Macerie dentro e cicatrici dell’anima. Intervista alla psicologa Leone sui traumi della guerra

In guerra ci sono ferite che non si vedono subito ma che segnano il futuro di un bambino. Allarme PTSD (disturbo post traumatico da stress). Lo sviluppo, in età adulta, di disturbi d’ansia generalizzati, attacchi di panico, depressione

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Guerra in Yemen

Tra le peggiori macerie interiori della guerra c’è il disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Si tratta della patologia che può svilupparsi in persone che hanno subìto o hanno assistito a un evento traumatico, catastrofico o violento. Un conflitto come quello scatenato dall’invasione russa dell’Ucraina comporta maggiori probabilità di essere esposti a episodi o dettagli particolarmente violenti e sconvolgenti. A Interris.it spiega la psicologa Veronica Leone: “Evidenze scientifiche sono riscontrabili  anche chi non è direttamente coinvolto nello scontro. Per esempio il bambino che assorbe tramite telegiornali notizie allarmanti. Egli, infatti, potrebbe in seguito sviluppare un disturbo da stress. In questo caso gli adulti devono essere maestri.

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Kiev 15/03/2022 – guerra in Ucraina / foto Imago/Image nella foto: palazzo distrutto ONLY ITALY

Ascoltare i mali delle guerra

Prosegue la psicologa: trovare le parole e i modi più consoni. Anche in base all’età del bambino. E spiegare ai ‘piccoli allievi‘ cosa sta succedendo. Ascoltandoli. E accogliendo le loro emozioni. Senza giudicarli o sminuirli. Aiutandoli ad elaborare ciò che sta accadendo. Perché molto spesso l’ansia è data da una non capacità dei più piccoli di comprendere quanto sta capitando attorno a loro. O anche dal clima di tensione che assorbono e percepiscono dagli adulti. E dalle immagine da cui siamo e sono bombardati ogni giorno. Attraverso i media e in particolare in tv”.guerraQuali traumi psicologici possono riportare i bambini ucraini sottoposti alle atrocità della guerra?
“E’ una domanda complessa. Il conflitto tra Russia e Ucraina è attualissimo e in pieno svolgimento. Inoltre abbiamo a che fare con un’estrema soggettività di reazione ad un evento traumatico. Il modo in cui un bambino risponde ad un evento traumatico dipende da vari fattori. E ciò impedisce di dare subito una risposta definitiva. Che si adatta a tutti. E che in una qualche maniera possa stabilire e fare una previsione futura degli effetti e delle conseguenze di una guerra purtroppo ancora in atto. C’è una strada ancora lunga da percorrere. Tuttavia la ricerca scientifica ha svolto numerose ricerche. Conosciamo l’ impatto profondo dell’esposizione a conflitti armati e alle atrocità della guerra su bambini ed adolescenti”.

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Kiev 06/04/2022 – guerra in Ucraina / foto Imago/Image nella foto: bombardamento ONLY ITALY

Con quali esiti?
“La conferma di un probabile sviluppo, in età adulta, di disturbi d’ansia generalizzati. Attacchi di panico. Depressione. Disturbo post traumatico da stress. Oltre ad un probabile trauma diretto sul bambino ci potrebbe essere il rischio di una traumatizzazione secondaria. Provocata  dalla visione di un genitore o famigliare
traumatizzato e sofferente. In molti casi i bambini subiscono effetti più gravi
e duraturi a livello di neurosviluppo quando l’ esposizione all’evento traumatico
avviene nei primissimi anni di vita. Cioè l’evento traumatico può modificare le funzioni cerebrali persistendo fino all’ età adulta. I circuiti cerebrali dei bambini sono particolarmente acerbi e sensibili agli stimoli che ricevono. Questo li rende particolarmente resilienti permettendo loro di far fronte a una minaccia senza perdersi d’ animo. Ma talvolta il trauma può rimanere ancorato e silente”.

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Kharkiv 01/03/2022 – guerra in Ucraina / foto Imago/Image
nella foto: guerra ONLY ITALY

Può farci un esempio?
“La guerra facilita l’insorgenza, in età adulta di PTSD (disturbo post traumatico da stress), attacchi di panico. Disturbo d’ansia generalizzato. Disturbi psichiatrici esternalizzanti. Come l’uso di sostanze stupefacenti e abuso di alcol. Oltre ad un impatto diretto sul bambino, potrebbero esserci ripercussioni anche sulle donne in gravidanza. Ossia sulle future mamme che vivono una situazione estremamente stressante e traumatica come quella di un conflitto. Alcuni studi hanno approfondito eventi particolarmente stressanti e\o traumatici. Nei quali è presente una iper stimolazione dell’ asse-ipotalamo-ipofisi-surrene. E quindi una sovraesposizione al cortisolo, ormone dello stress, in utero. Nel secondo trimestre della gravidanza, possono condurre a un alterazione nel comportamento da adulto. Sfociando anche in disturbi psichiatrici. E’ quindi innegabile come la guerra possa lasciare “cicatrici profonde “nell’ anima e nel corpo”.

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