Un recente studio globale pubblicato su JAMA Pediatrics ha rivelato un allarmante aumento dell’ipertensione tra bambini e adolescenti. La ricerca ha analizzato oltre 3,6 milioni di casi, evidenziando che il 3,89% dei giovani soffre di ipertensione sostenuta, con un aumento annuo del 7,2% tra il 2006 e il 2021. I tassi sono significativamente più alti nei soggetti obesi o in sovrappeso. L’ipertensione sostenuta è più comune nei Paesi ricchi e nella regione del Pacifico Occidentale. Un fenomeno attenzionato anche in Italia dove la pressione alta negli adolescenti è più legata a stili di vita e a poche ore di sonno. Interris.it ne ha parlato con il dott. Giuliano Tocci, Responsabile del Centro ipertensione laboratorio di cardiologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria S. Andrea di Roma.
L’intervista
Negli ultimi anni, si assiste a un aumento dell’ipertensione anche tra i più giovani. Quali sono le cause principali di questo fenomeno, che sembra essere cambiato radicalmente rispetto al passato?
“È una domanda a cui è facile rispondere, perché lo stile di vita è cambiato in modo radicale negli ultimi vent’anni. Il crescente consumo di sigarette già a partire dai 12-13 anni ha causato un importante aumento dell’incidenza dell’ipertensione. In più, c’è da considerare che un tempo si misurava la pressione solo in ospedale, mentre oggi tutti hanno un apparecchio a casa. Questo ha aumentato la consapevolezza, ma talvolta genera allarmismi, come se il misuratore di pressione fosse un ‘saturimetro del COVID'”.

Questo problema incide maggiormente in una fascia d’età specifica? E c’è una differenza tra ragazzi e ragazze? Inoltre, il sonno alterato, a causa dei dispositivi elettronici, può essere un fattore?
“Assolutamente sì. Trascorrere troppo tempo davanti a questi dispositivi, soprattutto la sera, altera la qualità del sonno. E una qualità del sonno alterata incide in modo negativo sulla nostra vita e sul nostro benessere. L’ipertensione provoca danni in un soggetto adulto dopo anni di vita non sana. È importante però ribadire che nei bambini e negli adolescenti, l’ipertensione è spesso legata allo stile di vita”.
Che consiglio si sente di dare ai genitori per affrontare questo problema, specialmente in vista dell’estate e della ripresa delle attività scolastiche?
“Il consiglio è molto semplice. L’ipertensione è una malattia che spaventa, ma prima di parlare di ipertensione in un adolescente, bisogna misurare la pressione più volte e in condizioni di tranquillità e riposo. L’errore più comune è misurare la pressione una sola volta, trovarla alta e correre subito dal medico. Questo non è corretto, perché stiamo parlando di soggetti sani e a basso rischio cardiovascolare. Nello stesso tempo, è fondamentale favorire stili di vita più sani”.
Quali sono, quindi, questi stili di vita che possono aiutare i ragazzi?
“L’attività fisica, la riduzione del consumo di calorie e, soprattutto, la riduzione del sale nella dieta (non l’abolizione, ma la riduzione) sono tutti consigli che in un adolescente possono risolvere la situazione. Mantenere uno stile di vita sano è la chiave per prevenire il problema”.

