Il costo della cultura. Sos caro libri scolastici

Aumenta il prezzo dei volumi anche nel 2025 con una media dell'1,7% per la scuola secondaria di primo grado e dell'1,8% per quella di secondo grado

Caro libri e crisi educativa. Garantire il diritto effettivo allo studio deve essere priorità della politica. “Importanti le misure a sostegno della domanda come la detrazione dei libri, che come Ali proponiamo dal 2008, e la piena e immediata attuazione di quanto previsto dal Piano Olivetti e di quanto annunciato dal ministro Alessandro Giuli al Salone del Libro di Torino” dice Paolo Ambrosini, presidente dell’Associazione librai italiani di Confcommercio. Il coordinatore nazionale dell’Unione Studenti fa comunque sapere che anche quest’estate torneranno “i mercatini dell’usato, una pratica di mutualismo necessaria per riuscire a creare reti di solidarietà all’interno dei territori“. Sul tema dell’educazione era intervenuto anche papa Francesco durante un’udienza con la Casa Editrice “La Scuola”, affermando che “oggi sono i genitori che vanno a lamentarsi con gli insegnanti: è terribile!”. Il Papa parlando in termini esperienziali, ha raccontato anche un aneddoto sulla sua infanzia: “Ricordo che al nostro tempo c’era una grande unità e anche collaborazione. Una volta, a 9 anni, ho detto una parolaccia alla maestra che chiamò mamma: mi chiamarono dopo avere parlato e la mamma mi disse: ‘Chiedi scusa alla maestra’. Io me ne andai felice perché pensai che era stato facile. Ma non era vero. Quando sono arrivato a casa ho avuto il secondo atto”.

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Libri di Charles Dickens (immagine a sinistra @ Lisa Fotios su Pexels, immagine a destra @ Kadir Akman su Pexels)

Testimonianza

Domenico Pisana è testimone del valore della cultura. ha conseguito il dottorato in Teologia Morale a Roma presso l’Accademia Alfonsiana dell’Università Lateranense. E’ fondatore e presidente del Caffè letterario Salvatore Quasimodo di Modica. Ha pubblicato numerosi libri di poesie, nove testi di critica letteraria, con saggi, fra l’altro, su Leopardi, Clemente Rebora, Montale, Quasimodo; undici testi di carattere etico-teologico; tre volumi di carattere storico-politico. Le sue opere di teologia e poesia sono state tradotte, sia integralmente che parzialmente, in inglese, spagnolo, rumeno, albanese, arabo, macedone, greco, serbo, francese, turco, polacco, bulgaro. “Il nostro Paese avverte una grave emergenza educativa non solo nella scuola ma anche nelle famiglie, che sono in crisi e che spesso delegano ai docenti l’educazione e formazione dei figli – osserva il professor Pisana-. Non è raro leggere di genitori che si lamentano dei professori fino al punto di arrivare ad aggredirli o che difendono i figli anche quando commettono errori. Insegnare oggi appare una scommessa che chiama in causa la professionalità dei docenti e la loro capacità di relazione educativa. Un ruolo importantissimo che deve essere in grado, come ha detto Papa Francesco, di dare un senso alla scuola, allo studio e alla cultura“.

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Foto di Marisa Sias da Pixabay

Formazione

Prosegue Domenico Pisana: “La scuola accoglie ogni anno scolastico studenti che vivono, senza voler generalizzare, all’interno di famiglie in crisi per motivi relazionali, economici, di lavoro, cosa che ha riflesso sui figli e di conseguenza sul rapporto con la scuola. I modelli protezionistici o, al contrario, di disinteressamento verso i figli sta rendendo sempre più difficile il rapporto scuola-famiglia e queste due realtà anziché collaborare per la crescita umana e culturale dell’alunno-figlio, finiscono a volte per entrare in conflitto, riversando l’una sull’altra le responsabilità del fallimento scolastico”. Papa Francesco ha esortato  i genitori ad essere “davvero i protagonisti e i primi artefici dell’educazione” dei figli; ma tale compito non può essere debitamente svolto senza l’aiuto della società e in particolare della scuola. Secondo Pisana, “oggi insegnare appare una scommessa che chiama in causa la professionalità dei docenti e la loro capacità di relazione educativa; il loro ruolo è importantissimo e deve essere in grado, come ha rilevato papa Francesco, di dare un senso alla scuola, allo studio e alla cultura”. Il Pontefice esortò quindi a costruire una relazione educativa con ciascuno studente, facendoli sentire accolti e amati per quello che sono, con tutti i loro limiti e le loro potenzialità. “Per trasmettere contenuti è sufficiente un computer – aveva detto il Papa – Ma per capire come si ama, quali sono i valori e quali le abitudini che creano armonia nella società, ci vuole un buon insegnante”.

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Foto di Sam Balye su Unsplash

Caro libri

Intanto però il caro libri scolastici non si ferma. Aumenta il prezzo dei volumi anche nel 2025 con una media dell’1,7% per la scuola secondaria di primo grado e dell’1,8% per quella di secondo grado. I dati, diffusi dall’Associazione Italiana Editori, sono in linea con l’inflazione (1,7% a maggio su base annua, stima preliminare di Istat) sottolinea l’Aie, ma sale la preoccupazione di editori, librai e studenti che chiedono “risposte concrete da parte delle istituzioni e del ministero”. “Viviamo con forte preoccupazione l’inflazione che sta subendo il costo del materiale scolastico e non solo. I libri sono solo alcune delle spese che le famiglie devono affrontare per poter realmente mandare i propri figli a scuola e quindi per poter garantire davvero il diritto allo studio” spiega all’Ansa il coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti, Tommaso Martelli. Per il coordinatore della Rete degli Studenti Medi, Paolo Notarnicola, “l’istruzione non dovrebbe essere un lusso e continuare a tollerare rincari sistematici significa ammettere che la scuola pubblica non è più uno spazio di uguaglianza, ma una barriera sociale. I libri di testo sono diventati una tassa occulta sull’accesso al sapere: un mercato blindato, in cui si fissano prezzi proibitivi, con il beneplacito delle istituzioni”. La senatrice Barbara Floridia presenta “una mozione sul caro libri, per chiedere interventi immediati e strutturali: il sostegno alle famiglie, diffusione dei materiali digitali accessibili, rilancio dei comodati d’uso, detrazioni fiscali vere. La scuola pubblica deve tornare a essere uno spazio di uguaglianza. E per farlo servono scelte politiche chiare“. Ad “auspicare una riflessione ampia da parte della politica, che investa l’intero impianto normativo, si occupi di varare maggiori sostegni agli investimenti delle famiglie in istruzione e riconosca con i fatti librerie e cartolibrerie centrali nella distribuzione dei libri di testo” è il presidente del Sil – Sindacato librai Confesercenti, Antonio Terzi.

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Foto di Mikhail Pavstyuk su Unsplash

Rete distributiva

“Benché si confermi un aumento contenuto, non va dimenticato che in questi anni la necessità di garantire marginalità ai produttori è stata pesantemente scaricata sulla rete distributiva, in particolare su librerie e cartolibrerie, sia attraverso la pesante riduzione del margine loro riservato, sia per il proliferare incontrollato di nuove iniziative commerciali, non sempre dettate da dinamiche di leale concorrenza” dice Terzi che mette il dito nella piaga: “Resta irrisolto il tema dei tetti di spesa che, seppur incrementati quest’anno del 2% sui valori del 2012, continuano a creare enormi problemi alle scuole”. L’inflazione cumulata nel periodo maggio 2021-maggio 2024 è stata pari al 14,7%, mentre i prezzi dei libri di testo dal 2021 al 2024 sono cresciuti del 7,5% per la scuola secondaria di primo grado e dell’8,2% per quella di secondo grado, ovvero la metà dell’inflazione dicono i dati Aie. 

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