Ministro Roccella: “Incentivi alle imprese per un lavoro a misura di mamme e papà”

Dal palco del Festival dell'Umano Tutto Intero alle nuove misure del Decreto Lavoro: il piano del Ministro Roccella tra congedi all'80% e bonus nuovi nati

A sinistra, Eugenia Roccella. Foto Francesco Vitale. A destra foto creata con intelligenza artificiale

Un welfare a misura di famiglia per contrastare l’abbandono del lavoro da parte delle neomamme e invertire la rotta del calo demografico. È questa la strategia illustrata da Eugenia Roccella, ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità. Roccella, dopo l’intervento al recente Festival dell’Umano Tutto Intero — dove ha preso parte al panel dedicato alle trasformazioni del mondo del lavoro — torna a tracciare la linea dell’esecutivo sul delicato equilibrio tra carriera e genitorialità. Se da un lato i dati mostrano un segnale positivo, con l’occupazione femminile che ha finalmente agganciato la quota record del 53%, dall’altro restano gli ostacoli strutturali che costringono ancora troppe donne a scegliere tra la culla e la professione. A Interris.it il ministro Roccella fa il punto sugli strumenti messi in campo: dalla nuova certificazione per le imprese ai congedi parentali all’80%, fino al potenziamento della rete degli asili nido, ribadendo un principio chiave: “Mettere la libertà dei genitori al centro dell’agenda”.

L’intervista

Ministro Roccella, l’occupazione femminile in Italia ha storicamente sofferto di forti ritardi. Qual è la situazione attuale e quali obiettivi vi ponete come esecutivo?

“Questo governo, essendo fra l’altro il primo a essere presieduto da una donna, ha molto a cuore il lavoro femminile. Abbiamo ottenuto subito dei risultati importanti, alzando la percentuale di accesso delle donne al lavoro: siamo finalmente sopra il 50 per cento, per la precisione al 53 per cento, e si tratta di un lavoro di qualità. Però vogliamo andare avanti. Il nostro obiettivo è costruire un ambiente di lavoro “amichevole” nei confronti della paternità e della maternità, perché purtroppo sono ancora troppe le donne che si licenziano dopo la nascita del primo figlio”.

A questo proposito, nel recente Decreto Lavoro avete introdotto una novità per le aziende. Di cosa si tratta nello specifico?

“Abbiamo proposto una certificazione per le imprese che offrano alle mamme e ai papà una serie di requisiti e di servizi di welfare aziendale. In cambio di questo impegno a favore dei genitori, le aziende potranno beneficiare di una decontribuzione. Lo scopo che vogliamo raggiungere è proprio questo: spingere le imprese a partecipare attivamente alla costruzione di un ambiente di lavoro davvero semplice e accogliente per i genitori”.

Oggi l’aspirazione alla genitorialità si scontra spesso con ritmi di lavoro frenetici, la carenza di reti familiari tradizionali come i nonni e i costi delle tate. Come si può ridare fiducia a chi desidera un figlio ma teme di non farcela?

“Lavoro e famiglia devono poter andare di pari passo. Le donne, in particolare, devono essere libere di fare i figli che desiderano senza essere frenate nella loro ambizione professionale e di carriera. Dico le donne non perché i papà valgano meno, ma semplicemente perché storicamente sono proprio le donne a subire questo freno e a pagare il prezzo più alto nella difficile conciliazione tra impiego e maternità”.

Quali sono, concretamente, le misure principali che avete messo in campo finora per sostenere i genitori su questo fronte?

“Abbiamo fatto tantissimo e attraverso uno sforzo coerente. Siamo intervenuti sul piano economico difendendo e implementando l’Assegno Unico e introducendo il Bonus Nuovi Nati, portando risorse direttamente nelle tasche delle famiglie. Sul fronte dei tempi di vita e di lavoro, oltre alla certificazione per il welfare aziendale di cui parlavo, abbiamo aumentato i congedi parentali all’80 per cento per tre mesi. Infine, stiamo investendo molto sui servizi: abbiamo potenziato i rimborsi per gli asili nido e ne stiamo costruendo di nuovi per raggiungere i parametri richiesti dall’Europa. Tutto il governo ha ben chiara questa impostazione: mettere la famiglia e la libertà dei genitori al centro dell’agenda”.

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