Papa Leone torna in Campania. Dopo la precedente visita a Pompei e Napoli per l’anniversario della sua elezione il Santo Padre stavolta mette piede nella “Terra dei fuochi”, per incontrare le famiglie chi ha visto i propri cari ammalarsi e perdere la vita per l’inquinamento dovuti allo sversamento illeciti di rifiuti. Una presenza che si fa vicinanza concreta a chi ha sofferto per quella ferita ambientale e sociale che per decenni ha danneggiato terra e persone di una novantina di comuni campani, e occasione per ribadire il messaggio dell’ecologia integrale e della cura del Creato contenuta nell’enciclica del suo predecessore, la “Laudato si”. Il Prefetto di Napoli Michele Di Bari ha raccontato a Interris.it come lavora la macchina dell’accoglienza e il senso di questa visita.
L’intervista
Signor Prefetto, come ci si prepara per accogliere il Papa?
“Quando si è appresa la notizia che il Santo Padre Papa Leone XIV sarebbe venuto in Campania l’8 e il 23 maggio, è stata avviata una pianificazione accurata dell’accoglienza sotto il profilo della sicurezza, sanitario e dell’organizzazione degli spazi. Nel corso delle riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sono state adottate tutte le misure necessarie per garantire la buona riuscita degli eventi con il coinvolgimento delle forze di polizia, dei vigili del fuoco, dei sanitari, della Regione Campania, dei comuni e delle Diocesi di Napoli, Pompei e Acerra, oltre ai volontari della protezione civile regionale e delle Chiese locali, in un quadro di stretta collaborazione con la Prefettura della Casa pontificia e la gendarmeria vaticana. La visita dell’8 maggio si è svolta con un’enorme partecipazione, grande efficienza e si è trasformata in una festa dell’accoglienza”.
Due visite del Papa in Campania nello stesso mese. Che segnale di attenzione è a questo territorio da parte del Pontefice?
“Questo amore per il territorio campano non può che essere ricondotto al legame del Pontefice con la Madonna di Pompei, ricordando come nel giorno della sua elezione il Papa abbia invocato la Supplica mariana e, in occasione dell’anniversario, si sia recato al Santuario di Pompei, ricevendo un’accoglienza molto sentita. La seconda visita si colloca invece in un contesto particolarmente delicato, quello della cosiddetta ‘Terra dei fuochi’, a undici anni dalla pubblicazione dell’enciclica ‘Laudato si’. In preparazione all’evento, insieme al vescovo di Acerra, Mons. Antonio Di Donna, sono state coinvolte le famiglie dei territori colpiti dai gravi lutti legati all’inquinamento e agli sversamenti illegali avvenuti ormai da decenni”.
Il Papa incontrerà anche una delegazione di popolazione di queste terre. Che messaggio rappresenta per costoro questo incontro?
“Il Santo Padre certamente richiamerà ad una maggiore responsabilità collettiva nella tutela dell’ambiente, nel solco dell’enciclica. Nel contempo, rappresenterà un momento di vicinanza spirituale e umana alle famiglie che hanno vissuto dolori profondi e difficilmente sanabili”.
A proposito di “Terra dei fuochi”, come procedono il contrasto all’illegalità e il risanamento ambientale?
“Il Governo ha inserito il tema della ‘Terra dei fuochi’ tra le proprie priorità, dando avvio a una serie di iniziative coordinate. È stata istituita una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinata dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con la partecipazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del viceministro all’Ambiente Vannia Gava e dei dicasteri competenti, oltre alle agenzie tecniche coinvolte. Sono stati inoltre nominati un commissario straordinario per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati e un altro Commissario Straordinario per le periferie che gestiscono gli interventi nella Terra dei Fuochi per rimuovere i rifiuti e risanare il territorio tra Napoli e Caserta. Nel 2025 è stata approvata una legge che ha inasprito le pene e rafforzato gli strumenti di contrasto con risultati concreti in termini di sequestri di imprese e veicoli. Si tratta di un lavoro lungo che sta andando nella giusta direzione, al quale si aggiungono le risorse stanziate dalla Regione Campania per le attività di bonifica”.
Riscontrate anche una partecipazione attiva della popolazione?
“Ci sono segnali che inducono a ritenere come sia maturata una crescente coscienza collettiva. Il movimento della ‘Terra dei fuochi’ nasce dalle manifestazioni dei comitati civici sul territorio, come quella del 2013 a Napoli con la partecipazione, tra gli altri, di don Maurizio Patriciello. Se in passato, dopo gli interventi di bonifica, le aree tornavano rapidamente a essere inquinate, oggi questo fenomeno si è progressivamente ridotto grazie alla collaborazione tra cittadini, comitati e amministrazioni locali, sempre più consapevoli della centralità della tutela del Creato”.
Da dicembre 2023 è prefetto a Napoli. Un primo bilancio del periodo trascorso qui?
“Si tratta di un territorio complesso che richiede un’azione istituzionale collegiale e sinergica, fondata sulla collaborazione costante tra tutte le componenti dello Stato e delle amministrazioni locali. Solo attraverso questo coordinamento è possibile individuare con chiarezza i problemi, affrontarli nelle loro diverse dimensioni e intervenire in modo rapido e coordinato con l’obiettivo di garantire risposte efficaci, rafforzando la capacità delle istituzioni di incidere positivamente sulle situazioni più delicate”.

