Disabilità e diritti. La traversata a nuoto dei mari d’Italia

Nonostante tutti gli sforzi intrapresi le persone con disabilità restano tuttora più esposte al rischio di povertà e di esclusione sociale rispetto alle persone senza disabilità. La pandemia ha aggravato le disuguaglianze

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Mare

Il mare come simbolo di rinascita e resilienza. Un’iniziativa altamente simbolica per la difesa dei diritti delle persone con disabilità. Una speciale traversata a nuoto nel mare del Salento. Da Santa Maria di Leuca a Marina di Andrano. mare

Il mare come rinascita

Una campagna per promuovere i diritti delle persone con disabilità. Protagonista dell’impresa è un nuotatore campano. Salvatore Cimmino, 56 anni, ha una gamba amputata a metà del femore. E ha cominciato nel 2006 le sue iniziative. Da lui definite uno “sciopero nuotando”. Sabato scorso è partito alle 9 del mattino da Santa Maria di Leuca. Ha raggiunto Marina di Andrano alle 16. Con arrivo alla spiaggia libera. Attrezzata anche per le persone con disabilità. La tappa salentina è la dodicesima del suo nuovo progetto. Che è iniziato il 7 maggio a Ventimiglia. E si concluderà sabato 9 ottobre a Trieste. La traversata del mare del Salento è stata monitorata dalla Capitaneria di Porto-Ufficio Locale Marittimo Leuca. E dalla Lega Navale Italiana. Con la partecipazione dell’Università del Salento. Presente attraverso la propria imbarcazione “Pelacia”. E di un gruppo di assistenza nuotatori di fondo. Per fornire sostegno durante il percorso.mare

L’obiettivo

Il fine dell’iniziativa è accendere i riflettori su un’emergenza dimenticata. Nonostante tutti gli sforzi intrapresi, le persone con disabilità restano tuttora più esposte. Al rischio di povertà e di esclusione sociale. Rispetto alle persone senza disabilità. Secondo i dati Ue, rimane difficile l’accesso all’assistenza sanitaria. All’ apprendimento permanente. Al lavoro. E alle attività ricreative. La partecipazione alla vita politica è limitata. E le persone con disabilità sono ancora discriminate. Inoltre la pandemia di Covid ha aggravato le disuguaglianze esistenti.disabilità

Strategia

Negli ultimi dieci anni la strategia europea sulla disabilità ha dato la priorità al sostegno alle persone con disabilità. E ha prodotto miglioramenti. Tra l’altro, nei settori dell’accessibilità. Della sensibilizzazione. Dell’istruzione. Della formazione. Della protezione sociale. E della salute. In linea con il trattato sul funzionamento dell’Unione europea. E con la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. L’uguaglianza e la non discriminazione, infatti, sono i principi fondamentali delle politiche. E questa strategia è stata il principale strumento utilizzato dall’Unione europea. Per attuare la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD). Di cui sono parti sia l’Unione europea. Sia tutti gli Stati membri dell’Ue.

Sos disuguaglianze

Ora l’urgenza è quella di costruire un’Unione dell’uguaglianza. E attuare il pilastro europeo dei diritti sociali. La strategia post-Covid sui diritti delle persone intende affrontare le sfide a cui sono esposte le persone con disabilità. E mira a compiere progressi in tutti i settori della convenzione Onu. Solo così sarà possibile scongiurare il pericolo dell’esclusione sociale. “La disabilità non è una scelta ma una condizione, subita. Per questioni ambientali e stili di vita che prescindono dal volere individuale”, afferma a Interris.it Antonio Massacci, in prima linea all’onlus Anffas. In pandemia l’associazione delle famiglie di disabili intellettivi ha richiamato  l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Sulle conseguenze umane e familiari dell’emergenza sanitaria. In particolare dal punto di vista delle disabilità complesse, rare, intellettive. 

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