutte le volte che abbiamo incontrato papa Francesco – che fosse ricevuto il Movimento per la Vita o la Federazione europea One of Us – abbiamo trovato sempre l’accoglienza di uno di famiglia. E insieme all’accoglienza, il conforto, il sostegno, l’incoraggiamento. Sempre accompagnati dalla gratitudine. Grati, molto grati, anche noi di tutto questo. Per esempio, il 2 febbraio 2019, guardando i giovani presenti disse: «Un particolare segno di consolazione viene dalla presenza tra voi di molti giovani. Grazie. Cari ragazzi e ragazze, voi siete una risorsa per il Movimento per la Vita, per la Chiesa e per la società, ed è bello che dedichiate tempo ed energie per la protezione della vita e il sostegno dei più indifesi. Questo vi rende più forti e come un volano di rinnovamento anche per chi ha più anni di voi», e nello stesso discorso disse anche: «Voglio ringraziare il vostro Movimento per il suo attaccamento, da sempre dichiarato e attuato, alla fede cattolica e alla Chiesa, che vi rende testimoni espliciti e coraggiosi del Signore Gesù. E, nello stesso tempo, apprezzo la laicità con cui vi presentate e operate, laicità fondata sulla verità del bene della vita, che è valore umano e civile e, come tale, chiede di essere riconosciuto da tutte le persone di buona volontà, a qualsiasi religione o credo appartengano. Nella vostra azione culturale avete testimoniato con franchezza che quanti sono concepiti sono figli di tutta la società, e la loro uccisione in numero enorme, con l’avallo degli Stati, costituisce un grave problema che mina alle basi la costruzione della giustizia, compromettendo la corretta soluzione di ogni altra questione umana e sociale».

La stessa gratitudine papa Francesco l’ha manifestata anche quando, ancora ricoverato al Gemelli, ha voluto abbracciare idealmente il popolo della vita con un discorso letto dal Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin: «Vi ringrazio per le pagine di speranza e di tenerezza che aiutate a scrivere nel libro della storia e che rimangono incancellabili: portano e porteranno tanti frutti»  (8 marzo 2025). Il Movimento per la Vita a sua volta è enormemente grato a papa Francesco anche per l’infusione di speranza e di fiducia.

In questi giorni, giustamente, il mondo intero ripercorre i 12 anni di pontificato di papa Francesco evocandone la ricchezza dei contenuti, il tratto caldo ed empatico della sua personalità, la sua disponibilità all’incontro e al dialogo. Di tutto il suo pontificato, c’è un aspetto che  non deve passare inosservato perché è molto importante per comprendere fino in fondo i suoi 12 anni di guida della Chiesa: il costante invito a riconoscere la piena umanità e il diritto alla vita di coloro che viaggiano verso la nascita, poveri, scartati, ultimi anche loro, vittime dimenticate di una cultura escludente. Insieme ad essi, papa Francesco ha sempre ricordato le loro mamme, la cui libertà di accogliere i figli dandoli alla luce è purtroppo minacciato dalla solitudine, dall’indifferenza, dai condizionamenti, dalla mancanza di alternative favorevoli alla nascita, dalla mentalità dello scarto. Francesco sapeva bene che lo sguardo sulle sorelle e i fratelli che non hanno ancora raggiunto la tappa della nascita è intimamente connesso, quale fondamento, a tutti i temi che riguardano l’umanità: la pace, l’inclusione, i poveri, l’uguaglianza, l’attenzione alle fragilità, la giustizia sociale, la solidarietà, i diritti…

Per questo il Movimento per la Vita Italiano ha voluto raccogliere i tanti testi – discorsi, Angelus, messaggi, omelie, udienze, meditazioni, interviste, ma anche encicliche ed esortazioni apostoliche – in cui papa Francesco si è chinato di fronte ai bambini non nati, al fine di contrastare quella “cultura dello scarto” che oggi schiavizza i cuori e le intelligenze, per ribadire che «la nostra risposta è un deciso sì alla vita senza tentennamenti». Il testo che è in stampa si intitola “Il Magistero di papa Francesco sulla vita nascente” ed è realizzato con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana. Le parole di papa Francesco sulla vita nascente sono chiare, dirette, inequivocabili, immerse nella forza della verità senza sconti, ma anche intrise di misericordia.

Il libro è la pubblicazione della copia unica del volume che l’8 marzo 2025, in occasione del Giubileo del Movimento per la Vita e del popolo della vita, fu donato a papa Francesco per le mani del Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin. Rispetto a quella copia, è stato aggiunto il discorso dell’8 marzo scorso nel quale il papa ha lanciato quasi una esortazione che non possiamo accantonare: «C’è ancora e più che mai bisogno di persone di ogni età che si spendano concretamente al servizio della vita umana, soprattutto quando è più fragile e vulnerabile; perché essa è sacra, creata da Dio per un destino grande e bello; e perché una società giusta non si costruisce eliminando i nascituri indesiderati, gli anziani non più autonomi o i malati incurabili».

E merita una riflessione il passaggio del discorso “Urbi et Orbi”, nella vigilia del suo ingresso nella vita eterna, in cui papa Francesco dice: «La Pasqua è la festa della vita! Dio ci ha creati per la vita e vuole che l’umanità risorga! Ai suoi occhi la vita è preziosa! Quella del bambino nel grembo di sua madre, come quella dell’anziano o del malato, considerati in un numero di Paesi come persone da scartare». Nel Magistero di papa Francesco sul valore di ogni vita umana – cioè di ogni essere umano, sempre persona, soggetto – c’è la consegna di un impegno, un messaggio forte e appassionato che unisce verità e carità, franchezza, misericordia, speranza. Ha tenuto stretto il tema della pace a quello della vita, contestando il presunto “diritto di aborto” e abbracciando ad un tempo tutte le “periferie” con la continua ricerca di uno stile e di un linguaggio che esprimono amore alla vita e ricerca di dialogo, visione positiva, appello alla ragione prima che alla fede, solidarietà concreta verso le madri in difficoltà, fiducia nella presenza del valore della vita nel cuore di tutti, rifiuto di giudizio sulle persone ed energia per rimuovere la cultura dello scarto a favore della civiltà della verità e dell’amore, attenzione all’universo femminile in prima linea nella accoglienza della vita.

Ecco perché ripetiamo, con fiducia e animo gioioso, nonostante la fatica e le difficoltà, che non ci rassegniamo, ma continuiamo a operare, – come ci ha detto papa Francesco (2 febbraio 2019) «conoscendo i nostri limiti ma anche la potenza di Dio, che guarda ogni giorno con rinnovato stupore a noi suoi figli e agli sforzi che compiamo per lasciare che il bene germogli».

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