La carità è nei gesti di attenzione e cura delle persone che abitano le periferie geografiche ed esistenziali. Ai poveri, ai malati e agli abbandonati del mondo, invisibili al nostro sguardo eppure presenti, Madre Teresa di Calcutta ha dedicato la sua opera quando si sentì chiamata a tendere la mano a chi nemmeno riceveva aiuto, così lasciò il convento per andare nelle strade. La missione contro la povertà e la miseria le è valsa il Premio Nobel per la pace nel 1979 e la proclamazione a santa nel 2016. Insieme a lei, le Missionarie della Carità, la congregazione religiosa che ha fondato nel 1950. In occasione della Giornata internazionale della carità, che ricorre in questa data in omaggio alla missionaria dal sari bianco e blu, Interris.it ha intervistato suor Gemma MC, della Casa di San Gregorio al Celio a Roma.
L’intervista
Madre Teresa è stata è stata la prima a portare l’attenzione del mondo sui malati, i poveri e gli ultimi?
“Madre Teresa è nota per il lavoro che ha fatto a favore dei poveri e degli ultimi. Non tutti comprendono subito la finalità del nostro servizio gratuito. La nostra missione è partecipare all’opera di Redenzione di Gesù, portare l’amore di Dio alle anime e l’amore delle anime a Dio”.
Madre Teresa è arrivata a Roma, tra i poveri di Tor Fiscale alla fine degli anni Sessanta, come racconta anche il recente documentario “Madre Teresa a Roma”. Qual era il suo rapporto con la Città Eterna?
“Madre Teresa veniva spesso a Roma e ogni volta faceva visita al Santo Padre. In particolare, prima di partire per l’apertura di una nuova casa di Missione, ‘un nuovo tabernacolo per Gesù’ – perché il Centro di ogni casa religiosa è Gesù nell’Eucarestia – lei e la nuova comunità di suore andavano a trovarlo per ricevere la sua benedizione”.
Lei l’ha conosciuta? Cosa porta con sé del suo carisma?
“Io sono entrata nella Congregazione nel 1996 e ho incontrato Madre Teresa due volte per un breve momento. Spero che il carisma della Congregazione sia entrato nella mia vita e mi stia trasformando. Ogni anno, ricordiamo il 10 settembre come il giorno dell’Ispirazione perché la stessa Madre descrive la forte grazia della luce e dell’amore divino, la profondità dell’infinito desiderio di Dio di amare ed essere amato, che ricevette sul treno per Darjeeling”.
Come agisce quest’ispirazione nel cuore dell’uomo?
“L’Amore di Dio ha scelto la nostra Congregazione per placare la Sua sete di amore e di anime. La profonda verità che Gesù ha sete di me e desidera il dono del mio amore, è una realtà difficile da descrivere, ma questa certezza è diventata il fondamento della mia vita, la certezza di essere amata da Dio non perché sono brava, o faccio qualcosa di buono, ma semplicemente amata, senza condizioni, con i miei difetti, i miei sbagli, i miei peccati che Lui ha perdonato e continua a perdonare. Ora la mia vita, la mia vocazione è condividere questa gioia con ogni persona e in modo particolare con i poveri che vivono nell’ oscura tristezza di una vita senza senso, nel dolore di essere stati rifiutati, maltrattati, abbandonati”.
Madre Teresa andava nelle periferie geografiche. Oggi voi proseguendo la sua opera quali povertà incontrate nelle periferie materiali ed esistenziali di Roma?
“La nostra opera a Roma e non solo cerca di continuare ad essere una presenza che proclama e incarna la Parola di Gesù: ‘Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete vestito, forestiero e mi avete ospitato, malato e mi avete visitato, in prigione e siete venuti a trovarmi…ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me’. Gli scenari culturali e sociali sono cambiati, ma continuiamo ad incontrare persone che hanno bisogno di essere amate e di imparare ad amare nella verità. Il nostro servizio cerca di restituire ad ogni persona la dignità umana che gli è stata rubata, oltraggiata o che ha dimenticato, rifiutato o è incapace di riconoscere”.
In cosa consiste, in concreto?
“In piccoli gesti come lavare i panni, spazzare il pavimento, cucinare, accogliere lo straniero abbandonato per strada, offrire cura e attenzione ai bambini trascurati, dedicare tempo all’ascolto andando nelle famiglie, negli ospedali, nelle case di cura. Spesso non abbiamo soluzioni per i problemi e le povertà che incontriamo ma confidiamo nella presenza di Maria nostra Madre affinché questi gesti possano divenire occasione di incontro con l’Amore di Gesù, unica Persona che può trasformare la nostra vita e renderci davvero felici”.

