Ministro Locatelli: “Le Paralimpiadi sfida e responsabilità per un’Italia più inclusiva”

Il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli spiega il valore delle Paralimpiadi per l’Italia: un’occasione per promuovere inclusione, cambiare la percezione della disabilità

A sinistra: il Ministro Alessandra Locatelli. A destra: Foto di Pexels da Pixabay

Le Paralimpiadi non sono soltanto un grande appuntamento sportivo internazionale, ma un passaggio cruciale nel percorso di crescita culturale e sociale del nostro Paese. In questa intervista, il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli riflette sul significato profondo che questo evento assume oggi per l’Italia: un’occasione per promuovere un autentico cambio di prospettiva, capace di mettere al centro le potenzialità delle persone e non i loro limiti. Dallo sport come strumento di inclusione e pari opportunità, fino al ruolo decisivo della comunicazione nel superare stereotipi e narrazioni riduttive, il ministro sottolinea come i successi degli atleti paralimpici rappresentino un messaggio di forza, coraggio e fiducia per l’intera comunità. Le Paralimpiadi diventano così una responsabilità collettiva: non solo un evento da organizzare, ma una sfida per costruire un’Italia più accogliente, innovativa e capace di valorizzare ogni talento.

L’intervista

Ministro, quale significato hanno oggi le Paralimpiadi per l’Italia, non solo dal punto di vista sportivo ma anche culturale e sociale?

“Le Paralimpiadi sono una grande opportunità per coinvolgere tutti e trasmettere un messaggio importante, di forza, coraggio e soprattutto di cambio di prospettiva: vedere negli altri le potenzialità e non i limiti. Saranno un evento sportivo straordinario, ma anche una nuova sfida non solo per gli atleti ma per tutto il nostro Paese. L’Italia avrà l’onore e la responsabilità di mostrare al mondo la propria capacità di accogliere, di innovare e di promuovere un’autentica inclusione, anche dal punto di vista infrastrutturale”.

Quanto è importante investire nello sport a tutti i livelli per favorire inclusione e pari opportunità?

“Promuovere l’attività sportiva e dare la possibilità soprattutto ai bambini con disabilità di provare diverse discipline sportive è fondamentale e l’Italia ha riconosciuto l’importanza dello sport inserendolo all’articolo 33 della Costituzione. Credo nel valore dello sport e nel suo potere di aprire a nuovi sguardi. Lo sport può davvero aiutare a cambiare l’approccio. Dal mio punto di vista è lo strumento più innovativo che permette il coinvolgimento di giovani e adulti uniti nel tifo a sostegno dei propri atleti, ma anche da un grande rispetto nei confronti di tutti”.

In che modo i successi degli atleti paralimpici contribuiscono a cambiare la percezione della disabilità?

“I nostri atleti, con il loro impegno quotidiano, come dicevo, trasmettono un messaggio di forza, coraggio, speranza e fiducia, ricordandoci che lo sport non è solo competizione, ma è soprattutto un luogo in cui ognuno può esprimere al meglio sé stesso, le sue capacità, il suo talento e sentirsi parte attiva delle nostre comunità. È, in fondo, lo stesso sguardo che stiamo promuovendo anche attraverso la riforma sulla disabilità che stiamo attuando. Se investiamo nei talenti e nelle competenze di ogni persona, se diamo occasioni e offriamo opportunità, le nostre comunità diventano più forti e cresce tutto il Paese”.

Cosa può fare la comunicazione, dai media ai social, per raccontare la disabilità e lo sport paralimpico in modo rispettoso e non stereotipato?

“La comunicazione può davvero fare la differenza. Giornali e tv spesso parlano di disabilità, servizi, mondo sociale solo in maniera marginale o quando c’è da sottolineare polemiche o raccontare eventi drammatici, io vorrei invece che venissero portate all’attenzione di tutti le azioni straordinarie che il mondo associativo, gli enti del Terzo settore, il mondo privato e le istituzioni, realizzano in tutti i contesti territoriali. Il mondo sociale e che si occupa di inclusione, disabilità, attenzione alla persona, richiede molto impegno, tanta determinazione, passione e molto coraggio. Da soli non si va da nessuna parte, serve il contributo di tutti coloro che credono sia possibile invertire l’ordine delle priorità e avere uno sguardo nuovo che possa valorizzare ogni persona. Serve parlare di più di questi temi, serve sostenere progetti, anche innovativi, serve credere nelle persone. Possiamo e dobbiamo farlo insieme”.

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