Pace e disarmo nucleare: una scelta necessaria per il futuro dell’umanità

In occasione dell'anniversario degli Accordi del Cremlino del 1994, Interris.it, ha intervistato l'ing. Giuseppe Rotunno, presidente di "Civiltà dell'Amore"

nucleare
Foto di Dan Meyers su Unsplash

In un momento storico fortemente segnato dall’acuirsi di diversi conflitti armati, tra cui la guerra in Ucraina, dall’inasprirsi delle tensioni geopolitiche e dal rischio concreto di nuove escalation militari, il tema della pace e del disarmo assumono un valore centrale nel dibattito pubblico. La riduzione degli arsenali nucleari, il ricorso alla diplomazia e la promozione di una cultura fondata sul dialogo e sulla cooperazione rappresentano strumenti imprescindibili per garantire la sicurezza globale e tutelare la dignità dei popoli. Interris.it, su questi temi e, in particolare, sugli Accordi del Cremlino che, nel 1992, sancirono lo smantellamento dell’arsenale nucleare allora presente in Ucraina, ha intervistato l’ingegner Giuseppe Rotunno, presidente di Civiltà dell’Amore.

L’intervista

Ing. Rotunno, a distanza di oltre trent’anni dagli Accordi del Cremlino, quali insegnamenti possiamo trarre oggi sul valore del disarmo nucleare come strumento di sicurezza internazionale?

“Gli Accordi del Cremlino, firmati nel gennaio 1994 dai presidenti Bill Clinton e Boris Yeltsin, offrono numerosi insegnamenti validi ancora oggi. Quegli accordi prevedevano la sospensione del puntamento pre-programmato dei missili nucleari e lo smantellamento dell’arsenale nucleare presente in Ucraina. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, molte ex repubbliche sovietiche si ritrovarono sul proprio territorio con armi nucleari: l’Ucraina, pur non potendole usare materialmente, disponeva della terza riserva mondiale di tali dispositivi. Quegli accordi rappresentarono quindi un passo fondamentale verso la riduzione della minaccia nucleare e il rafforzamento della stabilità internazionale. Inoltre, prepararono il terreno per il Memorandum di Budapest del dicembre 1994, con cui Ucraina, Russia, Stati Uniti e Regno Unito sancivano l’adesione di Kiev al Trattato di non proliferazione nucleare, confermando la consegna delle armi presenti sul territorio ucraino. Oggi, in un mondo segnato da nuovi conflitti e dall’instabilità, quegli insegnamenti rimangono fondamentali: è necessario diffondere una cultura del disarmo e della pace e ricorrere alla diplomazia per risolvere le controversie tra Stati, evitando scenari di escalation.”

Guardando all’attuale guerra in Ucraina, che lezione possiamo trarre da quegli accordi per promuovere la pace?

“Il contesto internazionale attuale, segnato da conflitti sempre più vicini e intensi, tra cui quello in Ucraina, mostra quanto sia essenziale imparare dal passato per promuovere la pace. Così come nel 1994 gli Stati si impegnarono per ridurre la minaccia nucleare e favorire la stabilità, anche oggi è fondamentale promuovere una cultura della pace a tutti i livelli. La diplomazia deve restare lo strumento principale per dirimere le controversie e allontanare lo spettro di conflitti più ampi, ciò che, il compianto Papa Francesco, aveva definito con chiarezza come ‘Terza guerra mondiale a pezzi’.”

In un contesto globale segnato da tensioni e rischi di escalation, quale ruolo può e deve avere la società civile nella promozione della pace e del disarmo?

“La società civile ha un ruolo centrale: promuovere la pace e la cultura del disarmo deve diventare un impegno condiviso da tutti. Questo processo parte dal rispetto della dignità umana e dal rafforzamento dei legami di fraternità a livello globale. Occorre partire dai territori e dalle comunità, prendendo esempio dalla città di Assisi e dal messaggio di pace di San Francesco. Solo così si può lavorare concretamente per la pacificazione globale, riducendo le sofferenze inutili causate dai conflitti e costruendo un futuro più sicuro per tutti.”

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: