“Nel mondo 400 milioni di cristiani, ovvero un cristiano su 7, sono vittime di persecuzioni o di violenze”, denuncia l’arcivescovo Ettore Balestrero. L’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite è intervenuto in occasione dell’iniziativa promossa da Zsòfia Havasi. Il rappresentante permanente dell’Ungheria presso l’Onu a Ginevra ha promosso un incontro dal titolo “Al fianco dei cristiani perseguitati: difendere la fede e i valori cristiani”. Si tratta, sottolinea monsignor Balestrero, della “comunità religiosa più perseguitata al mondo”. Nell’ultimo anno quasi 5000 fedeli sono stati uccisi a causa della loro fede. In sostanza, tredici al giorno. Aggiunge l’arcivescovo Balestrero: “Uno Stato deve rispettare la libertà di religione o di credo. E astenersi dall’interferire con la capacità degli individui o dei gruppi di professare la propria fede in privato o in pubblico attraverso il culto, la pratica e l’insegnamento. È dovere dello Stato”. Nella preghiera dei fedeli durante la celebrazione liturgica della Domenica delle Palme sono stati ricordati proprio i cristiani perseguitati e i popoli. Affinché vincano le “volonta’ di dominio”.

Persecuzioni nel mondo
In particolare “i cristiani perseguitati che vivono l’umiltà di Cristo nella passione. “Possano non scoraggiarsi davanti alla prova e confidare con fede nella promessa del Padre“. Un invocazione per “tutti i popoli, radunati in uno dalla croce di Cristo: pongano segni di pace e di riconciliazione, vincendo gli egoismi e le volontà di dominio“. Anche la Comunità di Sant’Egidio ha fatto memoria dei cristiani perseguitati. Nel cuore della Settimana Santa sono stati commemorati i cristiani che, nei nostri tempi, sono uccisi o subiscono persecuzioni, discriminazioni, privazione della libertà religiosa. A Roma la veglia di preghiera ecumenica nella basilica di Santa Maria in Trastevere è stata presieduta dal cardinale Claudio Gugerotti. Il prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali ha commentato il capitolo 13 del Vangelo di Marco. “Tanti usano il nome di Dio, per mostrare la propria onnipotenza, e vogliono impossessarsi dei metodi che immaginano siano di Dio: la forza, il potere, i soldi. Tutto quello che Gesù ha detto è incompatibile con Dio”, spiega il porporato. “Il cristiano è vittima, mai carnefice, anche se nella storia spesso è avvenuto il contrario. La nostra salvezza è un dono gratuito. Per questo, come ha affermato papa Leone XIV, la guerra è una bestemmia”,prosegue il cardinale Gugerotti. Osservando che mai i cristiani devono cercare la vittoria eliminando gli avversarsi con la violenza. “Quando contempliamo i martiri, questi sacrifici umani che il potere assetato di sangue pretende – evidenzia il ministro vaticano- vediamo un sacramento eloquente, drammatico e salvifico della volontà di Dio che ci vuole salvi nell’amore“. Dopo l’omelia sono stati ricordati i nomi e le storie dei cristiani che in diversi paesi, sono stati uccisi. Per essere andati a messa. Per aver soccorso i feriti, come padre Pierre in Libano. Per aver accolto i migranti o strappato i giovani alle bande criminali.

Sopprimere la fede
Al tema ha dedicato un fondamentale saggio il professor Andrea Riccardi, storico del cristianesimo e fondatore della Comunità di Sant’Egidio. Si intitola “Il secolo del martirio. I cristiani nel Novecento”. Sulla base di 9600 schede provenienti dagli archivi vaticani e inedite, il volume presenta tutti i tentativi dei vari poteri politici del ‘900 di sopprimere la fede cristiana. Dal genocidio degli armeni nel 1915 fino ai massacri di Timor Est del 1999. Passando per il comunismo bolscevico, il nazismo, i regimi dittatoriali dell’America latina. E ancora le tragedie dell’Africa, l’oppressione dell’Islam integralista. Il bilancio complessivo si aggira attorno ai 5 milioni di morti, uccisi esplicitamente per la loro adesione alla fede cristiana. Sono i Nuovi Martiri. Il libro di Andrea Riccardi si mette al servizio della memoria di tante donne e di tanti uomini morti nel Novecento perché cristiani. Non è solo la storia di qualche cristiano coraggioso, ma quella di un martirio di massa. Un mondo di deboli e di vinti. La storia del loro assassinio è quella della loro debolezza e della loro sconfitta. Su questo il XXI secolo è chiamato a riflettere, per meglio comprendere la storia del secolo passato. E anche per cogliere quale sia oggi la forza del cristianesimo.

Storie di persone
“Sono entrato nel grande archivio della Commissione Nuovi Martiri- racconta lo storico-. Lì sono raccolte lettere, segnalazioni, memorie che, in questi ultimi anni, sono arrivate a Roma da ogni parte del mondo. Ho cominciato a sfogliarle. Erano lettere ufficiali di conferenze episcopali di tutto il mondo. Ma anche memorie di semplici gruppi di religiosi. Leggevo e mi sono appassionato. C’erano migliaia di storie di uomini e di donne contemporanei. Cristiani che erano stati uccisi in quanto tali“. Ne emerge un fenomeno di massa difficile da quantificare. Almeno tre milioni, ma sicuramente di più, di cristiani assassinati. Una documentazione inedita, una novità assoluta del tema, il primo bilancio a livello mondiale uscito in contemporanea in Francia e Spagna. E che è poi stato pubblicato in tutti gli altri principali paesi.

