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Musacchio: “Ogni anno individuate cento nuove droghe sintetiche”

L’offerta è sempre più ampia, in continuo aggiornamento, e le strategie di commercio e d immissione nel “mercato” sempre più sofisticate. Questa è la fotografia della situazione del traffico e del consumo di sostanze stupefacenti in Europa scattata dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze nel suo ultimo rapporto. La cannabis resta la sostanza illecita più consumata in Ue, cinque volte più della cocaina (al secondo posto), con il crescente timore che i prodotti derivati vengano adulterati per renderli più potenti, mentre il comparto droghe sintetiche – amfetamina, MDMA (ecstasy), metamfetamina – registra un maggiore consumo e una crescita dei siti di produzione nel Vecchio Continente. In Ue i decessi associati all’uso di oppioidi, come il fentanyl, fanno registrare numeri molto inferiori al Nord America, ma la comparsa sul “mercato” europeo delle droghe di oppioidi sintetici ad alta potenza e la rapidità di diffusione, con il possibile impatto sulla salute pubblica, devono indurre a mantenere sempre la guardia alta. Interris.it ha approfondito l’argomento, con un occhio alla situazione italiana, con il professor Vincenzo Musacchio, criminologo, giurista ed esperto di mafie transnazionali in occasione della Giornata internazionale contro l’abuso di droghe e il traffico illecito.

L’intervista

Cosa l’ha colpita dell’ultimo rapporto sulle droghe presentato in questi giorni al Parlamento?

“Il dato più preoccupante è il fatto che tra giovani italiani crescono vertiginosamente l’uso sostanze psicoattive e il consumo di cocaina. La tendenza conferma quello che accade anche in Unione europea. La cannabis e i suoi derivati continuano a essere le sostanze largamente più diffuse tra i giovanissimi. Si segnalano anche i primi casi di assuntori di fentanyl. Il traffico e il consumo di cocaina continuano a crescere in Italia. Negli ultimi anni i quantitativi di cocaina sequestrati dalle Forze di Polizia sono più che quintuplicati, passando da circa 3 tonnellate e mezzo nel 2018 a quasi 20 tonnellate nel 2023 (pari al 22% di tutte le sostanze sequestrate). Questo dato deve preoccupare e non poco visto il risorgere di Cosa Nostra tra le nostre mafie”.

A quanto ammonta il giro daffari internazionale del mercato delle sostanze stupefacenti?

“Premetto che non è possibile stimare il reale giro d’affari del traffico di sostanze stupefacenti a livello mondiale poiché oltre ai dati statistici esiste un sommerso che non è quantificabile. Comunque, i dati noti si aggirano tra i trecento e i cinquecento miliardi di dollari l’anno a livello mondiale. Un settore, se così si può definire, che però è fonte di proventi per le soprattutto per le organizzazioni criminali di stampo mafioso e terroristico. La maggior parte dei guadagni proviene dalla cannabis e dalla cocaina, seguono l’eroina e le droghe sintetiche”.

Quali sono i principali Paesi di produzione e i canali di traffico?

“A oggi i principali produttori di cocaina si trovano in Sud America, Messico, Colombia, Perù e Bolivia, e di eroina nei Paesi arabi, Iran, Afghanistan, Turchia e Pakistan, nei Paesi asiatici, Birmania, Thailandia e Laos. In Cina, c’è il più grande mercato di droghe sintetiche tra cui primeggia il farmaco fentanyl, utile a sintetizzare molte altre droghe oltre ad essere uno stupefacente in maniera autonoma. L’eroina arriva in Europa principalmente attraverso la Turchia, il narcotraffico interessa poi i Balcani, via terra o attraverso l’Adriatico. Altre rotte sono quella Medio-Orientale e quella che dall’Africa giunge in Spagna e in nord-Europa. Per il traffico di cocaina, la rotta più importante è quella atlantica che tocca la Spagna, i Paesi Bassi e la Germania”.

Il mercato internazionale delle droghe è invaso costantemente da sostanze nuove, più potenti e meno conosciute, con possibili maggiori rischi per la salute. Quanto corre veloce e gli inquirenti riescono a stare al passo?

“Ogni anno sono individuate circa cento nuove sostanze stupefacenti, provenienti soprattutto da Cina, India e Tailandia. Per la maggior parte sono nuove sostanze sintetiche dagli effetti simili a quelli degli stupefacenti. Il consumo di tali nuove droghe sintetiche è un rischio per la salute: non si sa come possano interagire con altre sostanze, quanto siano tossiche se assunte ripetutamente e se provochino assuefazione e in che misura. Data la somiglianza strutturale con sostanze già poste sotto controllo, si può presumere un effetto analogo a quello degli stupefacenti, con un maggiore potenziale di dipendenza e abuso. Gli inquirenti purtroppo non riescono a stare al passo con simili evoluzioni poiché mancano politiche antidroga e la formazione di chi opera nel settore”.

Continuano i sequestri di carichi di cocaina record in Unione europea, la seconda sostanza più assunta in Europa dopo la cannabis. Quale impatto ha questo consumo, a livello sociale, di salute e criminale?

“La dipendenza da sostanze stupefacenti ha un impatto devastante sulla società sia perché coinvolge individui di ogni fascia d’età e appartenenti a tutte le classi sociali, sia perché, a sua volta, chi ne fa uso coinvolge indirettamente altre persone che si trovano quindi a dover fare i conti con il problema della tossicodipendenza pur non essendone affette in prima persona. Dal punto di vista sanitario in Italia la spesa complessiva per l’assistenza sfiora i 2,3 miliardi di euro di cui oltre 1,5 per la presa in carico nei Ser.T, in aumento nel 2023. Pensiamo anche all’impatto che l’abuso di sostanze ha sulla comunità, agli effetti sociali della droga come l’aumento di fenomeni illegali di spaccio, furti e azioni potenzialmente violente da parte di persone in crisi d’astinenza”.

Quali altre forme di criminalità sono legate al traffico di stupefacenti?

 “Sicuramente c’è l’assunzione di sostanze stupefacenti al fine di commettere reati. In molti casi le droghe non sono concause del crimine, bensì un semplice ‘rinforzo’, per esempio il soggetto che ha intenzione di fare una rapina e si dà coraggio con una dose di cocaina. C’è poi tutto l’indotto del narcotraffico a partire dal traffico e dallo spaccio di stupefacenti. Naturalmente strettamente connessi sono tutti quei reati commessi dalle organizzazioni criminali mafiose e terroristiche”.

LUe corre il rischio di unepidemia di fentanyl come gli Usa?

 “Per ora sembrerebbe che in Italia l’uso di fentanyl sia ancora limitato poiché al primo posto come consumo di droghe abbiamo la cannabis, al secondo la cocaina, l’eroina sta sotto l’1%. Questo però non deve affatto farci dormire sonni tranquilli perché ora c’è l’interesse diretto delle mafie italiane – ndrangheta in primis – proprio sull’oppioide sintetico. Ci sono stati i primi sequestri in questi anni, sappiamo che è arrivato in Italia, abbiamo accertato alcune morti in Lombardia, nella zona di Rogoredo, e in Umbria, a Perugia, quindi, non possiamo più dire che sia un fenomeno marginale o inesistente. Questi fatti devono essere fortemente attenzionati e a oggi non siamo pronti a fronteggiarli soprattutto nella loro dimensione criminale presente nel web. Se Joe Biden e Xi Jinping si sono dovuti incontrare il 15 novembre scorso per riannodare i fili della cooperazione tra Stati Uniti e Cina nella lotta al fentanyl significa che il problema è serio e non va assolutamente sottovalutato né in Italia e tantomeno in Europa”.

Le politiche di contrasto al traffico e al consumo di sostanze stupefacenti sono efficaci?

Attualmente non sono pienamente efficaci e affinché lo diventino sarà necessario che ci sia un approccio di contrasto globale. La formazione delle forze di polizia e della magistratura sarà determinante in special modo nelle aree ad alta intensità di traffico di droga. In Italia, ad esempio, abbiamo bisogno di una task force antidroga specifica per la criminalità organizzata. Questa squadra avrà assolutamente bisogno di agenti e funzionari delle forze dell’ordine nazionali e sovranazionali che si occupano quotidianamente di oppioidi sia nei canali postali internazionali sia nelle spedizioni in rete.

Lorenzo Cipolla

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