Mons. Caputo: “Bartolo Longo, il Santo del Rosario ci affida a Maria”

Un laico domenicano diventato santo nel mese dedicato al Rosario e alla Madonna, insegna che senza la preghiera non si può far nulla. A Interris.it la gratitudine dell'Arcivescovo di Pompei

Pompei
Bartolo Longo e (a destra), mani con il santo Rosario (foto: pixabay)

L’emozione per la canonizzazione di Bartolo Longo è ancora viva, coronando quarantacinque anni di attesa e preghiera dal giorno della sua beatificazione. Il nuovo Santo, un laico convertito, è un esempio di fede e carità, fondatore non solo del Santuario di Pompei ma anche di numerose opere assistenziali. A Interris.it la testimonianza di Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo di Pompei, sulla sua proclamazione, avvenuta nel mese del Rosario, è vista come un disegno provvidenziale che rafforza il cuore cristologico di questa preghiera mariana.

L’Intervista

A distanza di qualche giorno, l’emozione in Piazza San Pietro per la canonizzazione di Bartolo Longo è ancora viva. Qual è il suo commento su questa proclamazione, vissuta così da vicino?

“Sì, è stata davvero un’emozione straordinaria. Ci sono occasioni in cui siamo incapaci di trovare le parole per esprimere la nostra letizia. Era il 26 ottobre del 1980, quarantacinque anni fa, quando San Giovanni Paolo II beatificò Bartolo Longo in Piazza San Pietro. Sono stati decenni di attesa e di preghiera, e ora, con i tempi di Dio, la nostra invocazione è stata ascoltata. La gioia che abbiamo nel cuore si accompagna a un sentimento di profonda gratitudine”.

Gratitudine che va a Dio, alla Madonna, e sicuramente a Papa Francesco, che ha approvato i voti, e a Papa Leone XIV, che ha celebrato la canonizzazione.

“Esattamente. Anzitutto siamo grati al Signore per il dono di San Bartolo; senza di lui non ci sarebbero il Santuario di Pompei, le opere di carità e la stessa nuova città di Pompei. Siamo poi grati alla Madonna del Rosario, la nostra mamma. E poi a Papa Francesco, che a febbraio scorso ha approvato i voti per la canonizzazione. Infine, siamo grati a Papa Leone XIV, che con un disegno provvidenziale ha celebrato la canonizzazione in Piazza San Pietro. Il suo nome richiama Papa Leone XIII, il Papa del Rosario, che ricevette dodici volte Bartolo Longo e la consorte. È evidente un disegno provvidenziale”.

Bartolo Longo è anche un esempio molto attuale, specialmente per il suo essere un laico domenicano. Una figura che ha vissuto la conversione in modo radicale, dimostrando che la santità è una vocazione per tutti.

“Sì, Bartolo Longo è un laico in senso pieno, un laico che tende alla santità. Dopo la conversione, mira soltanto a diventare santo da laico. Nell’omelia, Papa Leone XIV ha parlato di Bartolo Longo e degli altri nuovi santi come uomini e donne di preghiera e di fede. Senza la preghiera, non avrebbe mai potuto costruire il Santuario, né aprire le opere di carità, né fondare una nuova città dove non c’era niente. La sua conversione fu totale e radicale”.

Immaginiamo la gioia nel Santuario! Come è cambiata, se così si può dire, la visita e i momenti di preghiera per i fedeli, ora che Bartolo Longo è ufficialmente Santo?

“Il Santuario di Pompei ha vissuto l’attesa nella preghiera e continua a farlo. La sera stessa della canonizzazione, non appena il treno speciale dei pellegrini è tornato a Pompei, ci siamo raccolti in preghiera dinanzi all’immagine della Madonna del Rosario e davanti al corpo di San Bartolo per elevare il nostro canto di ringraziamento, il Te Deum. A Pompei, alla fede si accompagna la carità. Bartolo Longo ha costruito due Santuari: il Santuario della Fede e il Santuario della Carità. La canonizzazione darà nuova energia alle nostre opere per i bambini, gli adolescenti, le donne sole e i più poveri”.

Siamo nel mese del Rosario. Quanto è importante riscoprire questa preghiera così potente nella quotidianità?

“San Bartolo è stato proclamato Santo proprio nel mese del Rosario e questo rientra in un disegno divino. Lui si affidava all’intercessione della Madonna perché sapeva di essere fragile e si rivolgeva a Maria per arrivare a Dio Padre, certo di essere amato di un amore grandissimo. Come diceva San Luigi Maria Grignion de Montfort, “ad Jesum per Mariam”: a Gesù si arriva attraverso Maria. Maria è la prima seguace di suo figlio. Il Rosario è sì una preghiera mariana, ma dal cuore cristologico. Contempliamo il volto di Cristo per vivere ogni giorno i suoi insegnamenti. Preghiamo Maria per arrivare a Cristo Salvatore, lo facciamo con San Bartolo”.

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