Marcassoli: “Ogni sostanza stupefacente è sinonimo di pericolo grave”

I pericoli per la salute causati dall'assunzione di droghe sintetiche e le strategie di contrasto da attuare illustrate a Interris.it dal dott. Claudio Marcassoli, psichiatra e psicoterapeuta

Le droghe sintetiche rappresentano una delle minacce più gravi alla salute pubblica globale, con un impatto devastante in termini di mortalità e dipendenza. Il Fentanyl, soprattutto negli Usa, sta emergendo come uno dei principali responsabili di un aumento significativo dei decessi legati agli oppiacei sintetici negli ultimi anni. Interris.it, sulla pericolosità di queste sostanze e alle possibili strategie di contrasto, ha intervistato il dott. Claudio Marcassoli, psichiatra e psicoterapeuta libero professionista.

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Foto di Randy Laybourne su Unsplash

L’intervista

Dottor Marcassoli, quali sono i maggiori pericoli legati all’assunzione di Fentanyl e droghe sintetiche?

“L’assunzione di Fentanyl e di altre droghe sintetiche comporta rischi significativi per la salute, sia fisica che mentale. Occorre ricordare che è un oppiaceo sintetico e rientra tra le sostanze più pericolose a causa della sua estrema potenza, almeno 80 volte superiore a quella della morfina. Anche una dose minima superiore a quella terapeutica può causare overdose letale, poiché il Fentanyl sopprime gravemente la funzione respiratoria, portando a insufficienza respiratoria, coma e morte. La sua capacità di indurre tolleranza e dipendenza ne rende l’uso ripetuto ancora più rischioso, con un alto rischio di overdose accidentale. L’uso di tali sostanze è frequentemente associato a episodi di ansia, paranoia e alterazione della percezione, con potenziali conseguenze gravi sul piano del comportamento e dell’integrazione sociale.”

Quali sono le possibili strategie da adottare per arginare la diffusione del Fentanyl e delle altre droghe sintetiche?

“È necessario premettere che, il Fentanyl e le altre droghe sintetiche, possono essere prodotti nei laboratori illegali a costi molto bassi e, tutto ciò, oltre a rendere tali sostanze ancora più pericolose, ne agevola la diffusione ad un prezzo più basso. Occorre quindi dare una risposta ferma per limitare la diffusione di quella che, negli Stati Uniti, a causa delle ulcerazioni profonde che provoca nei suoi assuntori, è stata ribattezzata in termini gergali ‘droga degli zombie’. In Italia, a causa della pericolosità del Fentanyl, le autorità competenti hanno emanato l’allerta di grado 3, riferita a quelle sostanze che provocano intossicazioni severe o decessi. E’ necessario che le istituzioni proseguano le azioni in corso, sia sul piano della repressione sia dell’educazione, nell’ottica di fermare la diffusione su larga scala di questa tipologia di droghe e svolgere azioni preventive nelle scuole per far capire agli studenti che qualsiasi tipologia di sostanza stupefacente è sinonimo di pericolo grave”.

credito: RAFFAELE VERDERESE

Che messaggio desidererebbe lanciare alle giovani generazioni su questi temi? Quali sono i suoi auspici per il futuro?

“Vorrei ribadire con forza che, le cosiddette ‘droghe leggere’, non esistono. Ci sono solo sostanze stupefacenti che quando vengono assunte pregiudicano gravemente lo sviluppo e la vita delle persone e dei loro familiari più stretti. Ai giovani, ricordando una efficace campagna di comunicazione della Presidenza del Consiglio di qualche mese fa, vorrei dire ‘Butta via la droga, non la vita’. Qualsiasi sostanza stupefacente costituisce un grave rischio per la salute e potrebbe avere conseguenze nefaste sulla salute e, nei casi più gravi, sulla vita. Auspico quindi che istituzioni, famiglie e società civile, possano collaborare per promuovere tra i nostri ragazzi una cultura della legalità, in grado di allontanare, una volta per tutte, lo spettro mortale delle droghe”.

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