L’inclusione in impresa valorizza le differenze individuali (genere, età, disabilità, background) come risorsa strategica, non solo etica, per migliorare innovazione, reputazione e produttività. Un ambiente inclusivo integra politiche attive di parità, formazione continua e un linguaggio rispettoso, garantendo a tutti pari opportunità di crescita. Inclusione significa trasformare la diversità in un valore aziendale, assicurando che tutti i lavoratori si sentano parte integrante del team.Oltre 3.000 ore di formazione erogate in cinque Paesi europei (Italia, Spagna, Portogallo, Croazia e Slovenia). Più di 700 sessioni strutturate tra coaching individuale e di gruppo, mentoring e hackathon. 90 giovani (dai 16 ai 35 anni) accompagnati in un percorso di crescita personale e professionale. Oltre 100 volontari del Gruppo Tesya coinvolti attivamente. Sono questi i principali risultati della prima edizione di Back to your future (Btyf). Il progetto di responsabilità sociale d’impresa è stato promosso da Tesya. Si tratta dal gruppo leader nella fornitura di servizi e soluzioni integrate B2B. Attivo in ambiti che spaziano dalle costruzioni alla transizione energetica. Fino all’asset management e all’intralogistica automatizzata. In collaborazione con il Centro italiano per l’apprendimento permanente (Ciape). Il B2B (Business-to-Business) indica le transazioni commerciali elettroniche o tradizionali tra imprese, distinguendosi dal B2C (rivolto ai consumatori). Coinvolge la vendita di beni, servizi, materie prime o software tra aziende. Spesso caratterizzata da rapporti stabili, processi automatizzati, ordini di grandi volumi e logiche di acquisto più complesse e razionali rispetto al mercato di consumo.

Obiettivo inclusione
Un’inziativa dedicato ai neet e ai giovani a rischio di dispersione scolastica (9,8% sul suolo italiano, rispetto al 9,3% dell’Europa). L’esperienza di Back to your future ha rappresentato per i volontari coinvolti un’importante occasione di riflessione su quanto spesso si considerino acquisiti elementi fondamentali come il supporto di una famiglia o la possibilità di immaginare il proprio futuro professionale. Condizioni che per molti giovani non sono affatto garantite. Il percorso di mentoring ha consentito di offrire ascolto, orientamento e nuove prospettive. Generando un impatto concreto sui ragazzi coinvolti e rappresentando, al tempo stesso, un’esperienza di significativo valore umano e professionale per chi vi ha preso parte. In un contesto in cui il volontariato d’impresa sta registrando una crescita senza precedenti – con 23,7 milioni di ore approvate nel 2025, in aumento del 175% rispetto al 2019 – il percorso avviato da Tesya si inserisce in un trend internazionale sempre più strutturato e strategico. Avvalorato dai risultati conseguiti e dal sentiment rilevato tra i partecipanti, il programma, per la seconda edizione, ha quindi ampliato il proprio raggio d’azione alla Bosnia Erzegovina, consolidando al contempo la presenza nei cinque Paesi europei già coinvolti. “Se nel nostro Paese – afferma(Gruppo Tesya) -. Il 15,2% dei giovani tra i 15 e i 29 anni rientra ancora nella categoria dei neet. Un dato in leggera flessione rispetto al 16,1% del 2023 e al 23,7% del 2020, ma ancora superiore alla media europea dell’11%. In ogni modo la soglia di attenzione resta alta. L’obiettivo UE di scendere sotto il 9% entro il 2030 richiede un’accelerazione concreta attraverso interventi strutturati, sinergici e capaci di generare impatto nel tempo”. Le personas sono profili fittizi e archetipici che rappresentano segmenti chiave del pubblico target, basati su dati reali di ricerca.

Progetto interculturale
Prosegue Ilaria Nembro: “Ridurre questi numeri significa valorizzare il talento, l’energia e il potenziale delle nuove generazioni L’avvio della seconda edizione, grazie alla sinergia con Ciape, conferma l’impegno di Tesya a essere parte di un cambiamento culturale che ridefinisce il ruolo dell’impresa come generatore di valore sociale. Mettendo a sistema competenze, tempo e responsabilità in un progetto cross-nazionale ed interculturale, pur mantenendo coerenza valoriale. Il corporate volunteering, oltre a favorire la crescita delle comunità locali e delle nuove generazioni, infatti, crea spazi di senso e relazione. Rafforzando l’identificazione dei dipendenti con i valori aziendali. E generando un impatto duraturo”. Eleonora Perotti e amministratore delegato e presidente del Centro italiano per l’apprendimento permanente. “Back to your future dimostra come il volontariato d’impresa possa diventare uno strumento concreto di sviluppo umano e professionale- osserva Eleonora Perotti-. Come Ciape, crediamo fermamente nell’impatto di lungo periodo che percorsi strutturati di coaching e mentoring generano. Non solo sui giovani coinvolti, ma anche sui volontari aziendali che scelgono di mettersi in gioco. La lungimiranza di aziende come Tesya sta nell’aver compreso che la responsabilità sociale non è solo un impegno dichiarato. Ma un investimento concreto nel capitale umano e nelle nuove generazioni”. Continua Perotti: “Queste iniziative lasciano un’impronta significativa nella vita di molti ragazzi e ragazze e contribuiscono a costruire un modello di collaborazione tra impresa e società in grado di generare valore duraturo”.

Senso di appartenenza
Un sondaggio interno condotto tra i volontari Tesya evidenzia come l’iniziativa corporate abbia rafforzato le loro capacità relazionali e le capacità di leadership. Posizionando Back to your future come un modello di volontariato d’impresa capace di generare valore condiviso per i giovani, per i territori e per l’organizzazione stessa aumentando al contempo il senso di appartenenza e identificazione con il purpose aziendale. L’84,7% del campione ha dichiarato di aver acquisito nuove skill relazionali – tra cui empatia, ascolto e capacità comunicative – mentre il 91,5% consiglierebbe l’esperienza a un collega. Il livello medio di appagamento nel rappresentare l’azienda ha raggiunto una valutazione di 3,83 su 4, mentre la soddisfazione complessiva ha toccato una media di 3,47 su 4, confermando un rafforzamento del senso di appartenenza al Gruppo. Per alcuni, l’esperienza ha rappresentato uno stimolo concreto a riprendere gli studi; per altri si è tradotta in opportunità occupazionali o in inserimenti nella pubblica amministrazione al termine del programma. Sebbene il 50,8% del panel abbia affrontato alcune sfide operative, come barriere linguistiche, mancanza di strumenti informatici da parte dei mentee e aspetti legati alla gestione emotiva, queste esperienze sono state viste come occasioni di crescita e miglioramento. Nonostante il coinvolgimento di volontari provenienti da contesti culturali e geografici differenti nei cinque Paesi, emergono alcuni elementi ricorrenti. Il primo è legato alle motivazioni radicate nei valori personali, familiari e collettivi. Un secondo aspetto centrale è rappresentato dalla credibilità dell’iniziativa. Sebbene in una fase iniziale sia emerso un certo scetticismo – soprattutto nei Paesi in cui il fenomeno è meno diffuso – il contatto diretto con i mentee ha progressivamente rafforzato la percezione di autenticità e l’apprezzamento per il progetto.

Programmi di volontariato
Si registra un impatto significativo sulla cultura organizzativa. Il programma ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza, a stimolare nuove relazioni tra colleghi. E a rendere più evidenti i valori aziendali di attenzione, responsabilità e sviluppo. L’iniziativa assume un rilievo ancora maggiore se letta alla luce del contesto in cui si inserisce. In Italia, solo il 5% delle aziende – con almeno 50 dipendenti – offre programmi strutturati di volontariato d’impresa (Unioncamere – Anpal, 2023), mentre Spagna e Portogallo rientrano tra i Paesi europei con minore partecipazione al volontariato. Anche in Croazia e Slovenia – sebbene la tradizione al volontariato comunitario sia forte – la declinazione dello stesso in termini aziendali è un fenomeno relativamente nuovo. Tuttavia, in questo scenario, i risultati raggiunti appaiono ancora più significativi. In Italia e Spagna, il 100% dei partecipanti ha dichiarato che raccomanderebbe l’esperienza ai propri coetanei. Il progetto si articola in tre momenti principali, pensati per costruire un percorso formativo coerente e strutturato. La prima – denominata preparazione – si è svolta a Madrid a metà gennaio 2026 – in cui sono stati identificati i dettagli operativi dei programmi e dei calendari formativi con i referenti delle singole aziende del gruppo e le associazioni no profit coinvolte nel progetto. Segue la fase di formazione dei volontari del Gruppo Tesya, attualmente in corso nei Paesi coinvolti. Obiettivo è quello di preparare i dipendenti Tesya che hanno preso parte a Back to Your Future.

Motivazione
La terza e ultima fase, prevista entro il secondo trimestre del 2026, sarà dedicata al volontariato attivo. I volontari, formati nel ruolo di coach e mentor, affiancheranno direttamente i partecipanti nei laboratori dedicati allo sviluppo delle life skills. Contribuendo a rafforzarne motivazione, consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità. I partecipanti avranno l’ulteriore opportunità di visitare le sedi Tesya nei diversi Paesi. E aderire a un hackathon durante il quale hanno lavorato in team allo sviluppo di idee innovative di prodotto o servizio per Tesya. Così come per la prima edizione verrà adottato un approccio di Design Thinking. Guidando i giovani nell’analisi dei principali megatrend, nell’applicazione di metodologie basate sull’empatia e sulla definizione delle personas, e nella prototipazione rapida. Anche attraverso l’utilizzo della metodologia Lego serious play. Le proposte sono state infine strutturate e presentate attraverso un pitching secondo il modello Nabc (Needs, approach, benefits, competition). Questo modus operandi non solo ha fornito loro strumenti operativi concreti, ma ha anche rafforzato la fiducia nel proprio potenziale.

