La “candela” del Papa per i Poveri: L’Ambulatorio che restituisce la dignità

L'Ambulatorio dei Poveri in Vaticano offre cure mediche gratuite e accoglienza a senzatetto e bisognosi grazie a oltre 120 medici volontari, restituendo dignità e conforto umano ai pazienti, fungendo da "ospedale da campo" per gli emarginati. Il direttore Massimo Ralli: "Trovano chi li guarda negli occhi e si  prende cura di loro"

Massimo Ralli, direttore dell'Ambulatorio dei Poveri (foto: Francesco Vitale)

Proprio sotto la finestra del Palazzo Apostolico, dove Papa Leone XIV recita l’Angelus, si trova un luogo di accoglienza e cura essenziale per i più fragili. Al termine del braccio destro del colonnato di Piazza San Pietro, una porta discreta conduce all’Ambulatorio dei Poveri, istituito nel 2015 e intitolato all’”Ancilla Domini”, la Madre di Misericordia. Questo ambulatorio, voluto dal compianto Papa Francesco e gestito dall’Elemosineria Apostolica, è un faro per i senzatetto e i bisognosi provenienti da tutto il mondo e dall’Italia. Sono loro a sedersi pazientemente sui capitelli berniniani in attesa di cure mediche altrimenti inaccessibili o troppo costose.

Volontariato del Cuore

Il direttore dell’Ambulatorio, Massimo Ralli, spiega a interris.it la missione: “Questo è un ambulatorio voluto dieci anni fa dal Santo Padre Francesco per curare i poveri e i bisognosi che in molti casi non hanno documenti, non hanno possibilità di accesso alle cure”. La struttura vanta una rete impressionante di solidarietà, composta da oltre 120 tra medici e infermieri, tutti volontari, coprendo ogni specialità: internisti, specialisti, e servizi aggiuntivi come fisioterapia, esami del sangue e radiologia. L’obiettivo è fornire un servizio completo e restituire dignità a chi vive per strada senza un medico di base.

Papa Leone XIV benedice i locali ad accompagnarlo il cardinale Konrad Krajewski (foto: Vatican Media)

Aperto a tutti, senza prenotazione

L’accesso all’Ambulatorio è improntato alla massima semplicità e accoglienza: non è necessaria alcuna impegnativa o prenotazione preventiva. “L’ambulatorio è sempre aperto tutte le mattine e alcuni pomeriggi”, precisa Ralli. “Il paziente si presenta alle porte e trova tanti volontari che gli vanno incontro, che lo accolgono. Qui è proprio il contrario di quello che succede per strada: i pazienti sono accolti, accompagnati e trovano persone che li guardano negli occhi e che si prendono cura di loro”. Questo spirito di servizio è stato rafforzato anche dalla recente visita e benedizione di Papa Leone XIV, che ha portato “una gioia immensa ai volontari e a tutti i poveri”.

Renzo Ioannilli, medico volontario di medicina generale (foto: Francesco Vitale)

Non solo terapia per la strada

Renzo Ioannilli, medico di medicina generale volontario, descrive le patologie più comuni tra i pazienti, che sono in larga parte persone che vivono per strada: “Patologie della strada, quindi malattie dell’apparato respiratorio nel periodo invernale e soprattutto malattie di tipo dermatologico, perché purtroppo l’igiene è molto carente”. L’ambulatorio non si limita alla cura medica. Oltre a fornire servizi completi (ecografia, chirurgia e, in accordo, l’indirizzamento agli ospedali), si occupa anche di bisogni primari come la fornitura di vestiario e l’indicazione alle docce igieniche adiacenti. Ma l’impatto più significativo, sottolinea il dottor Ioannilli, è di natura umana: “Non tanto per risolvere il problema in fase acuta, ma l’accoglienza, la parola di conforto per loro è importantissima, escono da qui soddisfatti”.

Simbolo della carità

Per Ioannilli, lavorare come volontario, dopo una lunga carriera in Vaticano, è una vocazione: “Lo faccio con molto entusiasmo, per me è quasi casa”. L’Ambulatorio dei Poveri “Ancilla Domini” rimane così un potente simbolo della carità e dell’attenzione del Papa verso gli ultimi, un luogo dove la cura medica e la dignità umana viaggiano di pari passo.

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