Mons. Gervasi: “Attraverso gli anziani si può incontrare Gesù”

In occasione della Giornata mondiale dei nonni e degli anziani Interris.it ha incontrato il segretario aggiunto del Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita, con cui ha commentato il messaggio di Leone XIV a loro dedicato

S.E. Mons. Dario Gervasi (fonte Diocesi di Roma)

Beato chi non ha perduto la sua speranza“. E’ questo il tema del Messaggio di Papa Leone XIV per la V Giornata mondiale dei nonni e degli anziani che si celebra questa domenica. Il Giubileo ci invita a riscoprire la speranza come fonte di gioia a ogni età, specialmente nella vecchiaia, che la Scrittura definisce tempo di benedizione e grazia. Figure bibliche come Abramo, Sara e Mosè dimostrano come Dio coinvolga gli anziani nei suoi piani di salvezza. La fragilità senile necessita del vigore giovanile, così come l’inesperienza giovanile ha bisogno della saggezza degli anziani. Il Giubileo è anche un tempo di liberazione dalla solitudine e dall’abbandono degli anziani, un appello alla Chiesa per una “rivoluzione della gratitudine e della cura”. Il Santo Padre, promuovendo la Giornata Mondiale dei nonni, sottolinea che visitare un anziano è un modo per incontrare Cristo, ricordandoci che l’amore e la preghiera ci rinnovano costantemente, permettendoci di essere segni luminosi di speranza ad ogni età.

L’anziano sa pregare e amare

“L’età anziana – ha detto a Interris.it S.E. Mons. Dario Gervasi, segretario aggiunto del Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita – è un’età ricca di vita e che ci pone la condizione di sperare, vivendo bene il presente, sapendo prepararsi a quello che Dio vorrà per il futuro. Allo stesso tempo, la speranza è anche nel lasciare nelle nuove generazioni: un segno sia di fede che di amore. Papa Francesco, quando è stato male, e il Papa Leone lo riprende nel messaggio di quest’anno, ha fatto capire che da anziani si possono sempre fare due cose che nessuno ci può impedire di fare, amare e pregare. Ed è molto bella questa immagine di Papa Francesco quando è entrato all’ospedale, per dire che anche se si è anziani, c’è sempre da fare qualcosa di bello per il futuro e per il presente”.

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Foto di Tim Kilby su Unsplash

Da anziani si può sperare

Mons. Gervasi ha poi sottolineato come la speranza per gli anziani superi la moderna paura dell’invecchiamento. Nonostante il declino fisico, gli anziani, specialmente i credenti, possono continuare a crescere spiritualmente e guardare al futuro con prospettiva, confidando nella vita eterna. Anche in età avanzata si può amare, pregare, donarsi e “essere un segno luminoso di speranza“. L’anziano credente, testimone della fedeltà di Dio nel passato, infonde la fiducia che anche nel futuro Dio non lo abbandonerà, rendendo il presente pieno di senso e di speranza. “Vedere un anziano che vive bene la sua età, che testimonia la sua vita fatta con fatica ma anche con una prospettiva verso futuro, che è capace di amare le persone intorno nel momento in cui è anziano, di accogliere anche la fatica del corpo, delle malattie, di sostenere che la vita è bella anche adesso, secondo me questo è il motivo in cui si può sperare, fondando la propria esistenza su Dio”.

Incontrare e abbracciare un anziano

Incontrare un anziano significa incontrare Gesù, riconoscendo la preziosità e la ricchezza della sua età, soprattutto nella vulnerabilità. Dedicare tempo agli anziani, ascoltarli e aiutarli, ci permette di ricevere un amore gratuito e disinteressato, tipico anche dei bambini. Abbracciare un anziano significa abbracciare la fedeltà di Dio e il valore della vita stessa, comprendendo che la nostra esistenza si inserisce in una catena di solidarietà e affetto intergenerazionale. Questa connessione, basata sulla gratuità, arricchisce profondamente il cuore e ci offre una prospettiva sul nostro futuro.

Nonno e nipote. Foto di Janosch Lino su Unsplash

L’anziano è una porta santa

“Durante l’estate – riflette il vescovo – spesso gli anziani vengono abbandonati. Il Papa ci invita a visitare gli anziani, perché andare a trovare l’anziano è andare a trovare Cristo: vale la pena non perdere questa ricchezza. Inoltre la visita degli anziani può essere intesa anche come un atto giubilare, come il passare la porta santa. Un anziano è una porta santa, perché noi sappiamo che per quella porta, per quella vita, Cristo è passato tante volte, il grido dell’uomo di quell’anziano è passato tante volte, è andato fino a Dio”.

Il Kit pastorale

In occasione di questa giornata, il Dicastero ha diffuso un kit pastorale con alcune tracce per la possibilità di una liturgia della parola o un momento di preghiera nelle case di riposo, nelle case degli anziani, ma anche a chi fa servizio in una clinica o in una casa di riposo, così che possa vivere il Giubileo. “E in questa giornata – ricorda ancora Mons. Gervasi – dopo aver ascoltato il Papa e con le consuete condizioni, si può anche lucrare l‘indulgenza plenaria“.

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Foto di Claudia Peters da Pixabay

 

Promuovere l’ascolto negli anziani

Il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita organizzerà a Roma, dal 2 al 4 ottobre, un convegno internazionale sul tema degli anziani. L’evento vedrà la partecipazione di rappresentanti delle conferenze episcopali mondiali, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul ruolo degli anziani a livello globale. “Questa iniziativa – ha rivelato il vescovo – sta rivelando un grande desiderio di valorizzare e supportare gli anziani in diverse parti del mondo, dall’Asia alle Americhe. Si tratta di un’esperienza significativa per il Dicastero, che mira a promuovere l’ascolto e la valorizzazione del patrimonio di fede e conoscenza che gli anziani possono offrire”.

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