Leone XIV: Papa missionario simbolo della Chiesa in uscita

Le reazioni degli Stati Uniti e gli aspetti più significativi del pontificato di Leone XIV spiegati a Interris.it da padre Piero Masolo, missionario del Pime a Detroit

Padre Piero Masolo e le sue consorelle (@ Piero Masolo)

L’elezione di Papa Leone XIV ha suscitato grande emozione negli Stati Uniti, in particolare nel Midwest, sua terra d’origine, dove comunità cattoliche e cittadini di tutte le fedi hanno accolto la notizia con profondo orgoglio e commozione. Interris.it, sull’elezione del Papa vista dagli Stati Uniti, ha intervistato padre Piero Masolo, missionario operante a Detroit.

Foto di Sara Minelli (Imagoeconomica)

L’intervista

Padre Masolo, lei è un missionario del Pime che opera nel Midwest degli Stati Uniti, terra d’origine di Papa Leone XIV. Com’è stata accolta l’elezione del Santo Padre in quelle aree?

“L’elezione di Leone XIV è stata accolta con grande sorpresa e gioia. Nonostante il suo nome fosse emerso tra i papabili, non si percepiva che la Chiesa fosse pronta ad eleggere un Pontefice proveniente dagli Stati Uniti. La notizia è stata accolta con grande felicità e, tra i miei confratelli, c’è stato chi ha esclamato: ‘It’s Bob!’. Robert Francis Prevost, infatti, per tutti qui è padre Bob, e molti hanno studiato con lui alla Chicago Theology University, conservandone un bel ricordo”.

Padre Piero Masolo a Chicago (@ Piero Masolo)

Il Santo Padre, nel suo primo discorso, ci ha esortato a “costruire ponti” e a “camminare insieme”. Che cosa ha pensato, da missionario operante nelle zone più povere di Detroit, quando ha sentito queste parole?

“Ho pensato che siamo benedetti nell’avere, per la prima volta nella storia della Chiesa moderna, un Papa veramente missionario ‘ad gentes’, ovvero verso i non cristiani. Questo è uno dei pilastri del nostro carisma e, in qualità di membro del Pime, si va in altri Paesi ad annunciare il Vangelo e Gesù Cristo. Papa Leone ha trascorso più di vent’anni in Perù e ha acquisito anche la cittadinanza di quel Paese. Questo è molto bello, perché incarna l’idea di ‘andare oltre’, realizzando concretamente quel ‘costruire ponti’ tra il luogo di origine e quello di missione. Il Papa è metaforicamente un ponte pluridirezionale, non solo tra Stati Uniti e Perù, ma anche tra gli Usa e il Vaticano, dove ha prestato servizio alla Congregazione dei Vescovi. È un ponte anche grazie a Sant’Agostino: egli proveniva dall’allora Ippona, in Algeria, un pezzo di mondo musulmano con cui oggi è fondamentale dialogare. L’essere missionario è parte integrante della vita di questo Papa”.

Padre Piero Masolo (@ Piero Masolo)

In che modo il Magistero del Papa e la sua precedente esperienza missionaria possono valorizzare l’azione della “Chiesa in uscita”?

“Un missionario è, per definizione, in uscita. Pensando alla Chiesa nei vari Paesi in cui ho vissuto, credo che il grande passaggio da compiere, per usare una metafora, sia quello dall’ovile all’esterno del recinto. Mi spiego: in molti luoghi, la diminuzione delle vocazioni e della partecipazione ai Sacramenti crea una sorta di depressione generalizzata, che porta a un ripiegamento su sé stessi. Il missionario guarda verso l’esterno, verso i non cristiani. Quando mi trovavo in Algeria, ad esempio, ero parroco in una zona con sette cristiani e 150 mila musulmani: ero il parroco di tutti. Questa è la Chiesa in uscita: prendersi a cuore l’uomo in quanto tale, e non solo il fedele. Leone XIV, già con il suo nome che richiama la Rerum Novarum, ci indica chiaramente questa direzione. Diversi aspetti lo dimostrano: il primo è il fatto che abbia fatto recitare a tutti un’Ave Maria, offrendo un’immagine precisa della Chiesa dei carismi. Inoltre, nel suo stemma episcopale e cardinalizio, nella parte sinistra, vi è un giglio bianco in campo azzurro, simbolo della purezza e di Maria. Il secondo aspetto riguarda il suo essere agostiniano, espresso nella frase: ‘Con voi sono un cristiano, per voi sono Vescovo’, che sintetizza bene il concetto di camminare insieme. Un altro elemento che mi ha colpito è la sua espressione ‘pace disarmata e disarmante’: ho colto una citazione di Christian de Chergé, priore di Tibhirine e martire nella guerra civile algerina del 1996, una figura straordinaria nel dialogo tra cristianesimo e islam. Infine, va sottolineato il melting pot che rappresenta: il suo nome indica un retroterra familiare con origini italiane, francesi e spagnole. Prima di stabilirsi a Chicago, viveva a New Orleans. Tutto ciò è significativo per la società americana. Leone XIV è un Papa cosmopolita”.

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