Prof. Giovagnoli: dalla Resistenza alla Costituzione, l’impegno dei cattolici

Il ruolo e l'azione dei cattolici della Resistenza spiegato a Interris.it dal professor Agostino Giovagnoli, docente emerito di Storia Contemporanea all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

A sinistra: Il professor Agostino Giovagnoli @ Andrea Di Biagio (Imagoeconomica) A destra: immagine creata con Chatgtp

Il 25 aprile rappresenta una delle date fondative della storia repubblicana italiana: il giorno in cui il Paese ritrovò la libertà dopo gli anni bui della dittatura e dell’occupazione nazista. La Liberazione non è soltanto memoria del passato, ma richiamo costante ai valori di democrazia, pace e partecipazione civile. In un contesto internazionale segnato da nuove tensioni, questa ricorrenza invita a riflettere sull’importanza di difendere i diritti e contrastare ogni forma di oppressione. È una giornata che interpella le coscienze, soprattutto delle nuove generazioni. Interris.it, sul valore di questa giornata e sul ruolo dei cattolici nella Resistenza, ha intervistato il professor Agostino Giovagnoli, docente ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

L’intervista

Professor Giovagnoli, che ruolo ebbero i cattolici nella Resistenza?

“I cattolici, nel loro complesso, tra il 1943 e il 1945 ebbero ruoli diversi, molti dei quali rilevanti. Alcuni parteciparono direttamente alla Resistenza, anche nella lotta armata: sono figure da ricordare, anche perché il loro impegno costò spesso la vita. Accanto a questa presenza più visibile, vi fu una resistenza diffusa nella società italiana contro il nazifascismo, che trovò nella Chiesa e nel mondo cattolico una rete di sostegno fondamentale. La Chiesa non riconobbe mai la Repubblica Sociale Italiana e molti vescovi e sacerdoti contribuirono a proteggere la popolazione. I cattolici, inoltre, mantennero viva la speranza in un futuro di pace, favorendo un processo che altrimenti sarebbe stato più lungo e sanguinoso. È dunque importante ricordare il loro contributo, nelle diverse forme, alla lotta contro quello che appariva sempre più chiaramente come il grande male dell’Europa nazifascista.”

Qual è stato il contributo ideale che i partigiani cattolici hanno dato alla formazione di quella che poi sarebbe stata la Repubblica Italiana?

“Il contributo più significativo si è manifestato nei lavori dell’Assemblea Costituente, durante la stesura della Costituzione della Repubblica. In quella sede, i cattolici, insieme ad altre forze politiche e culturali, vollero una Costituzione antifascista, capace di tradurre in principi lo slancio per la pace, per l’Europa e per un futuro migliore nato dalla Resistenza. Antifascista perché esprimeva il rifiuto netto del passato: un passato culminato nella guerra e nelle persecuzioni di ebrei, rom e di molte altre persone. La Costituzione fu quindi concepita come una carta rivolta al futuro, e i cattolici possono essere considerati tra i suoi principali artefici.”

In un momento segnato da forti tensioni internazionali come quello attuale, che cosa significa ricordare il 25 aprile?

“Ricordare il 25 aprile significa essere consapevoli che il ‘fiume sotterraneo’ della violenza, della negazione dei diritti, dell’oppressione dei più deboli e della guerra come forma normale di relazione tra i popoli non scompare mai del tutto. Si è forse creduto che con il 25 aprile 1945 quella stagione potesse chiudersi definitivamente, come una parentesi terribile ma conclusa. In realtà, già nel 1946 Alcide De Gasperi comprese l’importanza di celebrare questa ricorrenza, proprio per mantenerne viva la memoria. Oggi vediamo quanto essa sia ancora attuale. Il fascismo può assumere forme diverse e la storia dimostra che non scompare del tutto. Nelle società di massa del Novecento e del nostro secolo, la democrazia resta sempre esposta a rischi. Per questo l’indifferenza non è una risposta: è, al contrario, una colpa, perché permette il ripetersi di certe dinamiche. Ricordare il 25 aprile significa allora rinnovare una scelta: stare dalla parte della pace e della democrazia, contro la guerra, la violenza e ogni forma di dittatura o autoritarismo.”

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