Opera e cultura, quando l’Italia anticipava il futuro

Venezi su Puccini: "Contemporaneo e antesignano dei social. Fu tra i primi a capire l'importanza della comunicazione"

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Foto di David Beale su Unsplash

L’Italia dell’opera come antesignana dei linguaggi odierni. “Puccini è un personaggio che ancora oggi possiamo delineare come una sorta di antesignano dei social e che si presta al linguaggio contemporaneo”, afferma Beatrice Venezi, direttrice d’orchestra e autrice del libro “Puccini contro tutti”. Il testo è stato presentato nel ridotto del Teatro Verdi di Pisa presentando la sua ultima fatica letteraria in dialogo con il direttore artistico Marco Tutino e il presidente Diego Fiorini. Aggiunge Venezi: “Stiamo parlando di un uomo che è stato probabilmente il primo a farsi ritrarre in momenti di vita privata, penso alle sue battute di caccia sul lago di Massaciuccoli, e che ha capito l’importanza di una comunicazione il più possibile diretta nei confronti del pubblico”. Grazie a opere come Tosca (1900) e Madama Butterfly (1904), grazie alle quali Puccini divenne il compositore vivente più ricco e famoso. Importanti teatri d’opera all’estero rappresentarono cicli quasi completi delle sue opere alla sua presenza (nel 1905 a Buenos Aires e Londra, nel 1906 a Budapest e Londra, nel 1907 a New York, nel 1908 a Parigi). Nel 1910 per la prima volta una prima assoluta di un’opera di Puccini ebbe luogo all’estero. La fanciulla del West fece il suo debutto a New York, e si trattò di un grandioso evento. Nel 1913 Puccini ricevette da una casa editrice viennese l’incarico, superpagato, di scrivere un’operetta. Ne nacque alla fine l’opera successiva, La rondine (1917), con notevoli difficoltà e ritardi a causa della crisi internazionale che, di lì a poco, sarebbe sfociata nella prima guerra mondiale.

Filippo Arlia Danilo Rea musica
Foto di Antonio Raffaele bass

Opera nel mondo

Puccini trascorse gli anni della guerra, da lui tanto odiata, per lo più in ritiro a Torre del Lago. La prima assoluta dei suoi tre atti unici Il trittico, musicati in quel periodo, ebbe luogo poco dopo la fine della guerra a New York, senza la presenza del compositore. Solo nel 1919 Puccini viaggiò di nuovo verso Londra, e ancora nel 1920 per la prima inglese del Trittico e a Vienna per le prime rappresentazioni in lingua tedesca della Rondine e del Trittico. In entrambe le città quasi tutte le sue opere liriche erano in cartellone nello stesso momento, situazione che si ripeté anche nel 1921 a Montecarlo a conferma della continuità, anzi dell’ampliamento della fama e del successo internazionale di Puccini. “Il mio libro su Puccini- ha aggiunto Venezi – proprio per questo è pensato per un pubblico di non addetti ai lavori. È per tutti. La musica classica che a volte risulta così distante perché comunicata come qualcosa di cattedratico oggi ha invece diverse funzioni: tramandare le nostre radici, questo grande dna italiano, e la rieducazione alle complessità e per farlo serve un messaggio accessibile”. Ecco perché la grandezza del compositore lucchese, ha sottolineato Venezi, “è ancora oggi cosi contemporanea: lui ha capito tra i primissimi l’importanza della comunicazione che si traduce anche nella capacità di costruire un profilo narrativo delle sue opere che è quasi cinematografico”. Precisa Venezi: “Puccini è figlio del naturalismo francese, quindi con un punto di vista più borghese rispetto al verismo con il quale i suoi personaggi vengono confusi. Sa mettere l’umanità al centro e sa essere pop senza tradire la melodia. Dopo di lui, nella musica del Novecento, troviamo un linguaggio autoreferenziale con un’estetica mitteleuropea che perde la melodia: la nostra è invece una lingua che canta”.

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Foto di Ferdinand Stöhr su Unsplash

Studioso

Intanto il musicologo veneziano Michele Girardi, tra i massimi esperti del compositore Giacomo Puccini, è morto nella notte dopo una lunga malattia a Venezia all’età di 70 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato sui social dal Teatro La Fenice di Venezia, dove lo scorso 9 marzo Girardi ha presentato il suo ultimo libro Giacomo Puccini. Tra fin de siècle e modernità” (Il Saggiatore, 2024) e nella stessa occasione gli è stato offerto il volume “‘Conosco il mestiere’: musicologia tra note, teatro e intertestualità. Studi, omaggi e testimonianze per Michele Girardi” a cura di Giordano Ferrari, Federico Fornoni, Federica Marsico e Vincenzina C. Ottomano (Libreria Musicale Italiana, 2025). Il professor Girardi ha insegnato Musicologia e Storia della musica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università di Pavia-Cremona. Nel 1996 aveva fondato, insieme ad altri specialisti, il Centro studi Giacomo Puccini di Lucca, alla cui attività ha partecipato quale membro del comitato scientifico, della redazione della rivista “Studi pucciniani”, di cui era curatore dal 2016, oltre che coordinatore del gruppo di lavoro su “Disposizioni sceniche e Livrets de mise en scène”. Molti i libri dedicati al grande musicista lucchese.

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Foto di Ed Robertson su Unsplash

Nel segno di Puccini

Dopo “Puccini, la vita e l’opera” (Newton Compton Editori, 1989), ha pubblicato “Giacomo Puccini: l’arte internazionale di un musicista italiano” (Marsilio Editori, 1995): con questo volume ha vinto la prima edizione del premio letterario internazionale ‘Massimo Mila’ per la saggistica musicale. La versione rivista e ampliata (“Puccini. His International Art”) è apparsa in lingua inglese nel 2000 presso la University of Chicago Press. Ha curato anche l’edizione critica della mise en scène di “Madame Butterfly” per l’Edizione nazionale delle opere di Giacomo Puccini (Edt, 2012). Nel 2021 durante il Festival Pucciniano di Torre del Lago è stato insignito dal Comune di Viareggio e dalla Fondazione Festival Pucciniano del Premio Puccini per la sua attività di ricerca e divulgazione dell’opera del Maestro. Prima di lui questo riconoscimento era stato assegnato al padre degli studi pucciniani moderni, Mosco Carner. Nel 2022 era stato nominato fra “i quattro insigni esponenti della cultura e dell’arte musicale italiana ed europea esperti della vita e delle dell’opere di Giacomo Puccini” del Comitato promotore delle celebrazioni del centenario della morte (2024)

(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Tradizione

Nato a Venezia il 3 maggio del 1954, Michele Girardi si era laureato in Lettere moderne all’Università Ca’ Foscari nel 1980, dove poi è stato docente di Storia della musica e componente del Collegio del dottorato di ricerca in storia delle arti. Ha insegnato Storia ed estetica musicale nel Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma (1984-1988) e nel Conservatorio di Mantova (1989-1998), è stato professore associato con l’incarico di Drammaturgia musicale presso il Dipartimento di musicologia e beni culturali dell’Università di Pavia a Cremona, e membro del Dottorato di ricerca in musicologia e beni culturali. Girardi ha partecipato a progetti di ricerca promossi dalla Freie Universität Berlin e dalla University of Maryland at College Park e ha collaborato con la Fondazione Levi di Venezia e Asolo Musica, quale docente di forme musicali nell’ambito dei corsi di alto perfezionamento per quartetto d’archi e per maestri sostituti. E’ stato invitato in qualità di professore ospite dall’Accademia Leos Janáček di Brno, dall’Università Johannes Gutenberg di Magonza, dalla Università di Berna e dalla Università di Parigi. Girardi è autore di estesi saggi anche su Arrigo Boito e Giuseppe Verdi apparsi su libri e riviste specialistiche. In veste di coautore ha redatto una cronologia degli spettacoli in due tomi (con Franco Rossi, Marsilio-Albrizzi, 1989 e 1992), e una storia del sistema produttivo del Teatro La Fenice di Venezia (con Anna Laura Bellina, Marsilio, 2003); ha curato diverse edizioni di musiche del Sette-Ottocento. Dal 1993 al 1995 è stato il consulente per le pubblicazioni scientifiche nel settore musicale della casa editrice Il Saggiatore.

Musica
Foto di Rebecca Jasso da Pixabay

In scena

Dal 2002 è stato responsabile editoriale e musicologico del Teatro La Fenice di Venezia, e, dal novembre 2002 al novembre 2015, ha curato la serie “La Fenice prima dell’opera”. Inoltre condirigeva, insieme a Guido Paduano, la collana “Musica e letteratura”. Girardi ha collaborato con importanti istituzioni nazionali ed europee come autore di voci d’enciclopedia (New Grove Dictionary of Opera e New Grove Dictionary of Music and Musicians, Pipers Enzyklopädie des Musiktheaters). E ha collaborato con i maggiori teatri italiani ed esteri e le principali case discografiche per la stesura di note introduttive a programmi di sala ed incisioni, e con riviste divulgative. Ha ideato e curato le mostre “Appunti per un centenario”, allestita dal Teatro Regio di Torino per celebrare il centenario della “Bohème” (1996) e “Tosca 1800 1900 2000” (2000), organizzando inoltre un convegno in due sessioni in occasione del primo centenario di “Tosca” (Cremona e Lucca, Università di Pavia e Centro studi Giacomo Puccini). Nell’ambito delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario della nascita di Puccini, ha ideato e coordinato la seconda di quattro sessioni, “Mettere in scena Puccini, ieri e oggi” (2008). 

Centenario

Michele Girardi è stato membro del Comitato nazionale per le celebrazioni del primo centenario della scomparsa di Arrigo Boito (2018), e del comitato scientifico di “Studi verdiani” e del comitato di redazione di “Venezia Arti”. E’ stato, inoltre, membro del Comitato nazionale per le celebrazioni verdiane del 2001. Dal 2007 al 2012 ha presieduto l’Edizione nazionale delle opere di Giacomo Puccini ed era rimasto membro della commissione scientifica preposta all’Edizione, oltre che dei comitati editoriali per le musiche e l’epistolario. In questo contesto ha curato anche l’edizione critica del Preludio a orchestra in Mi e del Preludio sinfonico in La per i tipi di Carus Verlag (Stuttgart, 2015). Girardi ha fondato e coordina un gruppo di studio dedicato al Melodramma alla luce della storia, che fa parte dei gruppi di ricerca attivi presso la Fondazione Levi di Venezia. Alberto Veronesi, presidente Comitato promotore delle celebrazioni pucciniane, in un messaggio di cordoglio alla famiglia, ha scritto: “Del professor Girardi vogliamo ricordare la grande personalità di studioso, docente presso il Dipartimento di filosofia e beni culturali dell’Università di Venezia, vincitore del Premio Puccini del Festival Pucciniano nel 2021 e autore di monografie decisive per lo studio di Giacomo Puccini. Partecipe attivo, appassionato e scrupoloso del Comitato promotore delle celebrazioni pucciniane la sua presenza è stata fondamentale per instaurare una dialettica essenziale alla crescita del Comitato stesso. Annunciamo sin d’ora che sarà nostra cura organizzare un evento a ricordo dell’insigne professore

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