Il Mercoledì delle Ceneri segna per i cristiani l’inizio della Quaresima, un tempo forte di conversione, silenzio e rinnovamento interiore in vista della Pasqua. Attraverso il gesto semplice ma intenso dell’imposizione delle ceneri, la Chiesa invita i fedeli a fermarsi, riflettere sulla propria vita e riscoprire l’essenziale. In questa intervista con don Simone Caleffi, Coordinatore responsabile dell’area sapienziale della Pontificia Accademia di Teologia, docente all’Istituto di Scienze Religiose “Ecclesia Mater” e alla LUMSA, approfondiamo il significato spirituale di questa celebrazione, il valore dei suoi simboli e come vivere oggi la Quaresima in modo autentico, tra preghiera, digiuno e carità.
L’intervista
Che cosa rappresenta il Mercoledì delle Ceneri per i cristiani?
“Non tutti i cristiani hanno la celebrazione del mercoledì delle ceneri, ma almeno per i cattolici latini è interessante che il tempo di quaresima non inizi la domenica come tutti gli altri tempi liturgici bensì il mercoledì. Innanzitutto si comincia la quaresima con un gesto penitenziale che non sarebbe appropriato per la domenica e infatti i quattro giorni che precedono la prima domenica di quaresima sono stati aggiunti per formare i quaranta giorni di penitenza di questo tempo forte, togliendo le domeniche nelle quali invece non si fa digiuno. Cenere sul capo e acqua sui piedi”.
Cosa significa questo?
“Il compianto don Tonino Bello accostava il rito del mercoledì delle ceneri e quello del giovedì della settimana santa per ricordarci che testa e piedi non sono lontani. Essi stanno a poco più di un metro in una persona adulta, eppure siamo chiamati in quaresima a compiere un cammino di quaranta giorni nei quali riscoprire in noi la grazia del battesimo e quella della penitenza, seconda tavola di salvezza dopo il battesimo. La realtà del sacrificio che tendiamo a non desiderare e non fare è invece qualcosa di importante perché ci aiuta a convertire in qualcosa di sacro una realtà meramente profana, come Gesù che rende il suo corpo e il suo sangue elementi semplici come il pane e il vino”.
Perché si usano proprio le ceneri e che significato simbolico hanno?
“Partiamo sempre dalla ‘res’. Le ceneri vengono ottenute dalla bruciatura dei rami di olivo non utilizzati nella domenica delle palme che si effettua nella veglia pasquale dell’anno precedente. Dunque il simbolo è di nuovo pasquale, infatti spesso trovo piuttosto distorto il fatto che spesso accentuiamo molto la quaresima, magari facendo iniziative straordinarie, rispetto al tempo ordinario, come la visita alle famiglie, delle catechesi supplementari, liturgie penitenziali, vie crucis e altro che vorrebbero tenere alta la nostra temperatura spirituale in vista della cinquantina pasquale. Invece spesso con la domenica di Pasqua o se siamo fortunati con la domenica in albis tutto si conclude. Ma ciò lo ritengo un po’ assurdo. E’ come se mi allenassi per la maratona di New York senza poi andare a correrla. Anche i cinquanta giorni del tempo di pasqua ci dicono con la loro durata che sono più importanti dei quaranta della quaresima”.
Come può un cristiano vivere concretamente la Quaresima oggi?
“Credo che non si tratti tanto di fare delle cose, magari in più, come dicevamo prima. Occorre invece fare memoria viva del nostro battesimo innanzitutto nella nostra preghiera, ringraziando Dio ogni giorno per avere avuto in sorte il conoscerlo ed amarlo. Poi prestare attenzione a come agiamo nella vita quotidiana. Forse se abbiamo messo un po’ da parte le quattordici opere di misericordia, le altrettante stazioni della via crucis ce le possono ricordare. Anche oggi una turba infinita di poveri di tutte le specie bussa alle porte del nostro cuore: diamo allora da mangiare agli affamati, stiamo con chi è solo, diciamo una parola buona, preghiamo Dio per i vivi e per i morti”.
Che valore hanno oggi il digiuno, la preghiera e la carità?
“Un valore tanto più grande quanto dimenticato direi. Digiunare ha una dimensione di privazione non indifferente, a cominciare dal cibo (almeno mercoledì delle ceneri e venerdì della settimana santa), dall’uso della carne (ogni altro venerdì oltre agli altri giorni già citati) e da tutte quelle cose che ci allontanano da Dio e dagli altri e ci tengono prigionieri riducendoci in schiavitù (social media…). La preghiera è il respiro dell’anima. Se digiuno, allora sarò spinto a cercare Dio in un colloquio personale. La carità è l’unica realtà che rimane in eterno. Vediamo di non fare tutto il resto e tralasciare proprio ciò che solo sarebbe necessario”.
Come spiegare il senso del Mercoledì delle Ceneri ai giovani e ai bambini?
“I giovani sanno bene come ci si può sporcare le mani di tanti peccati. Una volta la cenere si usava per pulire gli indumenti. Attraverso questo gesto esteriore cerchiamo la purificazione del cuore. I bambini amano i gesti rituali, tanto che per loro in questo giorno è particolarmente proposta la liturgia della parola”.
In che modo questa celebrazione può aiutare a riflettere sulla propria vita?
“In quel giorno ascolteremo Gesù che ci richiama all’interiorità. Viviamo ad una velocità maggiore di tutte le generazioni che ci hanno preceduto. Fermarsi a meditare ci aiuterà da tutti i punti di vista”.

